Stanche di attendere risposte dalla politica, le principali realtà oncologiche italiane, ossia Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM, hanno lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare.
Ecco i dettagli.
L'allarme dei dati su fumo e tumori
Il fumo è il principale acceleratore oncologico prevenibile e il tabacco è collegato direttamente a 17 tipi di cancro.
Il dato più allarmante riguarda i minori: il 30,2% dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni utilizza già prodotti a base di nicotina. Infatti, il basso costo attuale rende il vizio accessibile anche a chi ha risorse limitate.
Di conseguenza, aumentare il prezzo significa alzare una barriera protettiva attorno alle nuove generazioni.
Potrebbe interessarti anche:
- Tumore al polmone: dopo 25 anni si arresta l'ascesa della mortalità femminile in Europa
- Bruciore di stomaco e rischio cancro: la verità sull'uso prolungato dei farmaci
- Aspirina® e ibuprofene possono davvero influenzare il rischio di tumore dell’endometrio?
Come sottolineato da Giulia Veronesi (Fondazione Veronesi), è fondamentale intervenire ora per invertire questa tendenza pericolosa.
Daniele Finocchiaro (AIRC) e Massimo Di Maio (AIOM) concordano: investire nella prevenzione attraverso una tassazione mirata rappresenta un investimento sul futuro e sulla longevità del Paese.
I pilastri della proposta
Le realtà indicate hanno unito le forze per lanciare una proposta di legge di iniziativa popolare, quella di aumentare di 5 euro il prezzo di ogni pacchetto di sigarette e di tutti i prodotti a base di nicotina, inclusi tabacco riscaldato ed e-cig.
L'obiettivo è duplice e vitale: disincentivare drasticamente il consumo di tabacco e iniettare risorse nelle casse del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Perché un aumento così netto? I numeri non lasciano spazio a interpretazioni:
- un’epidemia evitabile: il tabacco uccide 93.000 persone l'anno in Italia. È responsabile di una diagnosi di cancro su tre, colpendo non solo i polmoni ma quasi ogni distretto del corpo (vescica, reni, fegato e oltre);
- un buco economico: le malattie fumo-correlate gravano sull'Italia per 26 miliardi di euro l'anno tra costi diretti e indiretti;
- l’anomalia italiana: con un prezzo medio di 5-6 euro a pacchetto, l’Italia è il "paradiso fiscale" dei fumatori rispetto a Francia o Irlanda (dove si sfiorano i 15 euro);
- il prezzo come medicina: un rincaro di 5 euro potrebbe tagliare il numero di fumatori del 37%;
- tutela dei giovani: l'aumento del prezzo è il deterrente più efficace per i minorenni (il 10% degli under 19 già fuma) che hanno budget limitati.
Come trasformare questa proposta in legge
Tutti i cittadini maggiorenni possono far sentire la propria voce e per portare il disegno di legge in Parlamento sono necessarie 50.000 firme, raccoglibili digitalmente sulla piattaforma del Ministero della Giustizia tramite SPID, CIE o CNS.
"Ogni settimana trascorsa a fumare costa al tabagista un giorno di vita," avverte Francesco Perrone (Pres. Fondazione AIOM). "Il fumo è il killer silenzioso dietro il 27% dei tumori e causa 93.000 decessi annui solo in Italia."
La procedura è interamente digitale, sicura e richiede pochissimi minuti:
- collegarsi alla piattaforma ufficiale per le iniziative popolari del Ministero della Giustizia (qui il link diretto all’iniziativa: Firmereferendum.giustizia.it);
- effettuare l'accesso rapido utilizzando le tue credenziali digitali (SPID, CIE o CNS);
- utilizzare la funzione di ricerca inserendo il nome del progetto: “5 euro contro il fumo”;
- apporre la firma digitale per convalidare il tuo sostegno alla proposta di legge.
Fonti:
- AIRC - Aumentare il prezzo delle sigarette: al via la campagna per la raccolta firme;
- Fondazione Veronesi - Al via la campagna per aumentare il prezzo delle sigarette;
- Fondazione AIOM - Al via la campagna per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette. “Obiettivo: raccogliere 50mila firme per la proposta di legge”