Dovremmo riscoprire l'importanza dei rituali nella nostra vita (no, non devi per forza meditare)

Arianna Bordi | Editor

Ultimo aggiornamento – 10 Marzo, 2025

Donna seduta per terra che beve un caffè dalla moka mentre sembra riflessiva

I rituali quotidiani, che siano semplici abitudini o pratiche più elaborate, svolgono un ruolo fondamentale nel nostro benessere psicologico e nella struttura della nostra vita.

Ma a cosa servono? Perché sentiamo la necessità di crearli?

Avere un rituale non significa solo meditare: scopriamo di più

Nel suo libro The Craft of Ritual Studies Ronald Grimes, editore della Oxford Ritual Studies Series, direttore di Ritual Studies International, autore, nonché professore emerito presso il Dipartimento di religione e cultura presso la Wilfrid Laurier University di Waterloo, offre una prospettiva ampia e articolata sui rituali, sottolineando la necessità di un approccio pratico e interdisciplinare al loro studio.

Invece di fornire una definizione rigida, Grimes esplora le diverse dimensioni e caratteristiche dei rituali, evidenziando come essi siano:

  • azioni performative: i rituali sono visti come azioni messe in atto, piuttosto che semplici credenze o idee. Grimes sottolinea l'importanza dell'esperienza e della partecipazione fisica nei rituali;
  • eventi contestualizzati: Grimes enfatizza il ruolo del contesto sociale e culturale nella formazione e nell'interpretazione dei rituali. I rituali non sono eventi isolati, ma sono profondamente radicati nelle loro specifiche circostanze. Il "dove" e il "quando" sono cruciali per il suo significato;
  • processi dinamici: i rituali non sono statici, ma sono soggetti a cambiamenti e adattamenti nel tempo. Grimes esplora come i rituali possano essere creativi e innovativi, oltre che tradizionali e ripetitivi;
  • esperienze multidimensionali: Grimes riconosce che i rituali coinvolgono molteplici dimensioni dell'esperienza umana, tra cui il corpo, le emozioni, il pensiero e le relazioni sociali;
  • partecipazione: i rituali coinvolgono la partecipazione, che può variare da un coinvolgimento attivo a un'osservazione contemplativa. L'esperienza dei partecipanti è centrale;
  • creatività e tradizione: i rituali bilanciano spesso elementi di tradizione con la capacità di adattamento e innovazione. Non sono mere ripetizioni, ma processi dinamici;
  • simbolismo: i rituali sono carichi di simboli, che possono essere espressi attraverso oggetti, gesti, parole e altri mezzi.

Ma quali sono le conseguenze benefiche di avere un processo di ritualità nella propria vita?

Vediamole:

Creano struttura e prevedibilità

In un mondo spesso caotico e imprevedibile, i rituali offrono un senso di ordine e stabilità; sapere cosa aspettarsi, anche nelle piccole cose, può ridurre l'ansia e aumentare la sensazione di controllo.

Favoriscono la consapevolezza

Molti rituali, come la meditazione o la pratica della gratitudine, ci invitano a rallentare e a prestare attenzione al momento presente e possono aiutarci a connetterci con noi stessi e con il mondo che ci circonda in modo più profondo.

Rafforzano i legami sociali

I rituali condivisi, come cenare insieme o celebrare le festività, creano un senso di appartenenza e rafforzano i legami con gli altri.

Danno significato alla vita

I rituali possono trasformare le attività quotidiane in esperienze significative: dal preparare il caffè al mattino al leggere una storia ai bambini prima di dormire, queste pratiche possono infondere un senso di scopo e valore nella nostra vita.

Aiutano a gestire lo stress

Alcuni rituali, come fare una passeggiata nella natura o ascoltare musica rilassante, possono aiutarci a ridurre lo stress e a migliorare il nostro umore.

Promuovono il benessere emotivo

Attraverso i rituali possiamo esprimerci, elaborare le emozioni e trovare conforto.

Rituali: la parola chiave è “personalizzazione” 

Michael I. Norton, psicologo e professore alla Harvard Business School, attraverso un decennio di ricerche in merito e grazie a una narrazione avvincente che intreccia aneddoti illuminanti, rigorosi studi scientifici e affascinanti resoconti storici, ha esplorato l'innata propensione umana a creare e seguire rituali.

Nel suo libro The Ritual Effect ha raccontato come questa tendenza sia un tratto distintivo della nostra specie, un filo conduttore che attraversa culture e epoche, ma anche un'esperienza profondamente intima e personale, plasmata dalle nostre individualità e dalle nostre storie.

I rituali, in questa prospettiva, si rivelano non solo come espressioni di appartenenza e identità collettiva, ma anche come strumenti potenti per dare senso al nostro mondo interiore, per celebrare i momenti salienti della nostra esistenza e per affrontare le sfide che incontriamo lungo il cammino.


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Norton parla delle tradizioni familiari durante le festività come l’esempio perfetto dell’evolversi nel tempo dei rituali: da bambini ci limitiamo a partecipare a feste già organizzate: cibo pronto, regali impacchettati, sorprese nascoste; crescendo, soprattutto quando diventiamo genitori, ci rendiamo conto che tocca a noi creare quell'atmosfera magica.

Le coppie affiatate spesso combinano le tradizioni delle rispettive famiglie, inventandone di nuove, per onorare il passato e, allo stesso tempo, costruire rituali personalizzati e condivisi.

Infatti, l''essenza di una relazione duratura risiede nell'impegno costante, anche nelle piccole cose; non è la grandezza del gesto a contare, ma la sua ripetizione, la sua trasformazione in un rituale unico: che si tratti del tintinnio delle forchette a tavola, di un bacio mattutino o di un abbraccio serale, l'importante è che diventi una pratica condivisa, un simbolo tangibile del legame.

Dunque, è l'insieme di questi piccoli gesti, ripetuti con amore e consapevolezza, a tessere la trama del nostro rapporto di amicizia, d'amore o, semplicemente, del rapporto con noi stessi.

Lo studioso riporta anche quella che è ormai un’abitudine consolidata nella sua famiglia dopo il suo lavoro di ricerca sui rituali: “Iniziamo ogni cena con la ‘gratitudine’: ogni sera, tutti devono condividere una cosa accaduta quel giorno che li ha fatti sentire grati. È una piccola pratica ripetuta che ha raggiunto una vera risonanza emotiva.”

Arianna Bordi | Editor
Scritto da Arianna Bordi | Editor

Dopo la laurea in Letteratura e Lingue straniere, durante il mio percorso di laurea magistrale mi sono specializzata in Editoria e Comunicazione visiva e digitale. Ho frequentato corsi relativi al giornalismo, alla traduzione, alla scrittura per il web, al copywriting e all'editing di testi.

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Arianna Bordi | Editor
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