Amore e identità: come non perdere sé stessi nella coppia (e non diventare solo due magliette abbinate)

Federica Ferrajoli | Psicologa

Ultimo aggiornamento – 25 Marzo, 2025

Immagine creativa collage di mani che tengono due tessere di un puzzle di colore diverso

Le relazioni di coppia sono un po’ come una danza: a volte si balla all’unisono, altre volte ognuno ha bisogno del proprio assolo.

Eppure, capita spesso che con il passare del tempo, il confine tra il “noi” e l’“io” inizi a sfumare, fino a farci sentire come due protagonisti di un film romantico in cui, però, abbiamo completamente perso la nostra sceneggiatura individuale.

E allora, come si fa a mantenere la propria identità senza sentirsi meno “coppia”? Perché nelle relazioni di coppia si finisce a fare tutto insieme (fino, ebbene sì, a vestirsi abbinati?)

Come si fa a mantenere la propria identità senza sentirsi meno “coppia”?

Lo sappiamo bene, l’inizio è sempre perfetto: fare tutto insieme, condividere ogni momento, essere quasi un’entità unica che si muove all’unisono nel mondo. A lungo andare, però, questa fusione rischia di trasformarsi in una simbiosi, una relazione fusionale in cui non sai pi se la tua pizza preferita è davvero la margherita o se l’hai scelta solo perché piace anche a partner.

Il desiderio di condividere tutto nasce da un bisogno profondo di connessione: è naturale voler passare tempo con chi si ama, costruire ricordi comuni e sentirsi parte di una squadra.

Ma attenzione, perché quando la coppia diventa una specie di “frullato emotivo”, dove non si distinguono più gli ingredienti originali, qualcosa potrebbe iniziare a scricchiolare.

All’inizio è adorabile: ordinare le stesse cose al ristorante, guardare sempre le stesse serie TV, parlare con lo stesso tono di voce (sì, succede anche questo).

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Poi, un giorno ti rendi conto che la tua playlist di Spotify è piena di canzoni che non avresti mai ascoltato prima, che la tua domenica ideale è finita nel dimenticatoio e che ora partecipi a lunghi pranzi di famiglia (la sua?) senza quasi battere ciglio. Chi l’avrebbe mai detto! Bello, sì. Ma tu, dove sei?

Condividere esperienze è un collante per la relazione, nessun dubbio su questo: viaggiare, ridere, sperimentare cose nuove insieme è ciò che dà forza alla coppia. Se, però, qualsiasi decisione deve essere presa in due e il tempo individuale diventa un miraggio, il rischio è di perdere la propria identità in un mare di “noi”.

Stare insieme va benissimo, l’essere umano vive e si nutre di relazioni, ma è altrettanto fondamentale coltivare spazi personali: un hobby tutto tuo, un’uscita con gli amici senza partner, una serata in cui guardi il tuo film preferito senza dover negoziare sul telecomando. Ricordiamoci che una coppia è composta da due persone, non da due metà che senza l’altra si sentono perse. Nessuna mela è mai nata spezzata a metà!


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I linguaggi dell’amore sono come le password Wi-Fi: ognuno ha il suo, e se non lo conosci, la connessione non funziona benissimo. C’è chi si sente amato grazie alle parole di affermazione, chi preferisce gesti concreti, chi ha bisogno di momenti di qualità; capire e rispettare il proprio e quello del partner aiuta a evitare che la relazione diventi un’unica modalità indistinta di dimostrare affetto.

Se il tuo partner ama passare del tempo insieme, ma tu hai bisogno di momenti di solitudine per ricaricare le tue energie, è importante trovare un compromesso. Perché in un amore “sano” non serve mai annullarsi, ma incastrarsi in modo che entrambe le persone possano essere se stesse senza sentirsi in colpa.

Quando il “noi” diventa una gabbia (e come uscirne senza rompere tutto)

Sentirsi parte di una coppia è rassicurante, ma a volte questa sicurezza può trasformarsi in un limite.

Se ti trovi a dire “noi” più spesso di “io” e inizi a sentirti in colpa anche solo all’idea di fare qualcosa da solo, è il momento di fare un piccolo check-in con te stess*; il rischio, altrimenti, è quello di soffocare sotto il peso del “dobbiamo fare tutto insieme”, fino a perdere di vista cosa ti piace davvero.

E sai qual è la cosa ironica? Mantenere la propria individualità rende la coppia più forte e la relazione più stimolante, non il contrario.

Di solito, infatti, il desiderio di fare tutto insieme è più forte all’inizio della relazione, quando l’entusiasmo è alle stelle e si vuole condividere ogni singolo momento. Ma ci sono altre fasi della vita in cui il rischio aumenta: convivenza, momenti di crisi, cambiamenti importanti…

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Breve siparietto catastrofico: se da giovani l’amore totalizzante ci fa dimenticare gli amici, nella convivenza si rischia di scambiarsi persino i gusti personali; dopo il matrimonio o con l’arrivo dei figli, l’identità individuale può dissolversi dietro a ruoli e responsabilità; e quando finalmente si va in pensione e si ha più tempo per sé ecco che si fa tutto insieme “per abitudine”.

Insomma, non c’è via di scampo: il rischio di diventare una coppia fusionale ci accompagna in ogni fase della vita! Ma niente panico: con un po’ di consapevolezza e qualche spazio personale ben dosato si può amare senza perdersi.

Come smettere di sentirsi in colpa per voler essere se stessi in coppia?

Ecco alcuni consigli importanti da tenere a mente:

  • Ricorda che amare non significa fondersi: una coppia sana è fatta di due persone intere, non di due metà che senza l’altra non sanno cosa fare;
  • Prenditi spazi senza sentirti in colpa: un caffè da solo, un weekend con gli amici, una serata di binge-watching in solitaria. Non c’è nulla di male nel voler stare un po’ con sé stessi;
  • Parla con il partner: esprimere il bisogno di indipendenza non significa respingere l’altro, ma rafforzare la relazione su basi più sane;
  • Non perdere di vista i tuoi interessi: se prima amavi dipingere, scrivere, correre o suonare la chitarra, continua a farlo anche se il tuo partner non condivide la stessa passione;
  • Accetta che essere diversi è un valore: non tutto deve essere condiviso. Avere gusti, abitudini e passioni differenti non è un problema, è ciò che rende il rapporto più interessante.

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Una relazione sana è quella in cui entrambi i partner si sentono liberi di esprimersi, di crescere e di vivere la propria individualità senza paura di perdere l’altro.

Quindi sì, è bellissimo essere un “noi”, ma ricordiamoci di essere prima di tutto un “io”.

Dopotutto, non può esistere relazione senza separazione: solo riconoscendo e rispettando la distanza tra due individui è possibile costruire un legame davvero profondo e significativo.

Federica Ferrajoli | Psicologa
Scritto da Federica Ferrajoli | Psicologa

Psicologa Clinica, Sessuologa Clinica e Consulente di Coppia che si sta specializzando in Psicoterapia psicoanalitica. Nel mio lavoro clinico assume un ruolo prioritario l’impegno volto alla de-costruzione di un'eredità culturale disfunzionale per ricostruire intorno a sé un pianeta in cui sentirsi sicuri nella continua ricerca del proprio benessere.

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Federica Ferrajoli | Psicologa
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