Le ondate di calore spingono molte persone a cercare sollievo sotto un getto d'acqua molto fredda. Succede soprattutto durante l'estate, in casa o dopo essere stati all'aperto, con l'idea di abbassare rapidamente la temperatura corporea.
Eppure medici e istituzioni sanitarie invitano alla cautela: lo sbalzo termico può attivare risposte fisiologiche che non sempre aiutano l'organismo a disperdere il calore.
Perché il caldo mette così tanto sotto pressione il nostro organismo
Quando la temperatura esterna aumenta, il corpo cerca di mantenere costanti i suoi circa 37°C attraverso un sistema di termoregolazione estremamente sofisticato. Il principale meccanismo di difesa è la sudorazione: evaporando dalla pelle, il sudore sottrae calore all'organismo.
Il problema nasce quando l'aria è molto umida o le temperature restano elevate per giorni consecutivi. In queste condizioni il sudore evapora con maggiore difficoltà e il corpo fatica a raffreddarsi. È proprio questo il meccanismo che può favorire disidratazione, crampi, esaurimento da calore e, nei casi più gravi, colpo di calore.
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Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2000 e il 2019 il caldo è stato associato a circa 489.000 decessi ogni anno nel mondo, mentre l'esposizione alle temperature estreme è in costante aumento a causa dei cambiamenti climatici.
Perché una doccia gelata può ottenere l'effetto opposto
L'impressione iniziale è quella di un sollievo immediato. La pelle si raffredda in pochi secondi e la sensazione di calore diminuisce.
La questione, però, è un'altra.
Quando l'acqua è molto fredda, i vasi sanguigni superficiali tendono a restringersi attraverso un processo chiamato vasocostrizione. È una risposta automatica del sistema nervoso: il corpo interpreta il freddo come una possibile dispersione eccessiva di calore e cerca di conservarlo.
È un po' come chiudere le finestre di una casa proprio quando si vorrebbe far uscire l'aria calda.
Il risultato è che arriva meno sangue alla superficie della pelle, cioè proprio dove il calore dovrebbe essere disperso. La sensazione di fresco può quindi essere intensa ma relativamente breve, mentre il raffreddamento dell'organismo non è necessariamente più efficace.
Va detto che questo effetto è ancora più marcato se si passa improvvisamente da un ambiente con oltre 35 °C a una doccia quasi ghiacciata.
I possibili rischi degli sbalzi termici
Per una persona sana una doccia fredda non rappresenta generalmente un pericolo grave. Tuttavia, quando il corpo è già sottoposto a un forte stress da calore, il brusco cambiamento di temperatura può provocare reazioni indesiderate.
Tra quelle più comuni:
- vasocostrizione improvvisa con riduzione della dispersione del calore;
- aumento temporaneo della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca;
- possibile malessere nei soggetti con patologie cardiovascolari;
- sensazione di freddo che porta, subito dopo, a percepire nuovamente caldo intenso.
Eppure il rischio non riguarda tutti allo stesso modo. Anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza e persone con malattie cardiovascolari, respiratorie, diabete o insufficienza renale sono le categorie considerate più vulnerabili durante le ondate di calore dal Ministero della Salute.
Meglio acqua tiepida o fresca?
La risposta della fisiologia è meno intuitiva di quanto si possa immaginare.
Una doccia tiepida o moderatamente fresca, anziché gelata, tende a raffreddare il corpo senza provocare una marcata vasocostrizione. In pratica consente di eliminare il calore accumulato in modo più graduale, evitando uno shock termico.
Non è un caso che anche le raccomandazioni dell'OMS suggeriscano di utilizzare docce o bagni freschi, senza fare riferimento all'acqua ghiacciata come strategia contro il caldo estremo.
Anche il Ministero della Salute, nelle indicazioni per affrontare le ondate di calore, invita a rinfrescarsi frequentemente con acqua fresca, ricordando che il controllo della temperatura corporea dipende soprattutto dall'idratazione, dall'evitare l'esposizione nelle ore più calde e dal permanere in ambienti freschi.
Ci sono situazioni in cui la doccia fredda può andare bene?
Sì. Il messaggio non è che l'acqua fredda sia sempre dannosa.
Se la temperatura dell'acqua è semplicemente fresca e non provoca un forte shock termico, molte persone la trovano piacevole e benefica. Inoltre, dopo un'attività sportiva intensa, applicazioni locali di freddo possono essere utilizzate per favorire il recupero muscolare, anche se si tratta di un contesto completamente diverso rispetto alla gestione del caldo ambientale.
Resta il fatto che la "doccia ghiacciata" spesso raccontata sui social come rimedio universale contro l'afa non trova un sostegno altrettanto solido nelle raccomandazioni delle principali autorità sanitarie.
Ciò non toglie che esista una componente soggettiva: alcune persone tollerano bene temperature dell'acqua molto basse, altre avvertono immediatamente brividi, tachicardia o fastidio. La percezione individuale, però, non modifica il funzionamento della termoregolazione.
Come rinfrescarsi davvero durante un'ondata di calore
Più che cercare il raffreddamento istantaneo, è utile aiutare il corpo a disperdere il calore nel tempo.
Le strategie consigliate comprendono:
- bere acqua con regolarità anche prima di avvertire sete;
- fare docce fresche o tiepide anziché gelate;
- indossare abiti leggeri e traspiranti;
- evitare attività fisica nelle ore centrali della giornata;
- trascorrere alcune ore in ambienti climatizzati o naturalmente freschi.
A conti fatti, la differenza la fanno soprattutto questi comportamenti ripetuti durante tutta la giornata, molto più della temperatura dell'acqua della doccia.
La prossima estate sarà probabilmente ancora caratterizzata da episodi di caldo intenso sempre più frequenti. Comprendere come reagisce il nostro organismo permette di scegliere strategie in gradi di offrire un sollievo reale, evitando quei rimedi che sembrano efficaci nell'immediato ma che, dal punto di vista fisiologico, possono rivelarsi meno vantaggiosi del previsto.
Fonti:
- Ministero della Salute – Ondate di calore, i rischi per la salute
- WHO – Heat and health
- Ministero della Salute – Ondate di calore, chi rischia di più
- Ministero della Salute – Ondate di calore, livelli di rischio, cosa fare
- WHO – #KeepCool in the heat