Dal 1° marzo 2026 l’INPS introdurrà nuove regole di accertamento disabilità in 40 nuove province

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 26 Febbraio, 2026

Primo piano di un uomo che stringe con affetto le mani di una persona seduta su una sedia a rotelle

Dal 1° marzo 2026 prende il via la terza fase della sperimentazione della riforma della disabilità, con l’estensione delle nuove regole a 40 province italiane, tra cui realtà strategiche come Roma, Milano, Torino, Venezia e Catania.

La riforma, già attiva in altre 20 province, stabilisce che a regime – dal 1° gennaio 2027 – l’INPS sarà l’unico organismo responsabile dell’accertamento della condizione di disabilità su tutto il territorio nazionale.

Scopriamo di più.

Le province coinvolte e le tappe della sperimentazione

Il percorso sperimentale è stato graduale: la prima fase, avviata il 1° gennaio 2025, ha interessato nove province tra cui:

  • Brescia;
  • Firenze;
  • Catanzaro;
  • Trieste.

Dal 30 settembre 2025 la platea si è ampliata includendo:

  • Genova;
  • Palermo;
  • Vicenza;
  • Teramo;
  • Province autonome di Trento e Valle d’Aosta.

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Con l’entrata in vigore della terza fase, dal 1° marzo 2026, il sistema raggiungerà 40 ulteriori province, tra cui:

  • Nord Italia: Milano, Bergamo, Como, Mantova, Pavia, Sondrio, Torino, Cuneo, Asti, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Venezia, Verona, Treviso;
  • Centro: Arezzo, Massa Carrara, Ancona, Ascoli Piceno, Terni;
  • Sud e isole: Chieti, Potenza, Caserta, Campobasso, Brindisi, Cagliari, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caltanissetta, Messina.

Si segnala che per la Provincia autonoma di Bolzano l’INPS non interverrà nella gestione del procedimento di accertamento.

Nuovo certificato medico introduttivo: semplificazione e scadenze

Una delle innovazioni principali riguarda l’avvio del procedimento valutativo di base tramite il nuovo certificato medico introduttivo telematico, che diventa l’unico canale per presentare l’istanza di accertamento.

Con questa modalità, non sarà più necessario inviare la tradizionale “domanda amministrativa” né rivolgersi ai patronati, semplificando sensibilmente il percorso burocratico.

Tuttavia, tutte le pratiche già avviate con il vecchio sistema, ossia i certificati redatti fino al 28 febbraio 2026, devono essere completate con l’invio della domanda amministrativa entro la stessa data.


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In caso contrario, i certificati perderanno efficacia e sarà necessario rifare l’intera procedura secondo le nuove regole.

Le nuove Unità di Valutazione di Base

La riforma ridefinisce anche la composizione delle commissioni, con la creazione delle Unità di Valutazione di Base (UVB).

Ogni UVB è presieduta da un medico specialista in medicina legale o del lavoro (inclusi neuropsichiatri infantili, quando necessario) e comprende esperti nei settori:

  • psicologico;
  • sociale;
  • pediatrico;
  • neuropsichiatri infantili.

Una donna sorridente seduta su una sedia a rotelle in una stanza luminosa accanto a una scrivania

La valutazione di base è valida con almeno tre componenti e, in caso di parità, il voto del presidente conta doppio.

Gli strumenti di valutazione saranno uniformi e basati su standard internazionali, come il questionario WHODAS, che considera non solo la patologia clinica, ma anche l’impatto delle limitazioni sulla vita quotidiana

Per garantire la correttezza delle valutazioni, l’INPS ha predisposto percorsi formativi obbligatori per i medici certificatori e tutorial di supporto disponibili sul portale istituzionale.

Il progetto di vita individuale e personalizzato

Un obiettivo chiave della riforma è il progetto di vita individuale, che va oltre il semplice riconoscimento economico, mirando a creare un piano di sostegni su misura per le esigenze e i desideri della persona con disabilità.

L’istanza può essere trasmessa direttamente tramite i servizi digitali INPS agli ambiti territoriali sociali competenti.

Resta comunque valida la possibilità per l’interessato di presentare la richiesta in forma libera presso l’Ambito Territoriale Sociale o altri enti previsti dalla legge regionale.

Fonti:

  • CGILRiforma della disabilità: analisi e considerazioni Cgil, Inca e Spi
  • CGIL.itDecreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19
  • INPSAccertamento disabilità: sperimentazione estesa ad altre 40 province
  • WHOWHO Disability Assessment Schedule 2.0 (WHODAS 2.0)
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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