La crema solare riduce davvero la vitamina D? Cosa dice la meta-analisi più recente

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 30 Luglio, 2026

ragazza al mare, si spalma la crema solare

Per anni è circolata l'idea che usare la crema solare possa favorire una carenza di vitamina D. Il ragionamento sembra intuitivo: se i filtri solari bloccano i raggi UVB, necessari alla pelle per sintetizzare questa vitamina, allora la sua produzione dovrebbe diminuire.

La realtà, però, è più complessa. Una nuova revisione sistematica con meta-analisi pubblicata nel 2025 su Endocrine Practice ha analizzato tutte le principali evidenze disponibili, cercando di capire se questo effetto teorico si traduca davvero in una riduzione dei livelli di vitamina D nel sangue.

Come viene prodotta la vitamina D

La vitamina D viene sintetizzata nella pelle quando è esposta ai raggi ultravioletti B (UVB). Una volta prodotta, viene trasformata dal fegato e dai reni nella sua forma attiva, fondamentale per:

  • favorire l'assorbimento di calcio e fosforo;
  • mantenere la salute di ossa e denti;
  • sostenere la funzione muscolare;
  • contribuire al corretto funzionamento del sistema immunitario.

Poiché le creme solari sono progettate proprio per limitare il passaggio dei raggi UVB, da tempo ci si chiede se possano interferire con questo processo.

Cosa ha analizzato la nuova meta-analisi

I ricercatori hanno esaminato gli studi pubblicati fino a novembre 2024, seguendo i criteri PRISMA.

Nel complesso sono stati inclusi; 22 studi nella revisione sistematica, 7 studi nella meta-analisi quantitativa e circa 9.470 partecipanti.

L'obiettivo era confrontare i livelli di vitamina D (25-idrossivitamina D o 25(OH)D) nelle persone che utilizzavano la crema solare rispetto a quelle che non la utilizzavano.

I risultati: una lieve riduzione, ma il quadro è più sfumato

La meta-analisi ha rilevato che l'uso della crema solare è associato, in media, a una riduzione di circa 2 ng/mL dei livelli ematici di vitamina D rispetto ai non utilizzatori.

Secondo gli autori, il risultato è coerente con il fatto che i filtri solari riducono il passaggio dei raggi UVB, indispensabili per la sintesi della vitamina D.

Tuttavia, l'entità della riduzione osservata è relativamente contenuta e gli studi inclusi mostrano risultati non sempre sovrapponibili tra loro, con differenze tra gli studi di popolazione che restano in parte da chiarire.

Perché nella vita reale la situazione può essere diversa da quella teorica

Nella pratica, le persone raramente applicano la crema solare in modo perfetto.

Tra le possibili spiegazioni indicate dagli esperti per cui la produzione di vitamina D potrebbe continuare comunque vi sono:

  • quantità di crema inferiore a quella raccomandata;
  • applicazione non uniforme;
  • aree del corpo lasciate scoperte;
  • esposizione al sole prima dell'applicazione o tra una riapplicazione e l'altra;
  • permanenza all'aperto per tempi variabili.

Per questo motivo la riduzione teorica della sintesi di vitamina D osservata negli esperimenti potrebbe non riflettersi completamente nella vita quotidiana.

Anche uno studio clinico recente invita a interpretare i dati con attenzione

Nel 2025 uno studio randomizzato condotto in Australia (trial Sun-D) ha valutato l'effetto dell'applicazione quotidiana di una crema SPF 50+ nei giorni con indice UV previsto pari o superiore a 3, per circa un anno, su 639 partecipanti.

Al termine dello studio, i partecipanti che avevano applicato regolarmente la protezione solare hanno mostrato una differenza di -5,2 nmol/L nei livelli di vitamina D rispetto al gruppo di controllo, che utilizzava la crema solo a propria discrezione. La carenza di vitamina D è risultata inoltre più frequente nel gruppo che ha usato la crema con costanza: 45,7%, contro il 36,9% del gruppo di controllo.


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Bisogna smettere di usare la crema solare?

La risposta è no.

Le evidenze disponibili indicano che l'eventuale riduzione dei livelli di vitamina D associata all'uso della protezione solare è modesta e non modifica le attuali raccomandazioni delle principali società scientifiche. La crema solare resta infatti uno degli strumenti più efficaci per prevenire:

  • scottature;
  • fotoinvecchiamento;
  • cheratosi attiniche;
  • tumori cutanei, incluso il melanoma.

Se esiste un sospetto di carenza, è preferibile verificarla con il medico attraverso gli esami del sangue e, se necessario, correggerla con alimentazione o integrazione, piuttosto che aumentare intenzionalmente l'esposizione ai raggi UV senza protezione.

Fonti

  • PubMed - Effect of daily sunscreen application on vitamin D: findings from the open-label randomized controlled Sun-D Trial
  • PubMed - Sunscreen and 25-Hydroxyvitamin D Levels: Friends or Foes? A Systematic Review and Meta-Analysis
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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