Dolore all’ascella: quando preoccuparsi?

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Redazione
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Data articolo – 21 Marzo, 2016

Dr. Maurizio Fedi: medico chirurgo a Pistoia.


Ahi che dolore!“. Dove? “All’ascella!“. Non capita spesso, per fortuna, ma quando si verifica, il dolore ascellare può causare un grande fastidio.

Ma quali sono le cause e quando preoccuparsi? Abbiamo rivolto alcune domande al dr. Maurizio Fedi, medico chirurgo, per capire insieme cosa fare nel caso in cui si manifesti il dolore.

Dolore all’ascella: quali possono essere le cause?

Cause del dolore ascellare? Il dolore può avere un’origine traumatica (ad esempio può manifestarsi dopo la depilazione), una causa flogistica, quindi essere legato a un’infiammazione o, da non escludere, una natura neoplastica (e quindi tumorale).

Che tipo di esami fare se compare spesso un dolore alle ascelle?

Sicuramente, in questi casi si consiglia di eseguire una buona valutazione obiettiva e una ecografia.

Linfonodi gonfi e dolore ascellare: parliamo di prevenzione…

Prevenzione? Quando si verificano linfonodi e dolore alle ascelle, è bene che si faccia un controllo periodico del seno (linfonodo sentinella) e degli esami di routine.

Dunque, come sottolineato dallo stesso specialista, il dolore all’ascella non va sottovalutato, perché potrebbe anche essere sintomo di una patologia più grave, come il cancro. La maggior parte delle volte, però, il dolore può essere semplicemente causato da una flogosi ghiandolare, cioè di un’infiammazione circoscritta.

Secondo alcuni studi, nelle donne, il fastidio può presentarsi nel periodo dell’ovulazione e a volte con il ciclo mestruale. Come mai? Si tratta di uno sbalzo ormonale assolutamente fisiologico che causa questo tipo di disturbo.

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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