Addio punti di sutura: la rivoluzione della chirurgia del colon parte da Bergamo

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 24 Febbraio, 2026

Team di chirurghi che operano

L'eccellenza della chirurgia lombarda segna un traguardo storico: il Policlinico San Marco di Zingonia (Bergamo), parte del Gruppo San Donato, è diventato teatro di una prima mondiale assoluta.

Per la prima volta nell'ambito della chirurgia del colon è stata applicata con successo l'anastomosi magnetica, in questo caso anastomosi intestinale, una tecnica che permette di unire i tessuti senza ricorrere ai tradizionali punti di sutura o alle graffette metalliche.

Il debutto clinico e i protagonisti

La struttura bergamasca è stata infatti selezionata come uno dei soli quattro centri al mondo (insieme ad Amsterdam, Madrid e Santiago del Cile) per partecipare allo studio MagCR Study.

L'obiettivo della ricerca è validare l'efficacia del sistema ideato da Michel Gagner, una vera autorità globale nel campo della chirurgia digestiva e metabolica.

Gli interventi, eseguiti con tecnica laparoscopica mini-invasiva, hanno riguardato due casi clinici distinti ma altrettanto complessi:

  • una emicolectomia destra necessaria per il trattamento di un tumore;
  • una resezione del colon sinistro per risolvere una patologia diverticolare.

A guidare l'équipe medica è stato il Professor Stefano Olmi, responsabile dell’Unità di Chirurgia generale, oncologica e robotica presso il San Marco e docente all'Università Vita-Salute San Raffaele.


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L'operazione si è svolta sotto la supervisione diretta dello stesso Gagner, sancendo il passaggio di questa tecnologia dalla teoria alla pratica clinica d'avanguardia.

Anastomosi magnetica: di cosa si tratta

L'anastomosi magnetica (conosciuta anche come Magnamosis) è una tecnica chirurgica innovativa che utilizza la forza di attrazione tra magneti per creare una connessione (anastomosi) tra due organi cavi, come tratti dell'intestino o vasi sanguigni, senza l'ausilio di suture manuali o punti metallici.

Il principio si basa sulla necrosi da pressione controllata in cui due magneti (solitamente in neodimio-ferro-boro, rivestiti in materiale biocompatibile) vengono posizionati nei segmenti da unire:

  • compressione: i magneti si attraggono, comprimendo le pareti tissutali interposte;
  • ischemia: la pressione induce una necrosi localizzata del tessuto compresso;

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  • rimodellamento: mentre il tessuto centrale decade, i bordi esterni della zona di compressione guariscono fondendosi insieme (fibrosi), creando un lume continuo;
  • espulsione: una volta completata l'anastomosi, i magneti si staccano e vengono solitamente espulsi naturalmente attraverso il tratto gastrointestinale.

Sebbene sia ancora oggetto di studi per alcune specialità, i campi principali sono:

  • chirurgia gastrointestinale: trattamento di stenosi esofagee, bariatrica (bypass) e ricostruzioni del colon;
  • urologia: riconnessione uretrale post-traumatica o post-operatoria;
  • chirurgia vascolare: creazione di fistole arterovenose per emodialisi;
  • pediatria: particolarmente utile nell'atresia esofagea neonatale per evitare interventi invasivi.

Confronto tra tecniche tradizionali e anastamosi magnetica

Il passaggio dalle tecniche meccaniche a quelle magnetiche comporta cambiamenti significativi in quattro aree principali:

Invasività della procedura

Le tecniche tradizionali richiedono solitamente un accesso chirurgico diretto (chirurgia aperta o laparoscopia avanzata) per consentire al chirurgo di manovrare gli strumenti.

Al contrario, l'anastomosi magnetica è spesso mini-invasiva, poiché i magneti possono essere posizionati tramite guide endoscopiche o cateteri.

Sicurezza e tenuta

Con suture e punti metallici, esiste un rischio immediato di deiscenza (apertura della ferita) se i punti non tengono.


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L'approccio magnetico offre una sigillatura progressiva: i tessuti si fondono gradualmente mentre la necrosi da pressione fa il suo corso, creando un'unione spesso più uniforme e robusta.

Permanenza di materiali estranei

Suture e graffette metalliche rimangono permanentemente all'interno dell'organismo, potendo causare nel tempo reazioni da corpo estraneo o granulomi.

I magneti, invece, sono temporanei: una volta che l'anastomosi è completata e il lume è aperto, i dispositivi si staccano e vengono eliminati naturalmente dal corpo.

Precisione e affidabilità

La qualità di una sutura manuale è fortemente operatore-dipendente, legata cioè all'abilità tecnica del chirurgo.

L'anastomosi magnetica è considerata autonivelante, poiché la forza fisica di attrazione tra i due poli garantisce un allineamento automatico e costante dei segmenti da unire.

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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