Coito interrotto nei giorni fertili: ecco cosa sapere

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ultimo aggiornamento – 11 Marzo, 2025

coppia di partner sdraiata, si bacia

Il coito interrotto è uno dei metodi contraccettivi più utilizzati, ma anche uno dei meno sicuri, soprattutto durante i giorni fertili.

Nonostante sia una pratica diffusa, presenta un alto rischio di gravidanza indesiderata e non offre alcuna protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili.

Cerchiamo di analizzare i limiti del coito interrotto nei giorni fertili, i suoi effetti psicologici e i motivi per cui è sconsigliato come metodo anticoncezionale.

Coito interrotto nei giorni fertili: perché evitarlo

Il coito interrotto è un metodo contraccettivo non sicuro che consiste nel ritirare il pene dalla vagina del partner – allontanandosi anche dai genitali esterni – prima di eiaculare.

Questo stratagemma anticoncezionale punta a non far entrare in contatto lo sperma con l’ovulo del partner, andando, quindi, a evitare una gravidanza indesiderata.

Il coito interrotto, però, non è sicuro per alcuni motivi:

  • l’uomo deve essere capace di ritardare l’eiaculazione e estrarre il pene in tempo;
  • il liquido preseminale può comunque contenere, in rari casi, tracce di sperma;
  • parlando di malattie sessualmente trasmissibili, va detto che questo metodo non protegge in alcun modo da esse.

Proprio per tutte queste ragioni, interrompere il coito nei giorni fertili non è sicuro e non protegge assolutamente da gravidanze indesiderate.

Questa pratica non comporta rischi di salute organici – a meno che non si trattenga l’eiaculazione bloccandola – ma può avere ripercussioni psicologiche sull’uomo:

Nella donna, invece, può generare difficoltà nell’eccitazione, ansia e dolori vaginali associati alla mancanza di lubrificazione del tratto vaginale.

Inoltre, bisogna sottolineare che l’apice del piacere maschile non sempre coincide con il momento dell’eiaculazione: è possibile che l’uomo eiaculi senza provare l’orgasmo (o senza provarlo in quel preciso momento).

Secondo l’indice di Pearl, lo strumento più utilizzato per calcolare l’efficacia o inefficacia dei metodi contraccettivi, la percentuale di gravidanze effetto del coito interrotto si attesta tra il 18 e il 22% (su 100 donne che si affidano a questa pratica, in un anno sono una ventina quelle che hanno avuto una gravidanza indesiderata con il coito interrotto).

Perché ci si affida al coito interrotto?

Nonostante tutti questi lati negativi nell’utilizzo della tecnica del coito interrotto, sono molte le persone che ne fanno uso.

Questo perché non desiderano utilizzare altri metodi contraccettivi. Un ulteriore vantaggio del coito interrotto è, infatti, che può essere praticato da chi non ha accesso ad altre forme di contraccezione, o è contrario al loro impiego.
 
Alcune persone, poi, lo preferiscono in modo da evitare possibili effetti negativi di contraccettivi ormonali o per godere di una piena esperienza sensoriale.
 
Altre ragioni per la popolarità di questo metodo sono che non ha alcun costo, non richiede dispositivi artificiali, può essere praticato senza prescrizione medica o consultazione medica, e infine non fornisce barriere alla stimolazione.

A prescindere da ciò, rimane comunque da sottolineare che la possibilità di rimanere incinta con coito interrotto è molto alta.

Coito interrotto nei giorni non fertili

Solitamente, si può dire che avere rapporti sessuali non protetti nei giorni non fertili abbassa il rischio di avere una gravidanza.

Il calcolo dei giorni fertili, però non è un qualcosa di così preciso e affidabile – spesso, infatti, genera confusione nella coppia.

Anche all’interno dei cicli più regolari è difficile calcolare il periodo fertile in maniera corretta e gli altri metodi a disposizione per farlo (osservazione della temperatura basale e del muco cervicale) richiedono una buona dose di esperienza.

Proprio per questo, il coito interrotto rimane un’opzione altamente sconsigliata.

Coito interrotto nel periodo fertile: come si riconosce?

Il periodo fertile si calcola tenendo conto dell’ovulazione, ovvero il momento in cui l’ovaio rilascia un ovulo pronto per essere fecondato.

Questo avviene indicativamente a metà ciclo, ma il calcolo non è sempre preciso, poiché ogni donna può avere variazioni individuali.

Ecco i metodi più comuni per individuare i giorni fertili.

Metodo del calendario

Si basa sulla durata media del ciclo mestruale, che solitamente è di 28 giorni. L’ovulazione avviene circa 14 giorni prima della mestruazione successiva.

I giorni più fertili sono quindi quelli centrali del ciclo (indicativamente dal 10° al 17° giorno in un ciclo regolare di 28 giorni). Tuttavia, questo metodo non è affidabile per chi ha cicli irregolari.

Osservazione del muco cervicale

Durante il periodo fertile, il muco cervicale diventa più abbondante, chiaro e con una consistenza simile all’albume d’uovo, facilitando il passaggio degli spermatozoi.

Dopo l’ovulazione, il muco diventa più denso e appiccicoso.

Misurazione della temperatura basale

La temperatura corporea a riposo aumenta leggermente (di circa 0,3-0,5°C) subito dopo l’ovulazione.

Misurandola ogni mattina prima di alzarsi dal letto, si può individuare il momento dell’ovulazione, ma questo metodo serve più a confermare che l’ovulazione è già avvenuta piuttosto che a prevederla.

Test di ovulazione

Sono stick simili ai test di gravidanza che rilevano l’aumento dell’ormone LH (ormone luteinizzante) nelle urine.

Un picco di LH indica che l’ovulazione avverrà nelle 24-36 ore successive.

Sintomi fisici dell’ovulazione

Alcune donne avvertono segnali come dolore pelvico lieve (mittelschmerz), aumento della libido e maggiore sensibilità del seno.

Poiché gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 3-5 giorni nel corpo femminile, il periodo fertile non coincide solo con il giorno dell’ovulazione ma include i 4-5 giorni precedenti e quello successivo.

Per chi vuole evitare di rimanere incinta, basarsi solo sul calcolo dei giorni fertili non è un metodo sicuro, perché l’ovulazione può variare da un ciclo all’altro.

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist
Scritto da Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione con un particolare focus sullo storytelling. Con quasi un decennio di esperienza nel campo del giornalismo, oggi mi occupo della creazione di contenuti editoriali che abbracciano diverse tematiche, tra cui salute, benessere, sessualità, mondo pet, alimentazione, psicologia, cura della persona e genitorialità.

a cura di Dr.ssa Anna Maria Ferri
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