Allerta epatite A a Napoli: in cosa consiste il provvedimento per contenere i contagi

Mattia Zamboni | Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano
A cura di Mattia Zamboni
Autore e divulgatore esperto in salute, nutrizione e psicologia applicata al benessere quotidiano

Data articolo – 20 Marzo, 2026

Un medico indica con una penna un modello anatomico del fegato umano su una scrivania.

L’allerta sanitaria a Napoli si intensifica di fronte a un’impennata significativa dei casi di epatite Ache ha spinto le autorità locali ad adottare misure straordinarie per contenere il contagio.

Dall’inizio dell’anno, in Campania si contano 133 infezioni, mentre nel capoluogo partenopeo i dati forniti dall’ASL Napoli 1 Centro evidenziano un incremento ben superiore agli standard degli ultimi anni: una diffusione dieci volte più alta rispetto alla media dell’ultimo decennio e addirittura quarantuno volte rispetto al triennio precedente.

L’andamento dei contagi descrive una crescita rapida e costante: dai 3 casi registrati a gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino ai 43 rilevati nei primi diciannove giorni di marzo.

Di fronte a questo quadro epidemiologico, il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza contingibile e urgente con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica e interrompere la catena di trasmissione del virus.

Divieto di frutti di mare crudi: cosa prevede l’ordinanza e quali sono le sanzioni

Il provvedimento introduce un divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici, inclusi ristoranti, locali con consumo sul posto e attività di produzione alimentare per consumo immediato.

La misura non si limita al contesto commerciale: l’amministrazione raccomanda esplicitamente anche ai cittadini di evitare il consumo di molluschi crudi tra le mura domestiche.

Il rispetto dell’ordinanza sarà garantito da un rafforzamento dei controlli sul territorio.

Le sanzioni previste sono particolarmente severe: si va da multe comprese tra 2.000 e 20.000 euro fino, nei casi di recidiva, alla sospensione dell’attività da uno a trenta giorni e alla possibile revoca dell’autorizzazione.

Le disposizioni resteranno in vigore fino a una nuova valutazione del quadro epidemiologico da parte dell’ASL competente.


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Nonostante la crescita dei contagi, le strutture sanitarie invitano a evitare allarmismi: la Direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, che include l’Ospedale Cotugno – punto di riferimento per le malattie infettive – sottolinea come la situazione sia sotto controllo.

Il flusso di accessi al pronto soccorso viene definito stabile e gestibile, senza criticità sul piano clinico o organizzativo.

Epatite A: cos’è, come si trasmette e perché i frutti di mare crudi sono a rischio

Secondo il Dr. Ludovico Tallarico, epatologo e pneumologo, l’epatite A è un’infezione virale acuta del fegato causata dal virus HAV. Si tratta di una forma generalmente meno grave rispetto ad altre epatiti e, a differenza di queste, non diventa cronica: nella maggior parte dei casi il fegato guarisce completamente nel giro di alcuni mesi. 

La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale, cioè attraverso l’ingestione di acqua o alimenti contaminati, soprattutto in contesti con scarse condizioni igieniche. Più raramente può avvenire tramite contatto diretto, rapporti sessuali o pratiche non sicure come tatuaggi o trasfusioni non controllate. 

I sintomi possono variare, nei bambini spesso l’infezione è asintomatica, mentre negli adulti può manifestarsi con:

Una mano con guanto azzurro tiene un flacone di vaccino contro l'Epatite A, con altri vaccini sullo sfondo.

Nei casi più seri possono comparire ittero e, raramente, forme gravi come l’insufficienza epatica acuta. 

La diagnosi si effettua tramite esami del sangue, ma non esiste una terapia antivirale specifica: il trattamento è principalmente di supporto e prevede riposo, dieta adeguata, riduzione dei grassi e astensione dall’alcol. 

La prevenzione resta fondamentale e si basa soprattutto su corrette norme igieniche e sulla vaccinazione, considerata molto efficace nel ridurre il rischio di infezione. 

Proprio in quest’ottica si inserisce il divieto relativo ai frutti di mare crudi. I molluschi bivalvi – come cozze, vongole e ostriche – rappresentano, infatti, uno dei principali veicoli di trasmissione del virus. 

Questi organismi si nutrono filtrando grandi quantità d’acqua e, se l’ambiente è contaminato da scarichi fognari, possono accumulare elevate concentrazioni di agenti patogeni.

Il consumo crudo o poco cotto aumenta in modo significativo il rischio di infezione.

Prevenzione e corrette pratiche igieniche per contenere l’epatite A

Gli esperti sottolineano come anche pratiche considerate comuni possano rivelarsi pericolose: la semplice apertura dei molluschi durante la cottura non garantisce l’eliminazione del virus: è necessario che la cottura sia completa, uniforme e prolungata a temperature adeguate.


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Allo stesso modo, operazioni come il cosiddetto “rinfresco” con acqua di mare possono favorire una nuova contaminazione del prodotto.

Oltre all’attenzione sui molluschi, le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza di adottare corrette norme igieniche per ridurre il rischio di contagio.

Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone prima di manipolare alimenti o dopo l’uso dei servizi igienici, evitare la contaminazione crociata tra cibi crudi e cotti e utilizzare esclusivamente acqua potabile sono comportamenti fondamentali.

Particolare attenzione va riservata anche ad altri alimenti potenzialmente a rischio, come i frutti di bosco: se surgelati, devono essere portati a ebollizione prima del consumo.

Infine, resta centrale il ruolo della vaccinazione, indicata come la misura preventiva più efficace. Il vaccino contro l’epatite A prevede due dosi e risulta particolarmente raccomandato per le persone esposte a un rischio maggiore, inclusi coloro che entrano in contatto con soggetti infetti. In caso di esposizione, la tempestività dell’intervento può fare la differenza nel prevenire lo sviluppo della malattia.

L’evoluzione della situazione a Napoli resta sotto osservazione, mentre le istituzioni puntano su prevenzione, informazione e controlli per contenere la diffusione del virus e riportare i livelli di contagio entro parametri gestibili.

Fonti:

  • Comune di NapoliArea ambiente servizio tutela dell'ambiente, della salute e del paesaggio
  • Comune di NapoliMisure urgenti per il contenimento dell’Epatite A a Napoli: è consentita la vendita ma vietato il consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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