Umidità ideale in casa: qual è la percentuale ottimale?

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ultimo aggiornamento – 28 Febbraio, 2025

interno di un living room con deumidificatore acceso

I livelli di umidità in casa devono sempre rientrare all’interno di un intervallo standard, altrimenti si rischia di intaccare seriamente la salute dell’organismo – e la proliferazione di muffa sulle pareti dell’abitazione.

Cerchiamo, dunque, di scoprire quale è il valore di umidità ideale considerato “normale” e non nocivo per la salute e come eliminare e controllare quella in eccesso.

Umidità ottimale in casa: quali sono i valori ideali

L’umidità è il quantitativo di vapore acqueo presente nell’aria in un determinato momento con una determinata temperatura. La percentuale di umidità in casa, dunque, dovrebbe oscillare tra il 40% e il 70%, con una temperatura ideale stabile tra i 20° e i 22°.

Il grado di umidità in casa è strettamente correlato alla temperatura: maggiore sarà quest’ultimo valore, minore sarà la percentuale di umidità nell’aria. Riprendendo i valori di prima, quindi, se la temperatura è di 26°, l’umidità ideale in casa dovrà scendere tra il 30% e il 40%.

Occorre, poi, introdurre il concetto di umidità relativa: si tratta della quantità massima di vapore acqueo che può contenere l’aria data una determinata temperatura. Ed è qui che entra in gioco la correlazione tra questi due valori: più l’aria sarà fredda, minore sarà la quantità di acqua che riesce a trattenere.

Quando l’aria calda, ricca perciò di vapore, incontra una superficie fredda, perde la propria capacità di trattenere il vapore acqueo e lo deposita sulla superficie stessa (formando, così, la condensa).

Più l’umidità è alta (>80%), più la temperatura percepita diventa soggettiva: il corpo sente più caldo o più freddo (diventando più stressante quando si superano i 25° o quando si scende sotto i 2°).

Al contrario, si è più predisposti a sopportare un clima secco, ma quando l’umidità è molto bassa (<20%) possono subentrare difficoltà respiratorie, mancanza di salivazione e malesseri correlati.

Come mantenere la giusta umidità in casa

Riuscire a mantenere un’umidità corretta in casa non è una cosa semplice, dal momento che la temperatura interna subisce inevitabilmente gli effetti di quella esterna (che, ovviamente, dipende da zona a zona).

Esistono, però, degli accorgimenti utili per tenere sotto controllo questo valore:

  • utilizzare umidificatori per termosifoni: si tratta di piccole vaschette (o contenitori) in ceramica riempite d’acqua da appoggiare o appendere ai termosifoni. Il contatto con il caldo del impianto di riscaldamento farà evaporare l’acqua, immettendo il vapore nell’aria;
  • microventilare gli ambienti: gli infissi più moderni permettono di tenere la finestra parzialmente aperta di pochissimi millimetri – si tratta di una funzione molto utile in bagni o cucine a rischio muffa;
  • cambiare l’aria in ogni stagione dell’anno: aprendo le finestre almeno una volta al giorno è possibile garantire il corretto ricircolo dell’aria per un ambiente più salubre e meno viziato;
  • utilizzare umidificatori e deumidificatori: questi strumenti possono, rispettivamente, aumentare o ridurre i livelli di umidità dell’aria. È necessario deumidificare d'estate e umidificare in inverno (in quest’ultimo caso, tale accorgimento serve per contrastare l'effetto del riscaldamento che tende a seccare l'aria).

Come calcolare il tasso umidità in casa

Verificare il tasso di umidità ideale in un ambiente è fondamentale per vivere al meglio la casa e evitare la formazione di muffa.

Per farlo, si possono utilizzare alcuni stratagemmi:

  • osservare la condensa sugli specchi e sui vetri;
  • notare l’umidità sulle superfici lisce;
  • valutare la condensa sulle pareti (anche se più difficile, vista la porosità delle murature).

umidità-ideale-in-casa

Per fare un calcolo più preciso, però, ci si può servire di alcuni strumenti:

  • termometro per ambienti: ad infrarossi, permette di misurare il rapporto tra l’umidità assoluta e l’umidità di saturazione all'interno dell'abitazione; per risultati attendibili è necessario effettuare l’analisi più volte e in condizioni climatiche differenti;
  • igrometri o termo-igrometri: sono strumenti per la misura dell’umidità relativa dell’aria (ovvero la differenza fra l’umidità assoluta e l’umidità di saturazione). Normalmente gli igrometri per aria hanno anche un sensore per la misura della temperatura e quindi misurano con precisione sia l’umidità relativa che la temperatura.

Umidità consigliata in casa: come eliminare quella in eccesso

Avere un livello di umidità ottimale può evitare il presentarsi di disagi sia a livello ambientale che dal punto di vista della salute fisica.

Per eliminare l'umidità in eccesso, esistono diverse soluzioni efficaci. Ad esempio:

  • installare climatizzatori di ultima generazione per regolare la temperatura interna o deumidificatori per ridurre il tasso di umidità;
  • arieggiare regolarmente la casa aprendo le finestre per almeno 10 minuti al giorno, soprattutto dopo la doccia, la cottura dei cibi e l'utilizzo di lavatrice e asciugatrice;
  • mantenere il riscaldamento a una temperatura relativamente bassa;
  • in caso di ristrutturazioni, usare intonaci deumidificanti e pitture traspiranti, sono in grado di garantire la corretta traspirabilità delle superfici;
  • valutare sistemi di coibentazione e isolamento termico: l’uso di materiali isolanti come le schiume espanse riducono possibili gli scambi termici, favorendo la conservazione del calore interno durante l’inverno e proteggendo dall’ingresso del calore estivo;
  • per un’umidità ideale in casa, usare sistemi di ventilazione meccanica controllata che evitano l’ingresso di pollini o sostanze inquinanti, permettono il ricambio continuo e la purificazione dell’aria e mantengono un corretto livello di umidità.

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Alta percentuale di umidità in casa: quali sono le conseguenze per la salute

Dopo aver visto quali sono i livelli di umidità ideale in casa, è utile interrogarsi su quali possono essere gli effetti collaterali in caso di situazione opposta – ovvero quando l’umidità è eccessivamente elevata.

In primis, alti livelli di umidità in casa possono portare alla proliferazione di muffa sui muri, andando a compromettere la qualità dell’aria all’interno dell’abitazione.

La muffa emana funghi, batteri e microrganismi capaci di intaccare le vie respiratorie andando a causare sintomi variabili.

Le muffe più pericolose sono:

Le vie respiratorie vessate dalle spore della muffa possono diventare sensibili e portare a episodi allergici, con manifestazioni di:

L’esposizione prolungata ad ambienti umidi può portare ad alcune complicazioni, come ad esempio asma e riniti permanenti.

Infine, un ultimo effetto collaterale del contatto con la muffa da umidità è l’aspergillosi: nonostante alcuni soggetti possano essere occasionalmente asintomatici, questo disturbo causa:

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist
Scritto da Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione con un particolare focus sullo storytelling. Con quasi un decennio di esperienza nel campo del giornalismo, oggi mi occupo della creazione di contenuti editoriali che abbracciano diverse tematiche, tra cui salute, benessere, sessualità, mondo pet, alimentazione, psicologia, cura della persona e genitorialità.

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