Dolcezza senza picchi glicemici: ecco lo zucchero del futuro

Arianna Bordi | Autrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
Autrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello

Data articolo – 13 Gennaio, 2026

Primo piano di uova, farina e soprattutto una ciotola con lo zucchero su un tavolo per fare un dolce

Si è sempre alla ricerca di qualcosa che abbia lo stesso sapore dello zucchero, ma senza causare carie, obesità o diabete; dalla saccarina alla stevia, i sostituti non sono mancati, ma spesso il sapore o la consistenza lasciavano a desiderare.

Una ricerca della Tufts University suggerisce che la soluzione potrebbe arrivare dal tagatosio, uno zucchero naturale che sembra finalmente aver risolto l'enigma.

Che cos'è il tagatosio?

Non è un'invenzione chimica, ma uno zucchero rarissimo presente in natura: si trova in minime tracce (meno dello 0,2%) in frutti come mele e arance, o nei prodotti caseari come yogurt e formaggi.

Il tagatosio si distingue dallo zucchero tradizionale per diverse caratteristiche fondamentali: innanzitutto, pur offrendo una dolcezza quasi identica (pari al 92% di quella del saccarosio), garantisce un risparmio calorico notevole, con circa il 60% di calorie in meno.

Dal punto di vista della salute, il suo impatto è notevole, perché, a differenza dello zucchero comune, ha effetti minimi sulla glicemia e sui livelli di insulina, risultando ideale per chi soffre di diabete.

Inoltre, non solo evita la formazione di carie, ma agisce attivamente per favorire i batteri "buoni" del cavo orale e non viene assorbito tutto subito: infatti, gran parte arriva nel colon dove funge da prebiotico, nutrendo la flora batterica intestinale.


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Infine, è un alleato perfetto in cucina poiché, a differenza di molti dolcificanti sintetici, mantiene le stesse proprietà fisiche dello zucchero, inclusa la capacità di caramellare e diventare bruno con il calore.

Essendo, però, così difficile da estrarre, fino ad ora è stato troppo costoso per il mercato di massa.

La svolta dei ricercatori

Il team di ricerca invece di cercarlo nei frutti, hanno "istruito" dei comuni batteri (E. coli) a fabbricarlo per noi:

  • il processo: i ricercatori hanno inserito nei batteri un enzima speciale derivato da una muffa;
  • il meccanismo: i batteri ora mangiano il comune glucosio (economico e abbondante) e lo trasformano in tagatosio;
  • l'efficienza: mentre i vecchi metodi faticavano, questa nuova tecnica raggiunge una resa del 95%, rendendo la produzione finalmente sostenibile.

I ricercatori hanno creato un "prototipo" di batterio E. coli che funziona come un sistema di montaggio:

  1. materia prima: glucosio (economico);
  2. resa teorica: un incredibile 94,9% (quasi tutto il glucosio diventa zucchero raro);
  3. produzione attuale: in questa fase di test hanno ottenuto circa 10,5 g/L di galattosio e 1 g/L di tagatosio.

Superare gli ultimi ostacoli

Perché si produce ancora così poco tagatosio rispetto al galattosio? Il problema è una barriera termodinamica: la natura tende a "tornare indietro".

Per risolvere il problema, lo studio suggerisce tre mosse future:

  • calore: usare temperature più alte per spingere la reazione;
  • batteri "corazzati": usare enzimi che resistono al calore (termostabili);
  • esportazione cellulare: modificare i batteri affinché "espellano" lo zucchero appena prodotto, impedendo che venga riassorbito o bloccato internamente.

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Il metodo di "inversione" e l'uso di enzimi così specifici potranno essere usati per produrre altri zuccheri rari (come l'allulosio) o molecole benefiche che oggi sono troppo costose da produrre.

In breve, è stato trovato il "manuale d'istruzioni" per trasformare lo zucchero comune in alternative salutari in modo economico e scalabile.

Fonti:

Cell Reports Physical Science - Reversal of the Leloir pathway to promote galactose and tagatose synthesis from glucose

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