Il legame tra sonno e difese immunitarie: scopriamolo in un’intervista con l’esperta

Emanuela Spotorno | Editor

Ultimo aggiornamento – 10 Marzo, 2025

ragazza che spegne la sveglia

Il sonno è molto più di un semplice riposo: è il nostro alleato segreto per mantenere il corpo in salute e difenderci da infezioni e malattie. Ma come funziona esattamente questo legame tra sonno e sistema immunitario? E cosa succede quando dormiamo poco o male?

Per scoprire i segreti di questo rapporto e capire come migliorare la qualità del nostro sonno, abbiamo intervistato la dr.ssa Ilaria Laccu, Medico Chirurgo specializzata in Neurofisiopatologia e Medicina del sonno

La dottoressa ci ha raccontato come il sonno influisce sulla produzione di ormoni e cellule difensive, come riconoscere un sonno che non ci rigenera e, soprattutto, cosa fare per migliorarlo e rafforzare il nostro sistema immunitario. 

Ecco le domande che le abbiamo posto.

Buongiorno dottoressa, in che modo il sonno influisce sul sistema immunitario?

Il sonno è un fenomeno fisiologico particolarmente complesso che svolge un ruolo importante nella funzione del sistema immunitario, in termini di efficienza e di regolazione dei processi infiammatori. 

Il sonno è diretto da un sistema neuronale localizzato principalmente nei nuclei sopra-chiasmatici dell’ipotalamo che funziona come un pacemaker circadiano che controlla la tempistica del ciclo sonno-veglia e la coordina con i ritmi circadiani in altre aree cerebrali, tra cui gli ormoni prodotti dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.  

Tra questi, raggiungono il picco di notte; la melatonina, che supporta la funzione immunitaria migliorando l'attività dei linfociti NK e T, cellule chiave per i nostri meccanismi di difesa, e possiede anche proprietà antiossidanti che proteggono le cellule immunitarie dallo stress ossidativo; la prolattina, che può svolgere un ruolo immunomodulante attraverso la modulazione del recettore delle citochine, e gli ormoni della crescita , che possono stimolare la proliferazione delle cellule T/B e la sintesi delle immunoglobuline. 

Al contrario, il cortisolo e le catecolamine, gli ormoni dello stress, subiscono una soppressione durante il sonno e sono anch’essi dei mediatori nella connessione tra il sonno e il sistema immunitario. 

Citochine, cellule T/B, immunoglobuline, interleuchine (IL-6, IL-10, IL 12), fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) e interferone gamma (IF-gamma) sono le proteine deputate al controllo dei processi infiammatori e alla difesa dalle infiammazioni e infezioni nel sistema immunitario. 

Queste cellule immunitarie quindi durante il sonno subiscono una regolazione, e allo stesso tempo, influenzano l’induzione e il mantenimento del sonno NREM. Questo ci fa comprendere come questi due sistemi siano strettamente connessi.

Dormire poco o avere un sonno di scarsa qualità può aumentare la suscettibilità a infezioni e malattie? Se sì, perché?

Un sonno di breve durata o un sonno disturbato provocano il sovvertimento del sistema di regolazione del sistema immunitario. In particolare il sonno notturno, soprattutto il sonno NREM, diminuisce il rilascio di ormoni antinfiammatori e promuove il rilascio di ormoni pro-infiammatori. 

Questa condizione “pro-infiammatoria” è indispensabile affinché il nostro sistema produca le molecole deputate alle difese operate dal sistema immunitario. Queste cellule, quindi, vengono regolate dal complesso circuito circadiano del sonno promuovendo la produzione delle proteine di difesa immunitaria che attraverso il sangue possono raggiungere quelle cellule che minacciano il nostro corpo e la nostra salute, per es. virus e batteri. 

E’ risaputo anche che la migrazione dei linfociti mostra una variazione circadiana, con l'homing ai linfonodi che raggiunge il picco all'inizio della notte con il sonno. La privazione prolungata del sonno interrompe i ritmi anche del cortisolo, portando potenzialmente a una disregolazione immunitaria e ad una maggiore suscettibilità alle infezioni e a numerose malattie infiammatorie sistemiche. 

Questo meccanismo bidirezionale di sonno e sistema immunitario ci permette di affermare il processo inverso, e cioè l'aumento del sonno NREM associato all'infiammazione, può favorire il recupero da una malattia infettiva, infatti, un soggetto con febbre ed un processo infiammatorio attivo, manifesta sonnolenza e questo è un meccanismo di difesa per promuovere quindi la produzione delle cellule di difesa. 

La carenza di sonno e la conseguente disregolazione dei processi infiammatori sono correlate a malattie maligne, neurodegenerative, metaboliche e autoimmuni.

Esistono correlazioni tra disturbi del sonno cronici (come insonnia o apnea notturna) e un sistema immunitario più debole?

I disturbi del sonno cronici portano ad una disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e del sistema nervoso autonomo, responsabili della attivazione degli immuno-mediatori, che a loro volta alterano il sonno. 

L'insonnia è caratterizzata da un sonno frammentato, con una macrostruttura alterata, oppure semplicemente di breve durata. Negli ultimi anni, l'attenzione si è concentrata proprio su quest'ultima caratteristica, poiché un sonno breve si è rivelato correlato a un aumento del rischio di patologie.

ragazza-non-riesce-a-dormire

Le apnee notturne provocano una condizione di ipossiemia intermittente che attraverso vari meccanismi mediati dal fattore inducibile dall'ipossiemia (HIF), il fattore nucleare-κB (NF-κB) e la proteina legante l'elemento di risposta AMP ciclica (CREB), causano una risposta immunitaria disfunzionale

Inoltre l'ipossiemia sopprime anche la segnalazione dell'IFN di tipo I nel danno polmonare acuto, aumentando così l'infiammazione mediata dai neutrofili nel polmone attraverso un ridotto accumulo di macrofagi derivati dai monociti e può portare all'attivazione immunitaria innata causando insorgenza di patologie autoimmuni.

Le alterazioni croniche del sonno provocano uno squilibrio pro-infiammatorio nell'arco delle 24 ore, coinvolgendo sia il sistema nervoso centrale che i tessuti periferici. Questo aumenta la vulnerabilità dell'organismo a diversi fattori di rischio per la salute, rendendolo un “terreno fertile” per lo sviluppo di malattie infiammatorie croniche e autoimmuni, come la sclerosi multipla, la sindrome del colon irritabile dovuta ad alterazioni del microbiota intestinale, le artriti e i reumatismi infiammatori, nonché dolori muscolo-scheletrici.

Quali segnali indicano che il proprio sonno non è ristoratore e potrebbe avere conseguenze sulle difese immunitarie?

I primi segnali che il nostro sonno non sia ristoratore, o sia disturbato, potrebbe essere la comparsa di sensazione di sonnolenza residua al risveglio o persistenza di sonnolenza diurna. In genere è possibile che il paziente si accorga del suo sonno disturbato, come nel caso della presenza di risvegli notturni, mentre altre volte, come per le apnee notturne in cui il paziente molto spesso dorme “bene”, non abbiamo la consapevolezza di un sonno disturbato ma accusiamo una importante condizione di stanchezza e colpi di sonno. 

Molto spesso si hanno ripercussioni anche sull’umore del paziente che accusa nervosismo, irritabilità, apatia, deflessione del tono in senso depressivo. Tutto questo provoca un rimaneggiamento del nostro sistema immunitario che viene sbilanciato a favore di una facilitazione alle infezioni, che vanno dai semplici episodi virali transitori a patologie più importanti che necessitano di supporto farmacologico come ad esempio polmoniti. 

Quali abitudini si possono adottare per migliorare il sonno e, di conseguenza, rafforzare il sistema immunitario?

E’ sempre bene riferire ad un medico esperto in medicina del sonno la presenza soggettiva o oggettiva di disturbi del proprio sonno che troppo spesso vengono ancora sottovalutati. E’ ormai assodato che un buon sonno notturno sia la base di una salute a 360 gradi, pertanto cerchiamo in primis di non ridurre eccessivamente le ore di sonno nonostante la frenesia delle nostre attività e impegni diurni. 

E’ importante dormire almeno 6 ore a notte per permettere al nostro sistema di regolare tutti quei circuiti deputati al nostro benessere, anche e soprattutto immunitario. Evitiamo le situazioni eccitanti la notte (attività sportiva notturna, esposizione diretta alle luci artificiali del telefonino o i video giochi, eliminiamo la TV dalla camera da letto, lavoriamo di giorno.) 

Se ci fossero troppi risvegli notturni, russamento eccessivo con percezione di apnea, sonnolenza diurna e colpi di sonno, cerchiamo di risolvere tempestivamente questi disturbi con il nostro neurologo di riferimento.

Emanuela Spotorno | Editor
Scritto da Emanuela Spotorno | Editor

Amo da sempre i libri e la lettura e negli ultimi anni mi sono appassionata a tematiche legate al benessere, all'alimentazione e al mondo Pet. Finalmente su Pazienti.it posso scrivere di argomenti che mi coinvolgono ed appassionano.

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Emanuela Spotorno | Editor
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