Dal 20 gennaio 2025 l’Unione europea ha vietato l’utilizzo del Bisfenolo A (BPA) nei materiali a contatto con gli alimenti. La decisione, formalizzata con il Regolamento (UE) 2024/3190, nasce dalle valutazioni dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che ha drasticamente ridotto la dose giornaliera tollerabile della sostanza alla luce di nuovi dati scientifici.
Eppure, nei supermercati italiani ed europei, molte lattine continuano a essere regolarmente in vendita. Ecco un approfondimento.
Cos’è il Bisfenolo A e dove si trova
Il Bisfenolo A è un composto chimico impiegato dagli anni Sessanta nella produzione di plastiche in policarbonato e di resine epossidiche. Queste ultime vengono utilizzate per il rivestimento interno delle lattine metalliche, con la funzione di proteggere il contenuto dall’ossidazione e dal contatto diretto con il metallo.
Oltre alle confezioni alimentari, il BPA può essere presente in bottiglie riutilizzabili, contenitori per alimenti, dispositivi medici, apparecchiature elettroniche e nella carta termica degli scontrini.
Il nodo critico riguarda la possibilità che piccole quantità di sostanza possano migrare dal rivestimento al cibo o alle bevande, soprattutto in determinate condizioni.
Perché l’UE ha deciso di vietarlo
La stretta normativa europea si basa sulle valutazioni dell’EFSA, che ha evidenziato come il BPA agisca da interferente endocrino, ossia una sostanza in grado di alterare il sistema ormonale mimando l’azione degli estrogeni.
Secondo quanto riportato anche dal professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, l’esposizione al Bisfenolo A può associarsi a:
- alterazioni della fertilità;
- pubertà precoce;
- obesità e diabete;
- possibili tumori ormonodipendenti.
L’EFSA ha quindi abbassato in modo significativo la dose giornaliera tollerabile, ritenendo necessario ridurre ulteriormente l’esposizione della popolazione.
Per rimanere aggiornato sulle ultime news di salute, seguici su Google Discover
Il caso delle bevande energetiche
A riaccendere l’attenzione è stata anche un’analisi della rivista tedesca per consumatori Öko-Test, che ha esaminato 22 energy drink in commercio.
Nel 90% dei campioni sarebbe stata rilevata la presenza di Bisfenolo A nei rivestimenti interni delle lattine. Secondo i risultati riportati, per 14 prodotti su 22, un adolescente di 60 kg che consumi una lattina da 250 ml al giorno supererebbe il 100% della dose giornaliera tollerabile. Per altri 6 prodotti, si arriverebbe oltre il 50%.
Dati che, pur riferendosi a un consumo quotidiano specifico, hanno riaperto il dibattito sulla sicurezza dei contenitori metallici.
Perché le lattine sono ancora in vendita
Il divieto europeo non ha comportato un ritiro immediato di tutti i prodotti. La normativa prevede infatti periodi transitori che consentono alle aziende di adeguare progressivamente i processi produttivi e sostituire i materiali contenenti BPA.
In alcuni casi, l’adeguamento potrà estendersi fino al 2028. Durante questa fase, le lattine prodotte secondo le precedenti disposizioni possono ancora essere commercializzate se conformi ai limiti previsti.
Questo spiega la presenza sugli scaffali di legumi in scatola, bevande e altri alimenti confezionati in lattina.
Potrebbe interessarti anche:
- Prescrizioni su misura e meno rischi: la nuova strategia AIFA che può cambiare le cure
- Pollini in anticipo: perché potresti perdere la voce senza accorgertene
- Addio punti di sutura: la rivoluzione della chirurgia del colon parte da Bergamo
Come ridurre l’esposizione
Gli esperti invitano ad adottare alcune precauzioni pratiche:
- preferire, quando possibile, contenitori in vetro, acciaio o ceramica;
- trasferire gli alimenti dalla lattina a un altro recipiente dopo l’apertura;
- evitare di riscaldare il cibo nella confezione metallica.
Controllare le etichette può aiutare a individuare prodotti dichiarati “BPA free”, sebbene la progressiva eliminazione della sostanza sia già in corso a livello europeo.
Il divieto del Bisfenolo A nei materiali a contatto con gli alimenti rappresenta una misura preventiva basata su nuove evidenze scientifiche. La presenza di lattine sugli scaffali non implica automaticamente un rischio immediato, ma riflette i tempi tecnici di adeguamento previsti dalla normativa.
Ridurre l’esposizione, privilegiando alternative più sicure, può contribuire a una maggiore tutela della salute, in attesa del completo superamento del BPA entro il 2028.
Fonti
Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea - Regolamento (UE) 2024/3190 della Commissione, del 19 dicembre 2024, relativo all’utilizzo del bisfenolo A (BPA) e di altri bisfenoli e derivati di bisfenoli