In Italia la prevenzione oncologica sta vivendo una trasformazione significativa, spostando il focus dall’ospedale al territorio e portando la diagnosi precoce direttamente sotto casa del cittadino.
Esempi virtuosi arrivano da regioni come il Lazio e la Toscana, che seguono l’esempio dell’Alto Adige, dimostrando come le farmacie non siano più solo un’alternativa, ma diventino il primo punto di riferimento per lo screening del tumore del colon-retto.
Toscana: semplificare per aumentare la partecipazione
In Toscana, l’obiettivo è rafforzare ulteriormente la rete territoriale per superare il gap di partecipazione storicamente più basso rispetto ad altre regioni.
Il problema principale identificato era logistico: la difficoltà di accesso ai presidi sanitari.
Monia Monni, Assessora al Diritto alla Salute, spiega: “Consentire il ritiro del kit in farmacia amplia l’accesso alla prevenzione, grazie a una rete di circa 1.300 presidi, più vicina ai tempi e alle esigenze dei cittadini”.
L’accordo firmato a settembre e rinnovato a inizio 2026 permette ai cittadini di ritirare e restituire il kit direttamente in farmacia, integrando servizi già sperimentati nel 2025, come prenotazioni CUP e vaccinazioni.
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Andrea Giacomelli, presidente di Federfarma Toscana, evidenzia come le farmacie possano contribuire in maniera significativa, sia in termini numerici sia di qualità dei servizi offerti: “La rete delle farmacie – dice – è destinata a diventare un elemento centrale del Servizio sanitario regionale”.
Lazio: numeri che parlano chiaro
Nel Lazio, i dati del 2025 mostrano un’adesione senza precedenti: su 223 mila screening complessivi, 145 mila sono stati effettuati tramite le farmacie locali, pari a quasi i due terzi del totale regionale.
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Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma, sottolinea che “la farmacia resta il punto di accesso preferito per la comodità e la semplicità: il servizio è diretto e senza necessità di prenotazione”.
Il successo laziale si fonda su una strategia comunicativa integrata, che combina lettere d’invito, SMS e email delle ASL, e soprattutto sul ruolo attivo del farmacista.
Gli organizzatori fanno sapere che il kit per il test può essere ritirato direttamente al banco, anche senza invito cartaceo.
Un servizio gratuito, rapido e non invasivo, destinato ai cittadini tra i 50 e i 74 anni, che dimostra come ridurre la burocrazia favorisca un aumento significativo dell’adesione.
Comodità, semplicità e diffusione capillare sono gli ingredienti chiave dietro i risultati record nello screening del colon-retto. In particolare, nelle aree più isolate o marginali, le farmacie rappresentano un valore aggiunto insostituibile, garantendo accesso a prestazioni diagnostiche anche tramite piattaforme digitali, laddove altri presidi sono lontani.
Fonti:
- Ministero della Salute – Screening per il cancro del colon retto
- Ministero della Salute – FAQ - Tumore del colon retto
- Ministero della Salute – Adottato in Conferenza Stato Regioni documento “Assetto istituzionale e funzionamento dell’Osservatorio Nazionale Screening oncologici – ONS”.