Sangue nelle urine, poi la scoperta: aghi sparsi nel corpo

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
Seguici su Google Discover Aggiungici alle Fonti Preferite di Google

Data articolo – 15 Settembre, 2026

esame delle urine

Era arrivato in ospedale per un problema apparentemente circoscritto alle vie urinarie, ma gli accertamenti hanno portato alla luce un quadro molto diverso. Un uomo cinese di 35 anni si è presentato all’Hunan Provincial People’s Hospital dopo circa due settimane di ematuria, cioè presenza di sangue nelle urine, e disuria, il termine utilizzato per indicare dolore o difficoltà durante la minzione. 

Le indagini di imaging hanno però mostrato la presenza di numerosi corpi estranei metallici compatibili con aghi, distribuiti in varie zone dell’organismo.

Gli oggetti sono stati individuati nella parete addominale, nel bacino, nella vescica e nel pene. L’elemento più delicato riguardava però il cuore: attraverso un’ecocardiografia transtoracica i medici hanno osservato una struttura lineare lunga circa 3,6 centimetri all’interno del ventricolo sinistro, una delle quattro camere cardiache.

Un ago di 3,6 centimetri nel ventricolo sinistro

La scoperta a livello cardiaco è avvenuta dopo gli esami effettuati per approfondire il quadro del paziente. L’ecocardiografia ha mostrato che l’oggetto presente nel ventricolo sinistro si muoveva insieme alla parete cardiaca e non appariva fissato stabilmente ai tessuti.

La presenza di un corpo estraneo all’interno del cuore rappresenta una situazione particolarmente delicata per la posizione dell’oggetto e per il continuo movimento legato all’attività cardiaca. Nel caso descritto, l’ago era libero di spostarsi all’interno della cavità ventricolare a ogni battito.

Nonostante un reperto così rilevante, al momento del ricovero il paziente presentava parametri vitali nella norma e non vengono riportati, nella fase iniziale descritta, segni di compromissione cardiovascolare evidente.

Tutto era iniziato con sangue nelle urine

A portare il trentacinquenne in ospedale non erano stati sintomi cardiaci, ma disturbi dell’apparato urinario presenti da circa due settimane.

L’ematuria può manifestarsi con una colorazione visibilmente rossa delle urine oppure essere rilevata attraverso gli esami. La disuria, invece, comprende dolore o bruciore durante la minzione. Sintomi di questo tipo possono avere numerose cause e richiedono una valutazione medica soprattutto quando persistono.

Nel caso del paziente cinese, gli accertamenti hanno progressivamente allargato il quadro. Una TAC con mezzo di contrasto ha infatti evidenziato numerosi elementi metallici in diverse aree del corpo, mostrando che il problema non riguardava esclusivamente le vie urinarie.

Tra le sedi interessate figuravano anche vescica e pene, un elemento compatibile con la presenza di disturbi urologici che avevano inizialmente spinto l’uomo a rivolgersi ai medici.

Gli aghi erano presenti in diverse parti del corpo

La distribuzione dei corpi estranei è uno degli aspetti più particolari del caso. Gli esami non hanno individuato un singolo oggetto, ma numerosi elementi metallici disseminati in differenti distretti anatomici.

La diagnostica per immagini ha permesso di localizzarli e di identificare anche quello presente nel torace. Proprio l’ecocardiografia è risultata decisiva per stabilire che uno degli oggetti aveva raggiunto il ventricolo sinistro e che era ancora mobile all’interno della cavità.

Il paziente viene descritto come un uomo di 35 anni con disabilità intellettiva. Nel materiale disponibile non vengono però forniti elementi sufficienti per ricostruire le circostanze attraverso cui i diversi corpi estranei siano arrivati nelle sedi osservate. La gestione di corpi estranei disseminati impone una precisa gerarchia degli interventi: l'approccio cardiochirurgico (spesso condotto in sternotomia con supporto di circolazione extracorporea per localizzare ed estrarre l'ago senza frammentarlo) ha priorità assoluta rispetto alle rimozioni urologiche per via cistoscopica o percutanea. 

Sul versante clinico, nei pazienti con disabilità intellettiva o fragilità neuropsichiatrica, quadri simili sono talvolta riconducibili a comportamenti autolesivi noti come poliembolokoilamania (l'inserimento volontario o compulsivo di corpi estranei nei tessuti o nelle cavità corporee). Questo rende indispensabile affiancare alla riparazione chirurgica una presa in carico multidisciplinare, psichiatrica e assistenziale, volta a indagare le cause del gesto, prevenire recidive e garantire la sicurezza a lungo termine del paziente.

Parametri vitali normali nonostante il corpo estraneo nel cuore

Uno degli elementi che colpisce dal punto di vista clinico è la relativa stabilità del paziente al momento della valutazione. Nonostante la presenza di un oggetto metallico nel ventricolo sinistro, i parametri vitali risultavano nella norma.

L’assenza iniziale di un’instabilità evidente mostra anche quanto alcuni corpi estranei interni possano essere scoperti in occasione di indagini effettuate per sintomi che sembrano riguardare tutt’altro distretto corporeo.

In questo caso, infatti, non è stato un disturbo cardiaco a portare alla scoperta dell’ago. Tutto è partito da dolore durante la minzione e sangue nelle urine, fino a una serie di esami che ha mostrato una situazione molto più estesa.

Il caso evidenzia quindi soprattutto il ruolo della diagnostica per immagini nel ricostruire la presenza e la posizione di corpi estranei interni. Una TAC inizialmente eseguita nell’ambito degli accertamenti urologici ha permesso di individuare gli oggetti metallici e di approfondire successivamente anche il coinvolgimento cardiaco.

Fonte

BMC Cardiovascular Disorders - Multi-organ needle foreign bodies with postoperative left ventricular apical outpouching and suspected mural thrombus: a case report

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati