Le donne sentono davvero più dolore degli uomini? Cosa emerge da una ricerca mondiale

Dr. Christian Raddato
Revisionato da Dr. Christian Raddato — Medico Generale
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 14 Ottobre, 2026

donna seduta sul divano avverte mal di testa

Mal di testa, dolore al volto, mal di pancia. Sono i disturbi in cui il divario tra i sessi è più marcato, ma la differenza compare ovunque nel corpo. 

Lo rivela una ricerca internazionale pubblicata il 5 ottobre 2026 su Nature Medicine, che ha tracciato una mappa del dolore con numeri finora rari in questo campo.

Sei milioni di persone, 118 Paesi

Gli autori hanno armonizzato i dati sul dolore auto-riferito di oltre 6,1 milioni di partecipanti, provenienti da 902 fonti di popolazione in 118 Paesi. Le informazioni coprono un arco di tempo dal 1990 al 2025 e includono persone da 5 a oltre 100 anni. 

Il dolore è stato valutato in 11 sedi: testa, volto, collo o spalle, piede o caviglia, mano o polso, gomito, torace, schiena, addome, anca e ginocchio. La prevalenza complessiva va dal 2% del dolore facciale al 40% del mal di schiena.

Dove il divario è più ampio

In tutte le sedi esaminate le donne riportano più dolore degli uomini. Le differenze maggiori riguardano dolore al volto, mal di testa e dolore addominale, più frequenti rispettivamente dell’83%, del 74% e del 60%.

Gli esperti che hanno commentato lo studio indicano un intreccio di fattori biologici, ormonali e psicosociali. Le differenze più nette coincidono con emicrania, disturbi temporomandibolari e dolore viscerale, condizioni legate agli anni riproduttivi. Per il dolore addominale pesano anche patologie tipicamente femminili come dismenorrea, endometriosi e dolore pelvico.

Il dato sull’età: si comincia prima del previsto

Il risultato più inatteso riguarda il tempo. Il dolore nelle sedi più comuni aumenta più rapidamente prima dei 55 anni. Per gli autori, una parte consistente del carico di dolore di una vita si accumula quindi già in età lavorativa.

Le traiettorie però cambiano a seconda del tipo di dolore. Quello ad alta intensità raggiunge il picco intorno ai 50 anni, quello generalizzato verso i 70. Mal di testa, dolore addominale e facciale tendono ad attenuarsi dopo un picco precoce, mentre schiena, anca e ginocchio crescono lungo tutto l’arco della vita, in linea con il carico meccanico e degenerativo delle articolazioni.

Pesa anche il contesto socioeconomico. Nei Paesi con il più basso indice di sviluppo umano il mal di schiena in età avanzata è quasi il doppio rispetto a quelli più sviluppati. 

Non è solo una questione di biologia

Altri studi aiutano a leggere il dato. Una ricerca su Nature Neuroscience del 2015 ha mostrato, nei topi, che il dolore viene trasmesso con meccanismi cellulari diversi nei due sessi: nei maschi sono coinvolte le microglia, nelle femmine sembrano avere un ruolo i linfociti T. Gli autori hanno ricordato che per anni gli esperimenti sono stati condotti quasi solo su animali maschi. 

C’è poi il capitolo delle cure. In uno studio condotto in un pronto soccorso statunitense su 981 pazienti con dolore addominale acuto, con dati raccolti nel 2004-2005, uomini e donne riferivano punteggi di dolore simili, ma le donne ricevevano meno spesso oppioidi (45% contro 56%), mentre per gli analgesici non oppioidi non c’erano differenze. 

Non tutte le ricerche concordano su un’eventuale distorsione di genere, ma il tema resta aperto. Anche in Italia i tempi di diagnosi di alcune patologie dolorose sono lunghi: per l’endometriosi la Fondazione Gimbe stima un ritardo di 7-10 anni dall’esordio dei sintomi. 

I limiti da conoscere

Lo studio ha alcuni limiti. La maggior parte dei dati è trasversale: confronta gruppi di età diversi invece di seguire le stesse persone nel tempo. I dati sono auto-riferiti, i metodi di misurazione variano e alcune regioni e fasce d’età sono meno rappresentate. La ricerca misura inoltre la presenza di dolore in generale, non solo di quello cronico. Non dimostra quindi che le donne “sopportino meno”, ma che ne riferiscono di più. 


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Cosa ricordare

Un dolore che persiste, si ripresenta o limita le attività quotidiane merita una valutazione medica. Utile descrivere con precisione sede, intensità, durata e impatto sulla vita di tutti i giorni, perché sono le informazioni su cui si basa la diagnosi.

Fonti

  • Nature - Global and regional reference curves for pain across the lifespan in 6.1 million individuals in 118 countries
  • UC News - Women consistently experience more pain than men across 11 body parts
  • Nature Neuroscience - Different immune cells mediate mechanical pain hypersensitivity in male and female mice
  • PubMed - Gender disparity in analgesic treatment of emergency department patients with acute abdominal pain
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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