Fare sport quando le temperature iniziano a salire può mettere il corpo sotto forte stress, anche nelle persone allenate. Secondo gli specialisti di Mass General Brigham, il rischio di sviluppare disturbi legati al caldo viene spesso sottovalutato, soprattutto durante allenamenti intensi all’aperto. Per questo motivo i medici invitano atleti, allenatori e semplici appassionati di fitness a prestare maggiore attenzione ai segnali del corpo e alle condizioni ambientali.
Perché il caldo mette il corpo sotto pressione
Durante l’attività fisica il corpo produce naturalmente calore e utilizza il sudore per raffreddarsi. Quando però la temperatura esterna aumenta, questo sistema diventa meno efficace e l’organismo deve lavorare molto di più per mantenere stabile la temperatura interna. La conseguenza può essere una progressiva disidratazione accompagnata da perdita di sali minerali.
Potrebbe interessarti anche:
- Il malore di Sinner: c’è un legame tra capelli rossi e resistenza al caldo?
- Crioterapia e dolore: lo studio che mette in dubbio il ghiaccio
- 7 bevande da bere prima di allenarsi per migliorare performance
La specialista in medicina sportiva Sarah Eby spiega che ogni persona ha una tolleranza diversa al caldo e che il corpo deve essere “allenato” gradualmente alle alte temperature. Per questo motivo consiglia di aumentare l’intensità degli allenamenti poco alla volta, evitando sforzi eccessivi nei primi giorni più caldi.
Chi non è abituato, infatti, potrebbe soffrire molto l’aumento della temperatura corporea dato dall’allenamento, specie in questa stagione.
Dai crampi al colpo di calore: i sintomi da non ignorare
Gli esperti descrivono le malattie legate al caldo come un processo progressivo. Si parte dai crampi muscolari, spesso alle gambe o all’addome, fino ad arrivare all’esaurimento da calore, che può causare sudorazione intensa, debolezza, nausea e vertigini. Nei casi più gravi si può verificare il colpo di calore, una condizione potenzialmente mortale associata a una temperatura corporea superiore ai 40 gradi.
In presenza dei primi sintomi è importante interrompere subito l’attività fisica, spostarsi all’ombra, togliere eventuali indumenti pesanti e bere acqua o bevande sportive. Se compaiono febbre, vomito, perdita di coscienza o i sintomi non migliorano entro un’ora, i medici raccomandano di rivolgersi immediatamente ai soccorsi.
L’idratazione resta la difesa più importante
Secondo gli specialisti, bere regolarmente è la strategia più efficace per prevenire problemi durante l’allenamento estivo. Le linee guida citate nell’articolo suggeriscono di assumere tra 17 e 20 once d’acqua alcune ore prima dell’esercizio, circa 8 once durante il riscaldamento e altre piccole quantità ogni 15-20 minuti durante l’attività fisica.
La temperatura dell’acqua, però, dev’essere comunque adeguata, evitando sbalzi termici che possano causare congestioni.
Anche l’orario dell’allenamento può fare la differenza. Gli esperti consigliano di evitare le ore centrali della giornata, preferendo mattina presto o sera, e di utilizzare abiti chiari, leggeri e traspiranti. Fondamentale anche controllare il cosiddetto “indice di calore”, cioè la temperatura percepita che tiene conto dell’umidità: già sopra quota 80 occorre iniziare a fare attenzione, mentre oltre 90 aumenta sensibilmente il rischio di disturbi legati al caldo.
Fonti:
Mass General Brigham - Exercising in the Heat: How to Stay Safe