L'iperkaliemia, ovvero un livello di potassio nel sangue superiore alla norma, è una condizione che può destare preoccupazione, soprattutto quando si associa alla presenza di un tumore.
Vediamo un approfondimento in merito.
Cos'è il potassio e perché è importante
Il potassio è un elettrolita fondamentale per numerosi processi fisiologici. Le sue principali funzioni includono:
- regolazione dell'equilibrio idrico e osmotico: insieme al sodio è essenziale per mantenere l'equilibrio idrico tra l'interno e l'esterno delle cellule. Questo equilibrio è fondamentale per la stabilità delle cellule e per la regolazione della pressione osmotica;
- trasmissione degli impulsi nervosi: è indispensabile per il corretto funzionamento del sistema nervoso. Contribuisce alla generazione e alla trasmissione degli impulsi nervosi tra le cellule, consentendo la comunicazione tra neuroni e tra neuroni e muscoli;
- contrazione muscolare: è coinvolto nella contrazione muscolare, inclusi i muscoli scheletrici, i muscoli lisci e il muscolo cardiaco. Livelli adeguati sono essenziali per prevenire crampi, debolezza muscolare e aritmie cardiache;
- regolazione del ritmo cardiaco: svolge un ruolo chiave nella regolazione dell'attività elettrica del cuore. Un'alterazione dei livelli di potassio può portare a disturbi del ritmo cardiaco, che nei casi più gravi possono risultare fatali;
- equilibrio acido-base: contribuisce al mantenimento del pH corporeo, regolando l'equilibrio acido-base. Questo è essenziale per il normale funzionamento enzimatico e metabolico;
- metabolismo energetico: è coinvolto nel metabolismo dei carboidrati e delle proteine, facilitando la produzione di energia cellulare attraverso la glicolisi e la sintesi proteica;
- regolazione della pressione arteriosa: un adeguato apporto di potassio aiuta a ridurre la pressione sanguigna contrastando gli effetti del sodio;
- funzione renale: è essenziale per il corretto funzionamento dei reni, contribuendo alla regolazione della filtrazione glomerulare e alla secrezione di sostanze di scarto attraverso l'urina.
Potassio alto nel sangue: le cause dell’iperkaliemia
L'iperkaliemia è una condizione clinica caratterizzata da livelli di potassio nel sangue superiori a 5,0 mmol/L; è considerata lieve quando i livelli sono compresi tra 5,1 e 5,9 mmol/L, moderata tra 6,0 e 6,9 mmol/L e grave quando superano i 7,0 mmol/L.
Può essere causata da diversi fattori, tra cui:
- insufficienza renale cronica e acuta: i reni sono i principali organi responsabili dell'eliminazione del potassio in eccesso. Se la loro funzione è compromessa, il potassio si accumula nel sangue;
- uso di farmaci: alcuni farmaci possono interferire con l'escrezione renale del potassio, tra cui gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-inibitori), i sartani, i diuretici risparmiatori di potassio (come la spironolattone) e i FANS;
- acidosi metabolica: in condizioni di acidosi il potassio si sposta dalle cellule al sangue, aumentando la sua concentrazione plasmatica;
- sindrome da lisi tumorale (SLT): la rapida distruzione delle cellule tumorali, tipica dopo trattamenti oncologici come la chemioterapia, può rilasciare grandi quantità di potassio nel sangue;
- insufficienza surrenalica: le metastasi surrenali possono portare all'insufficienza surrenalica, che a sua volta può causare iperkaliemia;
- rabdomiolisi: la rottura del tessuto muscolare. Può rilasciare potassio nel sangue e può essere causata da alcuni tumori o dalle terapie oncologiche;
- tumori che producono ormoni: alcuni tumori possono produrre ormoni che influenzano l'equilibrio elettrolitico del corpo, portando all'iperkaliemia;
- malattie endocrine: patologie come il morbo di Addison, caratterizzato da un deficit di aldosterone, possono favorire l'iperkaliemia;
- emolisi: la rottura delle cellule del sangue rilascia potassio nel circolo sanguigno.
L'iperpotassiemia, quindi, può essere pericolosa, soprattutto per il cuore: livelli molto elevati di potassio possono causare aritmie cardiache potenzialmente fatali.
Pertanto, è fondamentale monitorare i livelli di potassio nei pazienti oncologici, specialmente quelli a rischio di SLT o insufficienza renale.
Sintomi dell'iperkaliemia
L'iperkaliemia può essere asintomatica nei casi lievi, mentre nei casi più gravi può manifestarsi con:
- sintomi neuromuscolari: debolezza muscolare, parestesie, paralisi flaccida, formicolio o intorpidimento;
- sintomi cardiaci: aritmie, bradicardia, arresto cardiaco;
- sintomi gastrointestinali: nausea, vomito, dolori addominali;
- confusione e difficoltà respiratorie nei casi più gravi.
Cosa mangiare in caso di potassio alto
Quando i livelli di potassio nel sangue sono elevati è fondamentale adottare una dieta povera di potassio per prevenire complicazioni:
Alimenti da limitare o evitare
Di seguito un elenco di cibi a cui prestare attenzione:
- frutta ad alto contenuto di potassio come banane, agrumi, avocado, melone, kiwi, albicocche, datteri;
- verdure ricche di potassio: pomodori, spinaci, patate, zucca, funghi, carciofi, legumi (lenticchie, fagioli, ceci);
- prodotti caseari: latte, yogurt, formaggi stagionati;
- carne rossa e pesce: soprattutto salmone, tonno e merluzzo;
- frutta secca e semi oleosi: mandorle, noci, pistacchi;
- bevande: succhi di frutta, bibite a base di latte, caffè, cioccolato caldo.
Alimenti consigliati a basso contenuto di potassio
Vediamo, invece, quegli alimenti che possono apportare benefici:
- frutta: mele, pere, fragole, mirtilli, pesche, anguria;
- verdure: cavolfiore, peperoni, cetrioli, lattuga, zucchine, fagiolini;
- cereali raffinati: riso bianco, pasta, pane bianco;
- proteine magre: pollo, tacchino, uova, pesce a basso contenuto di potassio (come il merluzzo in quantità moderate);
- latte e derivati a basso contenuto di potassio: burro, formaggi freschi come ricotta e fiocchi di latte.
Queste indicazioni hanno carattere puramente indicativo: ogni cambiamento nella propria alimentazione, soprattutto se importante, va sempre concordato con lo specialista di riferimento.
Correlazione tra potassio alto e tumore
L'aumento dei livelli di potassio nel sangue può essere associato ad alcune forme di tumore.
Le principali ragioni includono:
Sindrome da lisi tumorale
La sindrome da lisi tumorale (SLT) è una condizione grave che può verificarsi nei pazienti oncologici, specialmente dopo trattamenti come la chemioterapia.
Quando le cellule tumorali muoiono rapidamente, rilasciano nel sangue grandi quantità di potassio, acido urico e fosfati, causando iperpotassiemia.
Tumori che colpiscono i reni e le ghiandole surrenali
Alcuni tumori, come il carcinoma renale o il carcinoma surrenalico, possono compromettere la funzione renale, riducendo l'eliminazione del potassio e determinando il suo accumulo nel sangue.
Effetti collaterali dei trattamenti oncologici
Alcuni trattamenti, come la radioterapia o la chemioterapia, possono influenzare il metabolismo del potassio, causando alterazioni nei suoi livelli nel sangue.
Dunque, esiste una correlazione tra potassio alto nel sangue e tumore, che può essere diretta (causata dal tumore stesso) o indiretta (legata alle terapie oncologiche): il monitoraggio e la gestione adeguata dell'iperpotassiemia sono essenziali per prevenire complicanze gravi.
Diagnosi e trattamento del potassio alto nel sangue
La diagnosi di iperkaliemia viene effettuata tramite un esame del sangue che misura i livelli di potassio sierico.
L'elettrocardiogramma (ECG) è fondamentale per identificare eventuali alterazioni cardiache, come onde T appuntite, allungamento del PR e allargamento del QRS successivi ad alterazioni dei livelli di potassio nel sangue.
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Se si sospetta un collegamento con un tumore, possono essere necessari esami aggiuntivi come ecografie, TAC o risonanza magnetica.
Il trattamento dipende dalla causa scatenante e dalla gravità del disturbo. Le strategie principali includono:
- modifica della dieta;
- farmaci per ridurre il potassio, come diuretici o resine a scambio ionico. I diuretici dell'ansa (come la furosemide) favoriscono l'eliminazione renale del potassio, mentre il polistirene sulfonato di sodio aiuta a eliminare il potassio attraverso l'intestino;
- dialisi, nei casi di insufficienza renale grave è necessaria per rimuovere rapidamente il potassio dal sangue;
- trattamenti oncologici mirati, per ridurre la massa tumorale e i suoi effetti metabolici;
- somministrazione di calcio gluconato: stabilizza la membrana cellulare cardiaca e riduce il rischio di aritmie;
- infusione di insulina e glucosio: favorisce lo spostamento del potassio all'interno delle cellule.
L'iperkaliemia può essere un segnale di problematiche oncologiche, soprattutto nei pazienti sottoposti a trattamenti antitumorali. In caso di sintomi o sospetti è fondamentale rivolgersi a un medico per una diagnosi e un trattamento adeguato.