Potassio alto nel sangue e tumore: quale correlazione?

Arianna Bordi | Editor

Ultimo aggiornamento – 02 Aprile, 2025

Dottoressa con paziente in studio che parlano

L'iperkaliemia, ovvero un livello di potassio nel sangue superiore alla norma, è una condizione che può destare preoccupazione, soprattutto quando si associa alla presenza di un tumore.

Vediamo un approfondimento in merito.

Cos'è il potassio e perché è importante

Il potassio è un elettrolita fondamentale per numerosi processi fisiologici. Le sue principali funzioni includono:

  • regolazione dell'equilibrio idrico e osmotico: insieme al sodio è essenziale per mantenere l'equilibrio idrico tra l'interno e l'esterno delle cellule. Questo equilibrio è fondamentale per la stabilità delle cellule e per la regolazione della pressione osmotica;
  • trasmissione degli impulsi nervosi: è indispensabile per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Contribuisce alla generazione e alla trasmissione degli impulsi nervosi tra le cellule, consentendo la comunicazione tra neuroni e tra neuroni e muscoli;
  • contrazione muscolare: è coinvolto nella contrazione muscolare, inclusi i muscoli scheletrici, i muscoli lisci e il muscolo cardiaco. Livelli adeguati sono essenziali per prevenire crampi, debolezza muscolare e aritmie cardiache;
  • regolazione del ritmo cardiaco: svolge un ruolo chiave nella regolazione dell'attività elettrica del cuore. Un'alterazione dei livelli di potassio può portare a disturbi del ritmo cardiaco, che nei casi più gravi possono risultare fatali;
  • equilibrio acido-base: contribuisce al mantenimento del pH corporeo, regolando l'equilibrio acido-base. Questo è essenziale per il normale funzionamento enzimatico e metabolico;
  • metabolismo energetico: è coinvolto nel metabolismo dei carboidrati e delle proteine, facilitando la produzione di energia cellulare attraverso la glicolisi e la sintesi proteica;
  • regolazione della pressione arteriosa: un adeguato apporto di potassio aiuta a ridurre la pressione sanguigna contrastando gli effetti del sodio;
  • funzione renale: è essenziale per il corretto funzionamento dei reni, contribuendo alla regolazione della filtrazione glomerulare e alla secrezione di sostanze di scarto attraverso l'urina.

Potassio alto nel sangue: le cause dell’iperkaliemia

L'iperkaliemia è una condizione clinica caratterizzata da livelli di potassio nel sangue superiori a 5,0 mmol/L; è considerata lieve quando i livelli sono compresi tra 5,1 e 5,9 mmol/L, moderata tra 6,0 e 6,9 mmol/L e grave quando superano i 7,0 mmol/L.

Può essere causata da diversi fattori, tra cui:

  • insufficienza renale cronica e acuta: i reni sono i principali organi responsabili dell'eliminazione del potassio in eccesso. Se la loro funzione è compromessa, il potassio si accumula nel sangue;
  • uso di farmaci: alcuni farmaci possono interferire con l'escrezione renale del potassio, tra cui gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-inibitori), i sartani, i diuretici risparmiatori di potassio (come la spironolattone) e i FANS;
  • acidosi metabolica: in condizioni di acidosi il potassio si sposta dalle cellule al sangue, aumentando la sua concentrazione plasmatica;
  • sindrome da lisi tumorale (SLT): la rapida distruzione delle cellule tumorali, tipica dopo trattamenti oncologici come la chemioterapia, può rilasciare grandi quantità di potassio nel sangue;
  • insufficienza surrenalica: le metastasi surrenali possono portare all'insufficienza surrenalica, che a sua volta può causare iperkaliemia;
  • rabdomiolisi: la rottura del tessuto muscolare. Può rilasciare potassio nel sangue e può essere causata da alcuni tumori o dalle terapie oncologiche;

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  • tumori che producono ormoni: alcuni tumori possono produrre ormoni che influenzano l'equilibrio elettrolitico del corpo, portando all'iperkaliemia;
  • malattie endocrine: patologie come il morbo di Addison, caratterizzato da un deficit di aldosterone, possono favorire l'iperkaliemia;
  • emolisi: la rottura delle cellule del sangue rilascia potassio nel circolo sanguigno.

L'iperpotassiemia, quindi, può essere pericolosa, soprattutto per il cuore: livelli molto elevati di potassio possono causare aritmie cardiache potenzialmente fatali.

Pertanto, è fondamentale monitorare i livelli di potassio nei pazienti oncologici, specialmente quelli a rischio di SLT o insufficienza renale.

Sintomi dell'iperkaliemia

L'iperkaliemia può essere asintomatica nei casi lievi, mentre nei casi più gravi può manifestarsi con:

  • sintomi neuromuscolari: debolezza muscolare, parestesie, paralisi flaccida, formicolio o intorpidimento;
  • sintomi cardiaci: aritmie, bradicardia, arresto cardiaco;
  • sintomi gastrointestinali: nausea, vomito, dolori addominali;
  • confusione e difficoltà respiratorie nei casi più gravi.

Cosa mangiare in caso di potassio alto

Quando i livelli di potassio nel sangue sono elevati è fondamentale adottare una dieta povera di potassio per prevenire complicazioni:

Alimenti da limitare o evitare

Di seguito un elenco di cibi a cui prestare attenzione:

  • frutta ad alto contenuto di potassio come banane, agrumi, avocado, melone, kiwi, albicocche, datteri;
  • verdure ricche di potassio: pomodori, spinaci, patate, zucca, funghi, carciofi, legumi (lenticchie, fagioli, ceci);
  • prodotti caseari: latte, yogurt, formaggi stagionati;
  • carne rossa e pesce: soprattutto salmone, tonno e merluzzo;
  • frutta secca e semi oleosi: mandorle, noci, pistacchi;
  • bevande: succhi di frutta, bibite a base di latte, caffè, cioccolato caldo.

Alimenti consigliati a basso contenuto di potassio

Vediamo, invece, quegli alimenti che possono apportare benefici:

  • frutta: mele, pere, fragole, mirtilli, pesche, anguria;
  • verdure: cavolfiore, peperoni, cetrioli, lattuga, zucchine, fagiolini;
  • cereali raffinati: riso bianco, pasta, pane bianco;
  • proteine magre: pollo, tacchino, uova, pesce a basso contenuto di potassio (come il merluzzo in quantità moderate);
  • latte e derivati a basso contenuto di potassio: burro, formaggi freschi come ricotta e fiocchi di latte.

Queste indicazioni hanno carattere puramente indicativo: ogni cambiamento nella propria alimentazione, soprattutto se importante, va sempre concordato con lo specialista di riferimento. 

Correlazione tra potassio alto e tumore

L'aumento dei livelli di potassio nel sangue può essere associato ad alcune forme di tumore.

Le principali ragioni includono:

Sindrome da lisi tumorale

La sindrome da lisi tumorale (SLT) è una condizione grave che può verificarsi nei pazienti oncologici, specialmente dopo trattamenti come la chemioterapia.

Quando le cellule tumorali muoiono rapidamente, rilasciano nel sangue grandi quantità di potassio, acido urico e fosfati, causando iperpotassiemia.

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Tumori che colpiscono i reni e le ghiandole surrenali

Alcuni tumori, come il carcinoma renale o il carcinoma surrenalico, possono compromettere la funzione renale, riducendo l'eliminazione del potassio e determinando il suo accumulo nel sangue.

Effetti collaterali dei trattamenti oncologici

Alcuni trattamenti, come la radioterapia o la chemioterapia, possono influenzare il metabolismo del potassio, causando alterazioni nei suoi livelli nel sangue.

Dunque, esiste una correlazione tra potassio alto nel sangue e tumore, che può essere diretta (causata dal tumore stesso) o indiretta (legata alle terapie oncologiche): il monitoraggio e la gestione adeguata dell'iperpotassiemia sono essenziali per prevenire complicanze gravi.

Diagnosi e trattamento del potassio alto nel sangue

La diagnosi di iperkaliemia viene effettuata tramite un esame del sangue che misura i livelli di potassio sierico.

L'elettrocardiogramma (ECG) è fondamentale per identificare eventuali alterazioni cardiache, come onde T appuntite, allungamento del PR e allargamento del QRS successivi ad alterazioni dei livelli di potassio nel sangue.


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Se si sospetta un collegamento con un tumore, possono essere necessari esami aggiuntivi come ecografie, TAC o risonanza magnetica.

Il trattamento dipende dalla causa scatenante e dalla gravità del disturbo. Le strategie principali includono:

  • modifica della dieta;
  • farmaci per ridurre il potassio, come diuretici o resine a scambio ionico. I diuretici dell'ansa (come la furosemide) favoriscono l'eliminazione renale del potassio, mentre il polistirene sulfonato di sodio aiuta a eliminare il potassio attraverso l'intestino;
  • dialisi, nei casi di insufficienza renale grave è necessaria per rimuovere rapidamente il potassio dal sangue;
  • trattamenti oncologici mirati, per ridurre la massa tumorale e i suoi effetti metabolici;
  • somministrazione di calcio gluconato: stabilizza la membrana cellulare cardiaca e riduce il rischio di aritmie;
  • infusione di insulina e glucosio: favorisce lo spostamento del potassio all'interno delle cellule.

L'iperkaliemia può essere un segnale di problematiche oncologiche, soprattutto nei pazienti sottoposti a trattamenti antitumorali. In caso di sintomi o sospetti è fondamentale rivolgersi a un medico per una diagnosi e un trattamento adeguato.

Arianna Bordi | Editor
Scritto da Arianna Bordi | Editor

Dopo la laurea in Letteratura e Lingue straniere, durante il mio percorso di laurea magistrale mi sono specializzata in Editoria e Comunicazione visiva e digitale. Ho frequentato corsi relativi al giornalismo, alla traduzione, alla scrittura per il web, al copywriting e all'editing di testi.

a cura di Dr. Christian Raddato
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