Disabilità over 70: INPS cambia regole dal 1° giugno 2026

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 29 Maggio, 2026

Il sito dell'INPS

Dal 1° giugno 2026 l’INPS introduce nuove istruzioni operative per il riconoscimento della disabilità e dell’invalidità civile per gli over 70, con procedure differenziate tra territori in sperimentazione e resto d’Italia.

Le indicazioni, contenute nel messaggio n. 1750 del 27 maggio 2026, definiscono la fase transitoria della riforma prevista dal decreto legislativo 62/2024 e dal decreto-legge 19/2026. Il sistema coinvolge medici certificatori, cittadini e patronati, con l’obiettivo di semplificare il percorso per gli anziani con patologie croniche e perdita di autonomia.

La nuova fase della riforma disabilità per gli over 70

Il punto di svolta arriva con una comunicazione tecnica, ma dal peso operativo notevole. L’INPS chiarisce come dovranno essere gestite le domande per il riconoscimento della disabilità nelle persone con almeno 70 anni, in una fase transitoria che precede la piena applicazione della riforma.

Il quadro normativo si innesta su due livelli:

  • da un lato il decreto legislativo 62/2024, che ridisegna l’intero sistema di accertamento della disabilità;
  • dall’altro il decreto-legge 19/2026 convertito nella legge 50/2026, che introduce una disciplina specifica per gli anziani.

Il cosiddetto Milleproroghe 2026 ha, inoltre, spostato alcune scadenze: la sperimentazione per gli anziani al 1° gennaio 2027 e l’entrata a regime nazionale al 1° gennaio 2028.

Secondo l’INPS, “la gestione degli over 70 richiede una modulazione distinta della procedura in base alle condizioni cliniche e al territorio di riferimento”, si legge nelle istruzioni operative.

Certificato medico introduttivo: il nuovo snodo centrale

Tutto parte dal certificato medico introduttivo. È qui che il sistema INPS effettua la prima distinzione automatica, riconoscendo l’età dell’assistito tramite codice fiscale.

Nei territori coinvolti dalla sperimentazione, il medico certificatore dovrà compilare due campi aggiuntivi:

  • presenza di patologie croniche;
  • perdita progressiva di autonomia funzionale.

Una scelta che determina il percorso successivo.

Se entrambe le condizioni risultano presenti, si attiva la procedura tradizionale: certificato medico più domanda amministrativa da presentare entro 90 giorni.


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Se, invece, anche una sola condizione non è soddisfatta, il certificato diventa sufficiente per avviare direttamente l’iter, senza ulteriori passaggi burocratici.

Un cambiamento che, nelle intenzioni del legislatore, punta a ridurre tempi e ridondanze procedurali.

Vecchia e nuova procedura: quando cambia davvero l’iter

La distinzione tra vecchio e nuovo sistema non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Nei fatti, il cittadino over 70 può trovarsi davanti a due percorsi diversi a seconda della provincia.

Nel regime tradizionale resta obbligatoria la domanda amministrativa, che può essere presentata tramite SPID, CIE o CNS, oppure con l’aiuto dei patronati e delle associazioni di categoria come ANMIC, ENS, UIC o ANFFAS.

Nel nuovo schema, invece, il certificato medico introduttivo diventa l’unico atto necessario per avviare la valutazione. Un’impostazione che richiama alcune sperimentazioni europee sulla semplificazione amministrativa sanitaria, come quelle descritte nel lavoro di Barnay et al., Health Policy, dove la riduzione dei passaggi burocratici è associata a un aumento dell’accesso ai servizi.

Il punto è proprio questo: meno passaggi, almeno sulla carta, per chi presenta fragilità cliniche legate all’età.

Il nuovo iter abbandona il criterio puramente percentuale dell'invalidità. Il sistema adotta la classificazione internazionale ICF per valutare l'impatto delle barriere ambientali sulla persona.

Il ruolo dei medici e il nodo della valutazione clinica

Va detto che il peso della riforma ricade in larga parte sui medici certificatori. Sono loro a dover valutare condizioni complesse come la cronicità e la perdita progressiva di autonomia, elementi non sempre immediatamente codificabili.

A supporto, l’INPS ha predisposto un tutorial operativo allegato al messaggio 1750, con indicazioni pratiche per la compilazione del certificato. Un tentativo di standardizzare valutazioni che, nella pratica clinica, restano altamente variabili.

Territori coinvolti e disomogeneità della riforma

La riforma non si applica in modo uniforme. Le province coinvolte nella sperimentazione includono gran parte del Nord e Centro Italia, con estensioni progressive anche al Sud e alle isole.Delle persone anziane in attesa dal medico

Tra le aree interessate figurano grandi centri come:

  • Milano;
  • Roma;
  • Torino;
  • Bologna,

Ma anche province più piccole come:

  • Isernia;
  • Sondrio;
  • Campobasso.

Una distribuzione ampia che rende il sistema inevitabilmente disomogeneo nella fase iniziale.

Ciò non toglie che, nei territori esclusi dalla sperimentazione, continueranno a valere integralmente le vecchie regole per tutti i richiedenti, indipendentemente dall’età.

Una situazione che rischia di generare una doppia velocità amministrativa, almeno fino al completamento della fase transitoria prevista per il 2027/2028.

Verso una semplificazione o una nuova complessità?

A conti fatti, la riforma della disabilità per gli over 70 si muove su un equilibrio delicato. Da una parte la semplificazione dell’accesso, dall’altra una maggiore complessità interpretativa per i medici e una fase transitoria che non aiuta la chiarezza.

Il sistema INPS prova a ridurre i passaggi burocratici, ma introduce variabili territoriali e cliniche che richiedono attenzione. Non è un dettaglio secondario.

Il futuro della riforma dipenderà proprio da questo: riuscire a uniformare criteri e procedure senza appesantire il lavoro dei professionisti sanitari né creare disparità tra cittadini.

Nel frattempo, il 1° giugno 2026 segna un passaggio operativo concreto. Un banco di prova, più che un punto di arrivo, per una delle riforme più complesse del sistema welfare italiano.

Fonti:

  • INPSIstruzioni operative per l’avvio del procedimento di riconoscimento della condizione di disabilità ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n.104, e per l’accesso alle prestazioni di invalidità civile da parte di soggetti di età pari o superiore a 70 anni
  • Science DirectPredictors of filing claims and receiving compensation in malignant mesothelioma patients
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