Cambiano le visite fiscali: cosa sapere per evitare problemi

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 18 Maggio, 2026

Dettaglio di un medico in camice bianco e stetoscopio mentre scrive con una penna su un modulo sopra una cartella clinica a molla

Dal 2026 il sistema delle visite fiscali entra in una nuova fase: la Legge di Bilancio introduce un rafforzamento dei controlli sulle assenze per malattia, con l’obiettivo di rendere le verifiche più rapide, uniformi e diffuse su tutto il territorio nazionale.

Al centro della riforma c’è il ruolo dell’Inps, chiamato a gestire un numero crescente di certificati medici in un contesto che, negli ultimi anni, ha registrato un aumento costante delle giornate di malattia dichiarate dai lavoratori dipendenti.

I dati più recenti dell’Osservatorio sul Polo unico di tutela della malattia mostrano, infatti, una crescita significativa delle comunicazioni inviate all’Istituto previdenziale.

Solo nella seconda metà del 2025 sono stati trasmessi oltre 14 milioni di certificati medici, con un incremento del 2,8% rispetto all’anno precedente. In aumento anche le visite fiscali domiciliari, arrivate vicino a quota 400mila, segnando un +3,7% rispetto al 2024. La parte più consistente delle certificazioni continua a provenire dal settore privato, che rappresenta circa il 78% del totale.

Più controlli sulle assenze per malattia

La nuova impostazione punta a rafforzare l’attività ispettiva dell’Inps attraverso un ampliamento del numero di medici incaricati delle visite domiciliari.

L’intenzione dichiarata è quella di ridurre le assenze irregolari e migliorare la capacità di verifica nei casi considerati più critici, soprattutto nei periodi in cui le aziende registrano picchi di assenze concentrate.

Accanto al potenziamento del personale sanitario, la manovra accelera anche sul fronte tecnologico. Diventa, infatti, operativo il nuovo sistema integrato nella Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd), uno strumento che consentirà ai datori di lavoro di inoltrare richieste di controllo in modo più diretto e veloce.


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L’obiettivo è abbreviare i tempi delle verifiche e rendere più immediata la comunicazione tra imprese e Inps.

Orari delle visite fiscali uguali per pubblico e privato

Una delle novità più rilevanti riguarda le fasce di reperibilità. Dal 2026 non ci saranno più differenze tra dipendenti pubblici e privati: gli orari diventano identici per tutti.

I lavoratori assenti per malattia dovranno, quindi, essere reperibili presso il domicilio indicato nelle fasce comprese tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19, inclusi sabati, domeniche e giorni festivi.

La scelta recepisce anche gli orientamenti giurisprudenziali maturati negli ultimi anni, compresa una pronuncia del Tar del Lazio che aveva evidenziato la necessità di superare le disparità esistenti tra i diversi comparti lavorativi.

Quando è possibile assentarsi durante la malattia

L’obbligo di reperibilità non impedisce al lavoratore di uscire di casa in presenza di motivazioni documentabili.

Restano, infatti, consentiti gli spostamenti legati a:

  • visite specialistiche;
  • esami clinici;
  • terapie;
  • altri accertamenti sanitari collegati al percorso di cura.

Primo piano di uno schermo che mostra il sito web ufficiale dell'INPS, con il logo in evidenza e la barra di navigazione superiore.

In questi casi, la differenza tra un’assenza giustificata e una violazione delle regole dipende dalla possibilità di dimostrare lo spostamento attraverso documentazione medica o certificazioni ufficiali.

I casi di esenzione dalle visite fiscali

La normativa continua inoltre a prevedere alcune categorie esonerate dall’obbligo di reperibilità.

Tra queste rientrano i lavoratori affetti da patologie gravi che richiedono terapie salvavita, i soggetti con invalidità riconosciuta pari o superiore al 67% e i dipendenti assenti a causa di infortuni sul lavoro o malattie professionali.

Resta comunque all’Inps la facoltà di effettuare verifiche documentali o ulteriori accertamenti sanitari nei casi ritenuti necessari.

Come funziona la procedura per il certificato medico

Non cambiano, invece, le modalità di trasmissione della malattia. Il medico curante deve inviare il certificato telematico all’Inps entro il giorno successivo all’inizio dell’assenza lavorativa.

Successivamente, spetta al dipendente comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo associato alla pratica.

Attraverso questo codice l’azienda può verificare direttamente sul portale previdenziale la presenza del certificato e la durata dell’assenza dichiarata.

Cosa rischia chi non è reperibile

La mancata presenza alla visita fiscale senza una motivazione valida può avere conseguenze economiche e disciplinari anche rilevanti.

Le sanzioni possono partire dalla perdita dell’indennità di malattia per alcuni giorni fino alla riduzione del trattamento economico nei casi ripetuti o considerati particolarmente gravi.

Oltre all’aspetto sanitario, il rafforzamento dei controlli viene considerato anche uno strumento di gestione organizzativa per le aziende.

Le assenze improvvise o concentrate in periodi strategici, come ponti e festività, possono infatti incidere sulla produttività interna e generare costi aggiuntivi legati alla sostituzione del personale.

Un sistema più rigido ma anche più uniforme

Le modifiche introdotte dal 2026 segnano, quindi, un cambio di passo nel sistema delle visite fiscali.

L’obiettivo del governo è costruire un modello più uniforme, digitalizzato e capace di intervenire in tempi più rapidi, cercando allo stesso tempo di bilanciare il diritto alla tutela della salute con la necessità di limitare comportamenti scorretti.

In un contesto in cui i certificati medici continuano ad aumentare anno dopo anno, il rafforzamento dei controlli rappresenta una delle principali leve con cui l’Inps tenterà di contenere gli abusi e migliorare l’efficienza delle verifiche.

Fonti:

  • INPSPolo unico di tutela della malattia: terzo e quarto trimestre 2025
  • INPSIndennità di malattia/degenza ospedaliera e visite mediche di controllo
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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