Aspirina® e ibuprofene possono davvero influenzare il rischio di tumore dell’endometrio?

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 21 Gennaio, 2026

Medico che indica i risultati di un'ecografia accanto a un modello anatomico dell'utero

Negli ultimi anni, l’interesse scientifico verso il possibile ruolo dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) nella prevenzione oncologica è cresciuto in modo significativo.

Aspirina® e ibuprofene, tra i medicinali più utilizzati al mondo, sono al centro di numerosi studi che cercano di capire se la loro azione antinfiammatoria possa tradursi anche in un effetto protettivo contro alcuni tipi di tumore.

Uno studio recente, basato sui dati del PLCO Trial (Prostate, Lung, Colorectal and Ovarian Cancer Screening Trial), ha analizzato il possibile legame tra uso di aspirina e ibuprofene e rischio di carcinoma dell’endometrio, una delle neoplasie ginecologiche più diffuse nei Paesi occidentali.

Ecco cosa è stato scoperto.

Tumore dell’endometrio: il ruolo dell’infiammazione

Il tumore dell’endometrio ha origine dal rivestimento interno dell’utero ed è fortemente influenzato da fattori ormonali, metabolici e infiammatori.

Obesità, sindrome metabolica, diabete e iperestrogenismo sono condizioni che condividono un comune denominatore: uno stato infiammatorio cronico di basso grado.

È proprio qui che si inserisce lo studio: aspirina e ibuprofene agiscono inibendo gli enzimi COX (cicloossigenasi), coinvolti nella produzione delle prostaglandine, molecole chiave nei processi infiammatori e nella proliferazione cellulare.

La ricerca ha utilizzato i dati di oltre 42.000 donne inserite in uno dei più ampi studi di popolazione mai condotti negli Stati Uniti: le partecipanti sono state seguite per circa 12 anni, durante i quali sono state raccolte informazioni dettagliate su:

  • uso di aspirina e ibuprofene;
  • frequenza e quantità di assunzione;
  • storia clinica e fattori di rischio noti;
  • incidenza di carcinoma endometriale.

Potrebbe interessarti anche:


Si tratta di uno studio osservazionale prospettico, un approccio che consente di valutare associazioni su larga scala, pur senza poter stabilire un rapporto di causa-effetto diretto.

L’ibuprofene abbassa il rischio di cancro dell’endometrio?

Il dato più interessante, tra quelli emersi, riguarda l’ibuprofene: le donne che ne facevano un uso frequente, definito come 30 o più compresse al mese, mostravano un rischio significativamente più basso di sviluppare tumore dell’endometrio rispetto a chi ne faceva un uso occasionale o nullo.

L’associazione rimaneva significativa anche dopo aver corretto i risultati per numerosi fattori confondenti, come età, indice di massa corporea, fumo, uso di terapia ormonale e condizioni metaboliche.

Un aspetto rilevante risiede nel fatto che l’effetto protettivo dell’ibuprofene appariva particolarmente evidente nelle donne con una storia di malattie cardiovascolari, suggerendo un possibile legame tra infiammazione sistemica, rischio cardiovascolare e carcinogenesi endometriale.

Diverso il discorso per l’aspirina®: a differenza di quanto osservato per altri tumori (come il colon-retto), nello studio non è emersa un’associazione significativa tra uso di aspirina e riduzione del rischio di carcinoma endometriale nella popolazione complessiva.

Persona che estrae una compressa da un blister di medicinali

Questo non significa che l’aspirina sia “inefficace”, ma piuttosto che il suo meccanismo d’azione, il dosaggio abituale e le modalità di utilizzo potrebbero non incidere in modo rilevante sui processi biologici specifici che portano allo sviluppo di questo tipo di tumore.

Possibili spiegazioni biologiche

Gli autori dello studio ipotizzano che l’ibuprofene possa esercitare un’azione più marcata su alcuni processi infiammatori – sequenze di reazioni biologiche che si attivano nell’organismo quando vi è un’infezione – coinvolti nella carcinogenesi endometriale, in particolare quelli legati a:

  • infiammazione cronica;
  • insulino-resistenza;
  • produzione locale di estrogeni nel tessuto adiposo.

Va, però, sottolineato che i meccanismi biologici precisi restano in parte da chiarire e che le differenze osservate tra aspirina e ibuprofene potrebbero dipendere anche da dosaggi, durata d’uso e caratteristiche individuali delle pazienti.

Nonostante i risultati siano interessanti, lo studio non autorizza a utilizzare l’ibuprofene come strategia preventiva contro il tumore dell’endometrio. L’assunzione cronica di FANS comporta infatti rischi ben noti, tra cui:

  • sanguinamenti gastrointestinali;
  • danni renali;
  • aumento del rischio cardiovascolare in alcune categorie.

L’American Institute for Cancer Research (AICR) non raccomanda l’uso di farmaci antinfiammatori come strategia di prevenzione del cancro nella popolazione generale, concentrando le proprie indicazioni su fattori di rischio consolidati come alimentazione, peso corporeo e attività fisica.

Gli stessi autori sottolineano la necessità di ulteriori studi prospettici e clinici per confermare l’associazione e valutare benefici e rischi in modo più preciso.

Fonti:

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati