I primi amici e l’intestino: una relazione inattesa

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
Seguici su Google Discover

Data articolo – 26 Gennaio, 2026

bimbi all'asilo

I primi ambienti sociali frequentati dai bambini sembrano incidere non solo sullo sviluppo cognitivo e relazionale, ma anche sulla composizione del microbioma intestinale

A suggerirlo è uno studio italiano pubblicato su Nature, che analizza come i batteri si trasmettano tra coetanei nei nidi d’infanzia.

Scopriamo di più.

Microbioma infantile: perché è così importante

Il microbioma intestinale è un ecosistema complesso di microrganismi che svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo, nel sistema immunitario e nella protezione da numerose patologie. La sua formazione inizia alla nascita e subisce profonde trasformazioni nei primi anni di vita, una fase considerata decisiva per la salute a lungo termine.

Finora la ricerca si è concentrata soprattutto sulla trasmissione microbica dalla madre al neonato e sull’influenza dell’ambiente familiare. Molto meno esplorato, invece, era il contributo dei primi contesti sociali strutturati, come gli asili nido.

Lo studio italiano pubblicato su Nature

A colmare questa lacuna è uno studio condotto dall’Università di Trento, attraverso il Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata (CIBIO), in collaborazione con il Comune di Trento. 

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature e rappresenta uno dei primi lavori a indagare la trasmissione del microbioma nella primissima infanzia in contesti educativi.

Lo studio ha coinvolto 134 partecipanti, tra cui 41 bambini tra i 4 e i 15 mesi, educatori, genitori, fratelli e sorelle e animali domestici. I ricercatori hanno seguito tre nidi d’infanzia per un intero anno educativo, raccogliendo campioni biologici a intervalli regolari.

Grazie al sequenziamento metagenomico e a sofisticate analisi bioinformatiche, è stato possibile identificare non solo le specie batteriche, ma anche i singoli ceppi, osservandone la diffusione tra le persone nel tempo.

I risultati mostrano che, nei primi mesi di frequenza del nido, i bambini presentano microbiomi molto diversi tra loro. Con il passare del tempo, però, iniziano a emergere schemi di condivisione: alla fine dello studio, circa il 20% dei ceppi intestinali risultava condiviso con almeno un altro bambino dello stesso gruppo.

Un elemento rilevante è che questa condivisione avveniva quasi esclusivamente all’interno dello stesso nido, indicando che la prossimità e l’interazione quotidiana sono fattori determinanti.

Un impatto paragonabile a quello della famiglia

Secondo i ricercatori, l’effetto del nido sul microbioma infantile è comparabile a quello dell’ambiente familiare. Nei primi mille giorni di vita, periodo cruciale per la costruzione dell’ecosistema intestinale, il contatto con i coetanei contribuisce in modo sostanziale ad arricchire la diversità batterica.

In alcuni casi è stato possibile seguire il percorso di singoli ceppi batterici, osservandone il passaggio da un bambino a un altro e successivamente ai familiari, a conferma di una rete di trasmissione che va oltre il singolo individuo.


Ti potrebbe interessare anche:


Antibiotici e capacità di recupero

Lo studio ha approfondito anche l’impatto dei trattamenti antibiotici, noti per ridurre temporaneamente la quantità e la varietà dei batteri intestinali. 

Nei bambini osservati, però, la fase successiva alla terapia si è distinta per una maggiore acquisizione di nuovi ceppi microbici, in particolare attraverso il contatto con i coetanei del nido. Un dato che suggerisce come l’ambiente sociale possa favorire il riequilibrio del microbioma dopo un’alterazione farmacologica.

Queste osservazioni rafforzano l’idea che i primi contesti di vita condivisi non siano solo luoghi di crescita educativa, ma anche spazi in cui si costruisce la resilienza biologica dell’intestino

Comprendere i meccanismi di trasmissione e recupero del microbioma nei primi anni di vita potrebbe aprire la strada a nuovi approcci preventivi e terapeutici, basati su interventi mirati e su una gestione più consapevole della salute intestinale in età precoce.

Fonti

Nature  - Sending babies to nursery completely reshapes their microbiomes

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Bambini che escono da una scuola.
Meningite a scuola: scatta l’allerta tra i genitori (ma il rischio è davvero quello che si pensa?)

Meningite a scuola: basta un caso sospetto per far scattare l’allerta tra i genitori. Ma il rischio è davvero così alto? Ecco cosa succede davvero e quando preoccuparsi.

Un uomo con in manco l'Aspirina.
Aspirina e tumori: perché se ne parla di nuovo (e cosa stanno scoprendo adesso)

L’aspirina è studiata da anni, ma oggi qualcosa sta cambiando. Nuovi risultati stanno riaccendendo il dibattito sui tumori. Cosa sta emergendo davvero e per chi può fare la differenza?