La merenda di tuo figlio a scuola è davvero sana? Ecco cosa manca

Dr. Marcello Agosta
Revisionato da Dr. Marcello AgostaChirurgo Generale, Medico Generale
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 17 Settembre, 2026

Un bambino che fa merenda

La merenda consumata a scuola dovrebbe essere uno spuntino semplice, adeguato all’età e alle attività della giornata, senza sostituire i pasti principali.

Le indicazioni del CREA e le più recenti raccomandazioni dell’OMS invitano a privilegiare alimenti poco o non trasformati, varietà e porzioni adatte al bambino, tenendo conto anche delle regole della scuola e della sicurezza alimentare.

Perché la merenda conta, anche a scuola

Non è un pasto principale, ma neppure un dettaglio trascurabile. Per un bambino che fa colazione al mattino e pranza diverse ore dopo, uno spuntino a metà mattina può aiutare a gestire la fame e a mantenere regolare la giornata alimentare.

Le linee guida per una sana alimentazione del CREA, nella revisione 2018, spiegano che inserire una o due piccole merende può essere utile nell’infanzia. Il documento avverte, però, anche del problema opposto: uno spuntino troppo abbondante può ridurre l’appetito per il pasto successivo e appesantire la digestione. La formula usata dal CREA è piuttosto efficace: “una merenda è una merenda e non un pranzo”.

Il punto, quindi, non è trovare l'alimento perfetto, ma costruire uno spuntino proporzionato al resto della giornata.


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La ricerca conferma che gli spuntini rappresentano una componente tutt’altro che marginale dell’alimentazione infantile. Una review pubblicata nel 2023 ha analizzato 21 studi sui bambini tra 2 e 12 anni: gli spuntini contribuivano mediamente per 231/565 kcal al giorno, anche se gli autori sottolineano la grande variabilità tra studi e la necessità di indicazioni più precise.

Cosa mettere nello zaino per uno spuntino equilibrato

La scelta più pratica parte da pochi alimenti, possibilmente semplici e riconoscibili. Frutta fresca, pane, yogurt, cereali poco zuccherati e alcuni prodotti da forno possono trovare spazio, ma non devono necessariamente comparire tutti insieme.

Una combinazione può essere, per esempio, un frutto accompagnato da una piccola porzione di pane o da cracker semplici. In alternativa, quando la conservazione lo consente, si può scegliere uno yogurt naturale con frutta.

Per orientarsi, nello zaino possono entrare:

  • frutta fresca, come mela, pera, banana o mandarini, facile da trasportare e da consumare senza preparazioni elaborate;
  • pane o prodotti a base di cereali, preferibilmente poco ricchi di zuccheri aggiunti e sale; una piccola fetta o un panino possono essere sufficienti;
  • yogurt, se la scuola e il trasporto permettono di mantenere correttamente la catena del freddo;
  • frutta secca, solo quando consentita dall'istituto e compatibile con eventuali allergie presenti nella classe; per i bambini più piccoli vanno considerate anche le indicazioni sulla sicurezza durante il consumo;
  • un piccolo prodotto da forno, anche fatto in casa, che può comparire occasionalmente senza trasformare la merenda quotidiana in un appuntamento con dolci e snack confezionati.

L'idea non è demonizzare biscotti o merendine. Una dieta complessivamente equilibrata può comprendere anche alimenti meno nutrienti, purché non diventino la base abituale dello spuntino.

Anche le Linee guida del CREA insistono sulla varietà e sull'adattamento della merenda allo stile di vita del bambino. Chi pratica sport dopo la scuola, per esempio, può avere esigenze diverse rispetto a chi trascorre la mattina prevalentemente seduto.

Acqua, succhi e confezioni: cosa cambia davvero

L'acqua dovrebbe rimanere la scelta abituale. Il documento dell'OMS sulla dieta sana aggiornato nel 2026 distingue, infatti, la frutta intera dai succhi: anche quelli senza zuccheri aggiunti possono contenere quantità rilevanti di zuccheri liberi e vanno quindi limitati.

Per lo stesso motivo, una bevanda alla frutta non equivale semplicemente a una porzione di frutta da bere. La struttura dell'alimento cambia e, con essa, il modo in cui lo si inserisce nella dieta.

Conta anche il contenitore: un alimento nutrizionalmente valido può diventare poco pratico se arriva a scuola schiacciato, si deteriora facilmente o richiede posate e preparazioni che il bambino non riesce a gestire autonomamente. Una mela lavata, una banana o un piccolo panino sono esempi banali, ma proprio per questo funzionano.Delle bambine che fanno merenda

Per yogurt, formaggi freschi o altri alimenti deperibili è invece necessario rispettare le indicazioni di conservazione. Una borsa termica con elemento refrigerante può essere utile quando consentita, ma le regole dell'istituto vengono prima di qualsiasi soluzione organizzativa domestica.

Merenda a scuola: perché non esiste un menu valido per tutti

Va detto che parlare di “spuntino ideale” senza conoscere età, abitudini alimentari, attività fisica e condizioni individuali può essere fuorviante.

Un bambino della scuola primaria che fa una colazione abbondante non ha necessariamente bisogno dello stesso quantitativo di un adolescente che si allena nel pomeriggio. Allo stesso modo, un alimento adatto in una classe può essere vietato in un'altra per ragioni legate alle allergie o alle modalità di consumo.

Anche la ricerca invita a evitare conclusioni troppo rigide. Una revisione sistematica del 2024 sul consumo di snack discrezionali ha incluso 40 studi e ha trovato risultati non uniformi sull'associazione tra questi alimenti e peso corporeo: gli autori hanno osservato un possibile contributo all'apporto energetico, ma non un'associazione coerente con aumento di peso o BMI in tutti gli studi.

La questione, però, è un'altra: quanto spesso e in quale quantità vengono consumati questi prodotti. Un biscotto occasionale e una merenda composta ogni giorno da snack dolci, bevande zuccherate e prodotti molto calorici non rappresentano la stessa situazione.

Lo stesso principio vale per la scuola nel suo insieme. La nuova linea guida dell'OMS sugli ambienti alimentari scolastici, pubblicata nel 2026, raccomanda interventi che aumentino la disponibilità di alimenti e bevande coerenti con una dieta sana e riducano la presenza di quelli ricchi di zuccheri, sale e grassi meno favorevoli.

Il bambino, però, non mangia soltanto ciò che trova nello zaino. Conta anche quello che vede mangiare agli altri, ciò che trova a scuola e il modo in cui la famiglia presenta il cibo.

Come organizzare uno spuntino pratico durante la settimana

La soluzione più semplice è evitare di trasformare la preparazione della merenda in un secondo lavoro quotidiano.

Si può alternare la frutta durante la settimana, utilizzare pane e cereali come base in alcuni giorni e inserire yogurt o altri alimenti freschi quando la conservazione è garantita. Nei giorni di attività sportiva, lo spuntino può essere adattato alle esigenze del bambino e agli orari dell'allenamento.

Anche la varietà conta. L'OMS indica adeguatezza, equilibrio, moderazione e diversità come principi di una dieta sana e ricorda che le abitudini alimentari sviluppate nell'infanzia possono proseguire negli anni successivi.

In pratica, non serve costruire ogni mattina una merenda “perfetta”. Serve evitare che lo spuntino diventi automaticamente un concentrato di zuccheri e calorie solo perché è comodo da infilare nello zaino.

Cosa mettere davvero nello zaino

A conti fatti, una buona merenda scolastica deve rispettare tre condizioni:

  • essere adeguata al bambino;
  • facile da consumare;
  • coerente con il resto dell'alimentazione quotidiana.

Frutta fresca, pane e cereali semplici possono costituire una base frequente; yogurt e altri alimenti deperibili richiedono invece maggiore attenzione alla conservazione. Dolci, biscotti e merendine non devono essere trattati come alimenti proibiti, ma possono trovare spazio con una frequenza compatibile con un'alimentazione complessivamente varia.

La prospettiva per i prossimi anni va oltre il singolo zaino. Nel 2026 l'OMS ha spostato ulteriormente l'attenzione dall'alimento isolato all'ambiente alimentare scolastico: ciò che la scuola rende disponibile, promuove e facilita può orientare le scelte quotidiane dei bambini.

Per le famiglie, intanto, la regola resta concreta: uno spuntino piccolo, vario e facilmente gestibile vale più di una merenda elaborata sulla carta ma difficile da consumare ogni giorno.

Fonti:

  • Crea.Gov.itLinee Guida per una sana alimentazione
  • WHOHealthy diet
  • PubMedThe patterns and position of snacking in children in aged 2-12 years: A scoping review
  • PubMedThe effect of discretionary snack consumption on overall energy intake, weight status, and diet quality: A systematic review
  • WHOPolicies and interventions to create healthy school food environments: WHO guideline
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