Christian Eriksen e il nuovo malore in campo: come funziona il dispositivo che gli ha salvato la vita

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 12 Giugno, 2026

Un uomo che si mette una mano sul petto, in prossimità del cuore

Quando Christian Eriksen si è accasciato nuovamente sul terreno di gioco durante una recente amichevole internazionale, molti tifosi hanno rivissuto le immagini drammatiche degli Europei del 2021. In quell'occasione il calciatore danese fu colpito da un arresto cardiaco in diretta televisiva e venne rianimato sul campo.

Dopo quell'evento, i medici decisero di impiantargli un defibrillatore cardiaco automatico, noto come ICD (Implantable Cardioverter Defibrillator). Secondo quanto dichiarato dallo stesso Eriksen sui social network, il dispositivo ha funzionato esattamente come previsto, permettendogli di superare anche questo nuovo episodio.

Che cos'è un ICD

L'ICD è un piccolo dispositivo elettronico simile a un pacemaker. Viene impiantato sotto la pelle, generalmente nella zona sotto la clavicola, e collegato al cuore tramite sottili elettrocateteri.

La sua funzione è monitorare continuamente il ritmo cardiaco. Se rileva un'aritmia potenzialmente letale, può intervenire nel giro di pochi secondi inviando impulsi elettrici o, nei casi più gravi, una scarica più intensa in grado di riportare il cuore a un ritmo normale.


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È importante sottolineare che il dispositivo non impedisce l'insorgenza delle aritmie. Piuttosto, agisce come una rete di sicurezza, pronta a intervenire quando il problema si manifesta.

Perché alcune persone ne hanno bisogno

I defibrillatori impiantabili vengono utilizzati soprattutto nei pazienti che hanno già subito un arresto cardiaco o che presentano un rischio elevato di sviluppare aritmie gravi.

Tra questi rientrano persone con determinate malattie ereditarie del cuore, patologie del muscolo cardiaco, precedenti infarti o disturbi del sistema elettrico che regola il battito cardiaco.

Per molti pazienti l'ICD rappresenta una protezione fondamentale contro eventi che potrebbero avere conseguenze fatali.

Si può perdere conoscenza anche con il dispositivo?

La presenza di un ICD non rende completamente immuni da svenimenti o malori. Se un'aritmia compare all'improvviso, il flusso di sangue diretto al cervello può diminuire prima che il dispositivo riesca a intervenire.

Inoltre, non tutti gli episodi di perdita di coscienza dipendono necessariamente da un'aritmia. Disidratazione, infezioni, cali di pressione o alcuni farmaci possono provocare sintomi simili anche in presenza di un cuore che mantiene un ritmo regolare.

Per questo motivo, dopo ogni episodio, i medici effettuano controlli approfonditi per capire esattamente cosa sia accaduto.

Gli accertamenti dopo un episodio

Quando un ICD entra in funzione, i cardiologi possono analizzare i dati registrati dal dispositivo. Le moderne tecnologie consentono infatti di memorizzare informazioni dettagliate sul ritmo cardiaco prima, durante e dopo l'evento.

A questi controlli si aggiungono spesso elettrocardiogramma, esami del sangue ed ecocardiogramma, utili per individuare eventuali fattori scatenanti o cambiamenti nella condizione cardiaca del paziente.

Lo sport è ancora possibile?

Il caso di Eriksen dimostra come molti pazienti dotati di ICD possano continuare a svolgere una vita attiva e, in alcuni casi, persino attività sportive di alto livello.

Tuttavia, gli atleti che convivono con questi dispositivi richiedono un monitoraggio costante. Durante uno sforzo intenso il cuore accelera naturalmente e distinguere un'attività fisica normale da un'aritmia può diventare più complesso anche per le tecnologie più avanzate.

Per questo motivo i controlli periodici rimangono fondamentali.

Una protezione preziosa, ma non una cura definitiva

Il percorso di Christian Eriksen rappresenta uno degli esempi più noti di ciò che la moderna cardiologia è in grado di offrire. Il defibrillatore impiantabile non elimina la malattia cardiaca alla base del problema, ma fornisce una protezione che può fare la differenza tra la vita e la morte.

Il recente episodio ricorda che questi dispositivi non rendono invulnerabili, ma possono consentire a molte persone, compresi atleti professionisti, di continuare a vivere e lavorare con un livello di sicurezza molto più elevato.

Fonti:

ScienceAlert - Christian Eriksen Collapsed Again. Here's How a Tiny Heart Device Did Its Job. 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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