Esame uditivo: i test per diagnosticare i problemi di udito

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 17 Febbraio, 2025

Primo piano di una paziente e la sua otorinolaringoiatra

Gli esami audiometrici, come l'audiometria tonale e l'impedenzometria, sono gli strumenti diagnostici cui si ricorre per valutare la capacità uditiva di una persona.

Questi test permettono di individuare eventuali deficit uditivi, come l'ipoacusia (perdita parziale o totale dell'udito), o anomalie nella percezione dei suoni; sono rapidi, indolori e non invasivi.

In alcuni casi possono essere richiesti altri esami più specialistici per approfondire la diagnosi o valutare condizioni cliniche specifiche in pazienti che non possono collaborare.

In cosa consiste l'esame uditivo

L’esame dell'udito viene consigliato dall'otorinolaringoiatra dopo la visita dell'udito, se sono stati riscontrati motivi validi e oggettivi.

Si riferisce alle procedure diagnostiche per valutare la capacità uditiva della persona:

  • audiometria tonale;
  • audiometria vocale;
  • impedenzometria;
  • otoemissioni acustiche;
  • potenziali evocati uditivi.

In seguito, se necessario, saranno effettuati esami di secondo livello e solo dopo questi eventualmente una TAC o una risonanza magnetica

Esami audiometrici principali e di routine

L'esame audiometrico è l'indagine tradizionale cui si ricorre per studiare le malattie dell'orecchio e diagnosticare sospette ipoacusie (abbassamento dell'udito) o altre problematiche legate all'udito.

Audiometria tonale

L'audiometria tonale misura la soglia uditiva attraverso l'ascolto di toni puri a diverse frequenze e intensità.

Il test viene eseguito in una cabina insonorizzata, utilizzando cuffie (via aerea) e un vibratore osseo (via ossea). 
 
È indicato per diagnosticare ipoacusie (perdita dell'udito) e per differenziare tra problemi di trasmissione (orecchio medio) e neurosensoriali (orecchio interno o nervo acustico).


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Durante il test il paziente indossa cuffie attraverso le quali vengono inviati suoni prima a un orecchio e poi all'altro. Il paziente segnala quando percepisce un suono, permettendo così al medico di tracciare un audiogramma e misurare la soglia uditiva. I risultati vengono riportati su un audiogramma.

L'esame aiuta a distinguere tra problemi legati all'orecchio esterno e medio (ipoacusia trasmissiva) e quelli dell'orecchio interno o del nervo acustico (ipoacusia percettiva).

Audiometria vocale  

Questo test valuta la capacità del paziente di comprendere parole o frasi pronunciate a diversi volumi, con o senza rumore di fondo. Il paziente ascolta le parole tramite cuffie o altoparlanti e deve ripeterle. L'esame è utile per determinare l'impatto della perdita uditiva sulla comunicazione.
 
Si esegue per analizzare la comprensione verbale, specialmente nei casi in cui l'audiometria tonale mostra una perdita lieve ma il paziente ha difficoltà nella comunicazione quotidiana.

Impedenzometria

L'esame impedenzometrico viene utilizzato nell'analisi delle patologie dell'orecchio e nei casi di ipoacusia o abbassamento dell'udito.

Valuta lo stato di salute dell'orecchio medio, la mobilità del timpano e della catena ossiculare attraverso variazioni di pressione nel condotto uditivo; può anche misurare i riflessi del muscolo della staffa.

Si ricorre al test per diagnosticare otiti medieotosclerosi, problemi della tromba di Eustachio e patologie del nervo acustico; non richiede la collaborazione attiva del paziente.

Spesso associato all'esame audiometrico, si esegue inserendo una piccola sonda nell'orecchio del paziente per registrare le risposte del timpano alle variazioni di pressione.

Altri esami per l'orecchio

Esistono anche altri esami per l'orecchio che possono essere necessari per diagnosticare alcune condizioni cliniche: 

Esami vestibolari 

Questi test non valutano direttamente l'udito ma possono essere richiesti in caso di sintomi correlati all'equilibrio attraverso prove posturali, nistagmografia (registrazione dei movimenti oculari rapidi) e test di posizionamento della testa; possono provocare vertigini transitorie.

Gli esami vestibolari sono indicati in presenza di vertigini, giramenti di testa o problemi di equilibrio e servono a distinguere tra patologie centrali (cervello) e periferiche (orecchio interno).

Otoscopia e otomicroscopia 

Sono esami visivi per osservare il condotto uditivo e il timpano: l'otoscopia utilizza uno strumento chiamato otoscopio e l'otomicroscopia si serve di un microscopio per un'osservazione più dettagliata.

Questi esami dell'orecchio si fanno per identificare infezioni, perforazioni timpaniche, accumuli di cerume o altre anomalie dell'orecchio esterno e medio.

In particolare, l'otoscopia si effettua quando si accusa dolore interno all'orecchio, calo dell'udito o altri disturbi a carico del sistema uditivo. 

Test della funzione tubarica

Il test valuta il funzionamento della tromba di Eustachio che regola la pressione nell'orecchio medio; si utilizzano variazioni di pressione nel condotto uditivo per osservare il comportamento del timpano.

L’esame è indicato in caso di problemi di pressione all'orecchio medio, come la sensazione delle "orecchie tappate" o otiti ricorrenti.

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Esami uditivi specialistici

Gli esami come le otoemissioni acustiche e i potenziali evocati uditivi sono test avanzati utilizzati in contesti specifici, come lo screening neonatale o la diagnosi di patologie neurologiche.

Scopriamoli. 

Otoemissioni acustiche 

Le otoemissioni acustiche sono suoni generati dalla coclea in risposta a stimoli sonori. L'esame utilizza una sonda inserita nel condotto uditivo per emettere suoni e registrare le risposte della coclea.

Viene utilizzato principalmente per lo screening neonatale, ma anche per diagnosticare ipoacusie neurosensoriali o verificare la funzionalità dell'orecchio interno in pazienti non collaborativi.

È rapido (circa 10 secondi), indolore e non invasivo. 

Potenziali evocati uditivi 

Questo test misura e registra le risposte elettriche del nervo acustico e del tronco cerebrale a stimoli sonori. 
 
 L'esame è indicato nei casi di sospette patologie neurologiche (ad esempio neuropatie uditive o tumori retrococleari), ipoacusie gravi o quando il paziente non può collaborare.
 
Il paziente indossa cuffie che emettono suoni "click", mentre gli elettrodi posizionati sulla testa registrano le risposte neurali, le onde generate dal sistema nervoso. L'esame dura circa 15 minuti ed è indolore.

Come prepararsi all'esame audiometrico

Non sono previste particolari norme di preparazione. Si possono, però, osservare alcuni accorgimenti.

Pulizia delle orecchie 

È consigliabile pulire le orecchie prima dell'esame per rimuovere eventuali accumuli di cerume che potrebbero interferire con i risultati.

È importante evitare l'uso di bastoncini di cotone, che potrebbero spingere il cerume più in profondità, e preferire una pulizia esterna con un panno morbido. 

Affidarsi in caso a professionisti è un’ottima idea, evitando anche i coni disponibili in libera vendita da bruciare.

Evitare l'esposizione a rumori intensi 

Nei giorni precedenti all'esame, è fondamentale evitare l'esposizione a rumori forti o prolungati come concerti o ambienti rumorosi, perché questi possono temporaneamente alterare la capacità uditiva e influenzare i risultati del test.

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Lista dei farmaci che si stanno assumendo 

Portare con sé una lista dei farmaci assunti abitualmente, perché alcuni medicinali possono influenzare l'udito e rappresentare informazioni utili al medico.

Assenza di infiammazioni acute

L’esame non può essere eseguito in presenza di infiammazioni acute dell’orecchio o tappi di cerume occludenti.

Per questo motivo è spesso preceduto da una visita otorinolaringoiatrica per escludere eventuali problematiche.

Quali sono i segnali per capire se ci sono problemi di udito?

Ci sono alcuni segnali che si possono individuare per accorgersi che qualcosa non va con il proprio udito.

Eccone alcuni che si raccomanda di non trascurare:

  • difficoltà a sentire chiaramente gli altri, soprattutto in luoghi rumorosi;
  • chiedere alle persone di ripetere;
  • ascoltare musica o guardare la TV con un volume più alto del necessario;
  • difficoltà a sentire al telefono;
  • difficoltà a seguire una conversazione;
  • difficoltà a distinguere i suoni;
  • presenza di acufeni.
Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Dr. Christian Raddato
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