Statine, basta dubbi: lo studio che smaschera i falsi effetti collaterali

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 09 Febbraio, 2026

Ritratto di una coppia di anziani, un uomo e una donna, che tengono in mano un farmaco o una prescrizione prima di prendere le pillole durante il pranzo a casa

Le malattie cardiovascolari rappresentano una sfida globale senza precedenti, con circa 20 milioni di vittime ogni anno nel mondo.

Negli ultimi 30 anni le statine hanno riscritto la storia della cardiologia, riducendo sensibilmente i decessi per infarto e ictus in ogni fascia d'età; eppure, la loro reputazione è costantemente sotto attacco.

Infatti, nonostante le statine siano lo strumento d'elezione per abbattere il colesterolo LDL e prevenire infarti, il loro utilizzo è spesso frenato dal timore degli effetti avversi.

Una massiccia analisi condotta dalla Cholesterol Treatment Trialists’ Collaboration fa finalmente chiarezza, separando i fatti dalla suggestione.

I risultati: quasi nessuna differenza con il placebo

Per eliminare ogni dubbip i ricercatori hanno incrociato i dati di 23 grandi studi clinici, coinvolgendo oltre 150.000 partecipanti monitorati per circa cinque anni:

  • il metodo: studi "in doppio cieco" con placebo. Né i medici né i pazienti sapevano chi stesse assumendo il farmaco e chi una pillola di zucchero;
  • l'obiettivo: verificare se i sintomi segnalati fossero realmente causati dalla molecola o da altri fattori come invecchiamento e stili di vita.

Il dato più sorprendente emerso dalla ricerca è che la stragrande maggioranza dei disturbi elencati nei foglietti illustrativi non è causata dalle statine.

Inoltre, dall'analisi comparativa tra i pazienti che hanno assunto il farmaco e quelli che hanno ricevuto il placebo, emerge un quadro estremamente rassicurante:

  • funzioni cognitive: non esiste alcuna prova che le statine danneggino la mente. Le segnalazioni di perdita di memoria o deterioramento cognitivo sono state identiche in entrambi i gruppi, attestandosi su un esiguo 0,2% annuo;
  • benessere generale: per quanto riguarda i disturbi spesso lamentati dai pazienti, come depressione, insonnia, mal di testa, affaticamento costante o disfunzione erettile, la ricerca non ha riscontrato alcun aumento significativo nei soggetti trattati con statine rispetto a chi assumeva la compressa fittizia;

undefined

  • salute del fegato: sebbene si sia notato un lieve incremento (circa lo 0,1%) di valori anomali nelle analisi del sangue specifiche per il fegato, questo non si è tradotto in patologie reali. I casi di epatite o insufficienza epatica non sono aumentati, segno che tali alterazioni ematiche sono generalmente prive di conseguenze gravi;
  • apparato muscolare: i dolori muscolari, spesso considerati il "tallone d'Achille" di questa terapia, sono risultati attribuibili alla molecola solo nell'1% dei casi e limitatamente al primo anno di trattamento. Superato questo periodo, non sono stati rilevati ulteriori eccessi di rischio.

Gli effetti reali (ma rari)

Delle 66 condizioni analizzate, solo una manciata ha mostrato una correlazione reale:

  • fegato: è confermato un aumento degli enzimi epatici (transaminasi), soprattutto con dosaggi elevati. L'eccesso annuo, però, è inferiore all'1,6% e non evolve in malattie gravi come epatite o insufficienza epatica;

Per rimanere aggiornato sulle ultime news di salute, seguici su Google Discover.


  • muscoli e diabete: sono confermati lievi rischi (già noti) di dolori muscolari e una piccola probabilità di anticipare la diagnosi di diabete in chi è già predisposto;
  • nuovi segnali: sono emersi lievi cambiamenti nella composizione urinaria (proteine) ed edema, ma senza una chiara relazione dose-risposta o danni ai reni.

Il commento dei ricercatori

"Le statine salvano vite da 30 anni, ma troppe persone hanno rinunciato a curarsi per timori infondati," spiega la Prof.ssa Christina Reith di Oxford Population Health. "Il nostro studio dimostra che i benefici superano di gran lunga i rischi."

Il Professor Bryan Williams della British Heart Foundation definisce l'analisi una risposta necessaria alla disinformazione: "Su 66 potenziali effetti collaterali analizzati, solo 4 sono risultati realmente associati alle statine, e solo in una frazione minima di pazienti."


Potrebbe interessarti anche:


Dunque, è necessaria una revisione immediata dei bugiardini affinché medici e pazienti possano decidere basandosi su prove scientifiche solide e non su pregiudizi.

Fonti:

The Lancet - Assessment of adverse effects attributed to statin therapy in product labels: a meta-analysis of double-blind randomised controlled trials

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Una donna a letto tardi usa il telefono.
Andare a letto tardi aumenta il rischio di infarto? Ecco cosa emerge sui “gufi”

Andare a letto tardi può influenzare la salute del cuore? Un ampio studio ha analizzato il legame tra cronotipo e rischio di infarto. Scopri cos significa e come tutelare il cuore,