L’aspirina potrebbe aiutare a prevenire le metastasi: la nuova scoperta scientifica

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ultimo aggiornamento – 12 Marzo, 2025

Delle aspirine

Alcuni scienziati del Dipartimento di Neuroscienze Imaging e Scienze Cliniche dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, in collaborazione con l’Università di Cambridge, hanno osservato un nuovo meccanismo attraverso il quale l’aspirina è in grado di ridurre le metastasi di alcuni tumori, andando a stimolare il sistema immunitario.

Vediamo di cosa si tratta.

La scoperta: l’aspirina riduce la diffusione delle metastasi

Sulla rivista Nature è stata pubblicata un’indagine che approfondisce il legame tra aspirina e attività tumorale – già studiato nel corso di studi precedenti.

Era già stato osservato in passato che l'assunzione giornaliera a basso dosaggio di aspirina potesse ridurre lo sviluppo di metastasi di alcuni tipi di cancro (come quello alla prostata, al seno e del colon-retto), ma non era ancora chiaro il processo con cui il farmaco andasse a ostacolare questa insorgenza.

Lo studio, infatti, afferma che l’acido acetilsalicilico (principio attivo dell’aspirina) aiuta a tenere in allerta il sistema immunitario che, in questo caso, riesce ad essere più attento nel riconoscere e eliminare le cellule tumorali quando stanno per formare le metastasi.

Questa scoperta è utile anche perché il momento in cui le cellule tumorali si diffondono verso altri organi è considerato come la finestra di maggiore vulnerabilità – ed è in questo frangente che sarebbe più utile intervenire.

Come agisce l’aspirina nel contrastare le metastasi

Tale rivelazione è avvenuta in maniera del tutto casuale studiando modelli animali: gli scienziati stavano osservando le modalità con cui i geni agiscono sulle metastasi tumorali e hanno notato che un topo privo di un determinato gene aveva sviluppato meno metastasi nei polmoni e nel fegato rispetto ad altri soggetti studiati.

Tale gene è responsabile della produzione della proteina ARHGEF1, la quale inibisce l’azione dei linfociti T – che sono in grado di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali.

L'effetto soppressivo della proteina ARHGEF1 sui linfociti T è attivato da una molecola chiamata trombossano A2 (TXA2), che è proprio il bersaglio dell'aspirina.

Questo suggerisce, dunque, che il farmaco in questione potrebbe avere un ruolo chiave nel contrastare la diffusione delle metastasi, bloccando l'azione soppressiva della proteina ARHGEF1 sul sistema immunitario.

Quindi, in definitiva, diminuendo il TXA2, l'aspirina elimina il freno che ostacola l'azione dei linfociti T contro le cellule di tumori in metastasi: gli autori dello studio, somministrando l’aspirina ai topi con melanoma, hanno perciò osservato come questa andasse a impattare sulla frequenza di metastasi (grazie alla liberazione delle cellule T dal controllo del TXA2).

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Scritto da Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione con un particolare focus sullo storytelling. Con quasi un decennio di esperienza nel campo del giornalismo, oggi mi occupo della creazione di contenuti editoriali che abbracciano diverse tematiche, tra cui salute, benessere, sessualità, mondo pet, alimentazione, psicologia, cura della persona e genitorialità.

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