L'attività fisica incarna una delle colonne portanti del benessere e della prevenzione. Muoversi di più - allenarsi - è considerato, quasi universalmente, un investimento sulla salute e sulla longevità. Ma é davvero sufficiente allenarsi oppure vi sono variabili specifiche?
La ricerca scientifica ha indagato questa domanda, chiarendo se conti davvero solo la quantità di esercizio che facciamo, oppure anche il modo in cui ci muoviamo.
Un nuovo studio pubblicato su BMJ Medicine suggerisce che la risposta potrebbe rivelarsi meno scontata del previsto.
Vediamo cosa é emerso dallo studio.
Variare l'attività fisica conta più di fare uno sport? La risposta dallo studio
Secondo i ricercatori praticare sport potrebbe non essere sufficiente: o meglio, variare il tipo di attività fisica nel corso del tempo potrebbe essere più importante che aumentare semplicemente le ore di allenamento, soprattutto in un’ottica di salute a lungo termine.
La ricerca si basa sui dati di due grandi studi di popolazione statunitensi: il Nurses’ Health Study e l’Health Professionals Follow-Up Study. In totale, sono stati analizzati oltre 110 mila adulti, inizialmente sani, seguiti per più di tre decenni.
Ogni due anni, i partecipanti hanno fornito informazioni dettagliate sul proprio stile di vita, incluse le attività fisiche praticate. Questo ha permesso agli studiosi non solo di quantificare il livello complessivo di movimento, ma anche di valutare la varietà delle attività svolte nel corso della vita. Durante il periodo di follow-up sono stati registrati quasi 39 mila decessi, un numero sufficiente a trarre conclusioni statisticamente solide.
Ma quanto conta muoversi?
I risultati confermano un dato ormai consolidato: chi è fisicamente attivo ha un rischio di mortalità più basso rispetto ai sedentari. Tuttavia, l’analisi mostra che i benefici dell’attività fisica non aumentano in modo lineare all’aumentare delle ore di esercizio.
Superata una soglia di circa 20 MET-ore settimanali (un’unità che misura il dispendio energetico rispetto al riposo), la riduzione del rischio tende a stabilizzarsi. In altre parole, fare sempre di più non significa automaticamente ottenere ulteriori vantaggi in termini di longevità.
Il vero focus della scoperta: la varietà del movimento
Il dato più innovativo emerge quando i ricercatori confrontano persone con lo stesso volume totale di attività fisica, ma con abitudini diverse.
Chi alternava più tipi di esercizio - ad esempio camminata, attività aerobica, esercizi di forza o sport differenti - mostrava un rischio di mortalità significativamente più basso rispetto a chi praticava sempre la stessa attività.
In alcuni casi, la riduzione del rischio arrivava fino a circa il 19%, suggerendo che la diversificazione del movimento è un fattore protettivo indipendente, e non solo un dettaglio marginale.
Perché variare attività fisica aiuta a vivere più a lungo
Dal punto di vista fisiologico, il risultato è coerente. Attività diverse stimolano sistemi diversi dell’organismo:
- il sistema cardiovascolare (apparato cardiocircolatorio);
- la massa muscolare e la densità ossea;
- l’equilibrio e la coordinazione;
- il metabolismo energetico.
Ripetere sempre lo stesso gesto migliora una funzione specifica, ma lascia meno allenate le altre. Al contrario, un repertorio di movimenti più ampio costruisce adattamenti più completi, riducendo anche il rischio di sovraccarichi e infortuni, soprattutto con l’avanzare dell’età.
Tuttavia, come precisano gli stessi autori, lo studio presenta alcuni limiti.
L’attività fisica è stata auto-riferita, quindi basata su questionari, e la popolazione analizzata è composta in larga parte da individui bianchi, fattori che riducono la generalizzabilità dei risultati. Ciononostante, la durata del follow-up, l’ampiezza del campione e la coerenza delle associazioni osservate rendono il messaggio complessivo robusto.
In modo determinante sembra emergere un fatto: per vivere più a lungo non serve inseguire allenamenti estremi o accumulare ore di sport, soprattutto se sempre uguali. Conta muoversi, certo, ma in modi diversi, adattando l’attività fisica all’età, al corpo e alle condizioni di salute.
La scienza, attraverso queste evidenze, ha riferito che la qualità e la modalità, al contrario della quantità, sono le vere chiavi per vivere più a lungo.
Fonti:
BMJ Medicine Journal - Physical activity types, variety, and mortality: results from two prospective cohort studies