Dermatite nodulare bovina, nuovo focolaio in Sardegna: è un rischio anche per l'uomo?

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 16 Aprile, 2026

Una mucca

La dermatite nodulare contagiosa dei bovini torna a far parlare di sé in Italia, riaccendendo l’allerta nel comparto zootecnico. Un nuovo focolaio di Lumpy Skin Disease (LSD) è stato individuato nelle campagne di Muravera, nel Sud Sardegna, come riportato dal Bollettino epidemiologico nazionale veterinario.

Il caso, confermato il 14 aprile, coinvolge un allevamento con 148 capi: cinque animali sono risultati infetti e quattro sono morti, già sottoposti alle procedure di abbattimento previste dai protocolli sanitari.

Scopriamo di più.

Un ritorno che riapre una crisi recente

Si tratta, al momento, dell’unico focolaio registrato in Italia nel 2026, ma il precedente recente pesa come un’ombra sul settore.

L’epidemia che aveva colpito l’isola nel 2025 aveva infatti imposto per mesi il blocco della movimentazione dei capi e delle esportazioni, con conseguenze economiche rilevanti per l’intera filiera.

In quel contesto era stata avviata una campagna vaccinale estesa, accompagnata dall’abbattimento di centinaia di animali.

Le restrizioni erano state revocate solo all’inizio del 2026, dopo l’estinzione degli ultimi focolai.


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Il ritorno della malattia riapre ora uno scenario di emergenza sanitaria. Le autorità regionali hanno attivato immediatamente tutte le misure previste:

  • istituzione di una zona di protezione nel raggio di 25 chilometri dal focolaio e di una zona di controllo fino a 50 chilometri;
  • rafforzamento dei controlli;
  • restrizioni alla movimentazione del bestiame.

È stato, inoltre, disposto l’abbattimento degli animali coinvolti e sono in corso verifiche negli allevamenti limitrofi per delimitare con precisione l’area interessata.

Regione: “Situazione sotto controllo”

Dalla Regione Sardegna fanno sapere che la situazione è “sotto controllo” e costantemente monitorata in coordinamento con il Ministero della Salute e le autorità sanitarie competenti.

Parallelamente, è stata richiesta la convocazione del tavolo permanente dedicato alla gestione della dermatite nodulare bovina, con l’obiettivo di garantire una risposta tempestiva e coordinata.

Sul fronte degli operatori agricoli cresce, però, la preoccupazione. Il timore è che si possa ripetere quanto accaduto nei mesi scorsi, con pesanti ripercussioni economiche e gestionali per gli allevamenti.

Alcune organizzazioni di settore denunciano ritardi negli indennizzi legati alle precedenti restrizioni, evidenziando il rischio che le aziende già provate possano trovarsi nuovamente esposte senza adeguate garanzie.

Cos’è la Lumpy Skin Disease e come si diffonde

La dermatite bovina è una malattia virale che colpisce esclusivamente i bovini, sia domestici sia selvatici, e non è trasmissibile all’uomo.

È causata da un virus appartenente alla famiglia dei Poxvirus, la stessa del vaiolo.

Oltre agli insetti, il virus può viaggiare attraverso la movimentazione illegale di capi o, meno frequentemente, tramite vettori trasportati dal vento dalle coste nordafricane.

Per quanto riguarda il rapporto con l’essere umano, non esistono prove di infezione né attraverso il contatto diretto con animali malati, né tramite la manipolazione dei capi infetti, né attraverso il consumo di carne o derivati.

Questo significa che la malattia non rappresenta un rischio sanitario per le persone, ma resta invece altamente rilevante dal punto di vista veterinario ed economico, per le conseguenze che può avere sugli allevamenti e sulle restrizioni imposte alla filiera.Una mucca

La diffusione avviene principalmente attraverso insetti ematofagi come zanzare, mosche e zecche, mentre il contagio diretto tra animali è meno frequente.

Dopo un periodo di incubazione che varia da una a quattro settimane, la malattia si manifesta con sintomi evidenti: febbre elevata, riduzione della produzione di latte, perdita di appetito, edema agli arti e la comparsa di noduli cutanei diffusi su tutto il corpo.

Queste lesioni possono persistere per mesi e lasciare cicatrici permanenti sugli animali colpiti.

La gestione dei focolai richiede misure rigorose di biosicurezza. Oltre all’abbattimento degli animali infetti, vengono imposte restrizioni alla movimentazione dei bovini e il blocco degli allevamenti coinvolti.

Fondamentale è la disinfezione di mezzi, attrezzature e indumenti, insieme al monitoraggio costante degli animali e alla vaccinazione preventiva dove prevista.

Le conseguenze economiche per la filiera agroalimentare possono essere rilevanti, soprattutto nelle aree già colpite da precedenti emergenze.

Origine e diffusione in Europa

Endemica nell’Africa subsahariana, la malattia è arrivata in Europa nel 2015 attraverso la Turchia, diffondendosi poi in diversi Paesi dell’Est europeo e in Grecia.

L’Italia era rimasta indenne fino al 2025, quando i primi focolai erano stati segnalati tra Sardegna e Lombardia.

Resta ora da chiarire l’origine del nuovo episodio di Muravera. Tra le ipotesi al vaglio delle autorità sanitarie c’è quella di un’introduzione del virus dall’esterno, ma saranno gli accertamenti in corso a definire con precisione la dinamica del contagio.

Nel frattempo, nelle campagne sarde torna un clima di forte apprensione, mentre il sistema di sorveglianza viene rafforzato per evitare una nuova diffusione su larga scala.

Fonti:

Ministero della SaluteDermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease - LSD)

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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