Attività fisica regolare, sonno adeguato e stimoli cognitivi come la lettura: sono solo alcune delle strategie che possono aiutare a proteggere il cervello durante e dopo la menopausa.
Secondo un recente studio britannico pubblicato sulla rivista Psychological Medicine, questa fase della vita femminile è associata a cambiamenti cerebrali che coinvolgono aree legate alla memoria e alle emozioni, alcune delle quali risultano alterate anche nelle malattie neurodegenerative
Un dato che rafforza l’importanza della prevenzione, soprattutto per le donne, più esposte al rischio di declino cognitivo.
Menopausa e cervello: cosa dice lo studio
La menopausa rappresenta un passaggio fisiologico nella vita di ogni donna, segnato dalla fine della fertilità e da un calo degli estrogeni, ormoni che svolgono un ruolo importante anche nella salute cerebrale.
Lo studio condotto da ricercatori britannici e pubblicato su Psychological Medicine ha analizzato i cambiamenti nel cervello femminile durante questa fase. I risultati suggeriscono una riduzione della materia grigia, ovvero il tessuto cerebrale ricco di neuroni, in aree coinvolte nella memoria e nella regolazione delle emozioni.
Queste modifiche sono simili, almeno in parte, a quelle osservate nelle persone con malattia di Alzheimer, la forma più comune di demenza. Secondo gli autori, ciò potrebbe contribuire a spiegare perché le donne rappresentano circa due terzi dei casi di Alzheimer a livello globale, come evidenziato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Perché le donne sono più a rischio di declino cognitivo
Il legame tra menopausa e salute del cervello è oggetto di crescente attenzione nella comunità scientifica. Il calo degli estrogeni sembra avere un impatto su diverse funzioni cognitive, tra cui memoria, attenzione e capacità di apprendimento.
Inoltre, fattori come una maggiore aspettativa di vita e alcune differenze biologiche e genetiche possono contribuire a un rischio più elevato di sviluppare demenza rispetto agli uomini.
È importante sottolineare che questi cambiamenti non significano necessariamente sviluppare Alzheimer, ma indicano una maggiore vulnerabilità, su cui è possibile intervenire con strategie preventive.
Le 14 regole per proteggere il cervello
Sulla base delle evidenze disponibili, gli esperti indicano una serie di abitudini che possono contribuire a mantenere il cervello in salute durante e dopo la menopausa. Tra le principali raccomandazioni:
- Fare attività fisica regolare, almeno 5 volte a settimana
- Dormire tra le 6 e le 8 ore per notte, mantenendo ritmi regolari
- Seguire una dieta equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali e grassi “buoni” come quelli dell’olio d’oliva
- Stimolare la mente con attività come lettura, scrittura, giochi di logica o apprendimento di nuove competenze
- Mantenere relazioni sociali attive, evitando l’isolamento
- Gestire lo stress, ad esempio con tecniche di rilassamento o mindfulness
- Evitare fumo e consumo eccessivo di alcol
- Controllare i fattori di rischio cardiovascolare, come pressione alta, diabete e colesterolo
- Monitorare il peso corporeo
- Curare eventuali disturbi dell’umore, come ansia e depressione
- Esporsi alla luce naturale, utile per regolare il ritmo sonno-veglia
- Praticare attività ricreative, come pittura, musica o hobby manuali
- Fare controlli medici regolari
- Valutare con il medico eventuali terapie ormonali, se indicate
Queste indicazioni sono in linea anche con le raccomandazioni della Commissione Lancet sulla prevenzione della demenza, che sottolinea come fino al 40% dei casi possa essere prevenuto intervenendo sui fattori modificabili.
Cosa significa per la salute delle donne
I risultati dello studio non devono generare allarme, ma rappresentano un’opportunità per intervenire in modo precoce. Adottare uno stile di vita sano può contribuire a ridurre il rischio di declino cognitivo e migliorare la qualità della vita.
“La prevenzione è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo oggi contro la demenza”, sottolineano molti esperti del settore. Intervenire già durante la menopausa può essere particolarmente utile, perché è una fase in cui il cervello mostra una maggiore plasticità, cioè capacità di adattarsi e modificarsi.
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Prospettive future e consigli pratici
La ricerca sul legame tra menopausa e Alzheimer è ancora in evoluzione. Studi futuri potrebbero chiarire meglio il ruolo degli ormoni e individuare strategie mirate di prevenzione e trattamento.
Nel frattempo, le evidenze disponibili indicano chiaramente una direzione: prendersi cura del proprio stile di vita è fondamentale. Piccoli cambiamenti quotidiani, come camminare di più, dormire meglio o dedicare tempo a un hobby, possono fare la differenza nel lungo periodo.
Per le donne che stanno affrontando la menopausa o si avvicinano a questa fase, il consiglio è di parlarne con il proprio medico, per valutare insieme eventuali strategie personalizzate di prevenzione e monitoraggio della salute cognitiva.
Fonti
Psychological Medicine - Emotional and cognitive effects of menopause and hormone replacement therapy