La storia di Mattia Maestri, il bambino entrato in coma a quattro anni dopo aver mangiato un formaggio a latte crudo contaminato e morto nove anni dopo senza aver mai ripreso conoscenza, ha riportato l'attenzione su un tema che periodicamente torna al centro del dibattito sulla sicurezza alimentare: i rischi legati al consumo di latte non pastorizzato.
I sintomi da non sottovalutare
Nella maggior parte degli adulti sani, un'infezione da batteri presenti nel latte crudo si manifesta con disturbi gastrointestinali comuni: diarrea (anche con sangue), nausea, vomito, febbre e dolori addominali.
Nei soggetti più fragili, bambini piccoli, anziani, persone immunodepresse, questi sintomi iniziali possono evolvere, nell'arco di pochi giorni, in un quadro molto più grave: pallore, stanchezza estrema, riduzione della quantità di urina, gonfiore.
Sono i segnali della sindrome emolitico-uremica, che nei casi più gravi può causare danni neurologici fino alla perdita di coscienza e al coma, come accaduto proprio a Mattia Maestri. In presenza di questi sintomi dopo il consumo di latte o formaggi crudi è indicato rivolgersi tempestivamente a un medico
Cos'è il latte crudo
Si definisce crudo il latte che non ha subito alcun trattamento termico superiore ai 40°C, quindi non è stato sottoposto a pastorizzazione né a sterilizzazione. In Italia la vendita diretta è consentita, ma sottoposta a regole precise: dal 2012 le macchine erogatrici devono esporre in modo visibile l'indicazione "prodotto da consumarsi solo dopo bollitura", e lo stesso obbligo vale per la vendita diretta in azienda agricola.
Perché la bollitura è obbligatoria
Il latte, così come viene prodotto dalla ghiandola mammaria, non contiene di norma germi patogeni. La contaminazione può però avvenire durante la mungitura o nelle fasi successive, attraverso il contatto con feci, ambiente o animali portatori sani. Tra i microrganismi che possono essere presenti figurano Escherichia coli produttore di tossina Shiga (STEC), Salmonella, Campylobacter e Listeria monocytogenes.
La sindrome emolitico-uremica
L'infezione da STEC può evolvere, in alcune categorie a rischio, nella sindrome emolitico-uremica (SEU), una complicanza rara ma grave che colpisce i reni e il sistema della coagulazione, e che in alcuni casi può causare danni neurologici permanenti o il decesso.
Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, tra luglio 2023 e giugno 2024 in Italia sono stati registrati 68 casi di SEU, il 98,5% dei quali in pazienti under 15. Nel periodo successivo monitorato dal Registro Italiano SEU (aprile 2024–marzo 2025), su 56 casi con campioni biologici esaminati, nell'85,7% è stata riscontrata un'infezione da E. coli produttore di tossina Shiga (STEC).
Chi è più a rischio e come ridurlo
Il Ministero della Salute definisce il rischio complessivo "generalmente contenuto", ma da non trascurare, soprattutto per bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani e persone con difese immunitarie compromesse.
Per queste categorie gli esperti raccomandano di evitare il consumo di latte crudo e derivati non pastorizzati, e di preferire formaggi a lunga stagionatura (come Parmigiano o Grana Padano), meno soggetti a proliferazione batterica rispetto ai formaggi freschi a pasta molle.
La pastorizzazione comporta solo una riduzione minima del contenuto vitaminico del latte: un costo trascurabile rispetto alla riduzione del rischio di infezioni anche gravi. Per il latte crudo acquistato tal quale, la bollitura resta l'unica misura in grado di eliminare i batteri patogeni eventualmente presenti.
L'impegno della famiglia Maestri
Negli anni successivi alla tragedia, il padre di Mattia, Giovanni Battista Maestri, ha promosso una campagna di sensibilizzazione sui rischi del latte non pastorizzato, culminata nella pubblicazione del libro "La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato".
Fonti
- Istituto Superiore di Sanità - Dati del Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica
- Istituto Superiore di Sanità – Sindrome Emolitico Uremica, Informazioni generali
- Ministero della Salute - Prodotti da latte crudo: Linee Guida del Ministero della Salute per rafforzare la prevenzione