Zecche, un uomo finisce in coma dopo una passeggiata in montagna: cresce l’attenzione nel Bellunese

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
Seguici su Google Discover Aggiungici alle Fonti Preferite di Google

Data articolo – 02 Luglio, 2026

Un uomo con in mano una zecca

Una passeggiata in montagna si è trasformata in un’emergenza sanitaria per un uomo di 70 anni del Bellunese, finito in coma dopo il morso di una zecca. L’uomo, allenatore di basket e figura conosciuta nel territorio, è stato trovato in casa da un familiare in condizioni critiche: era confuso, in stato di forte sofferenza e aveva bisogno di soccorso immediato.

L’intervento dei sanitari è stato rapido. Dopo il ricovero, il settantenne è rimasto in coma per circa 24 ore ed è stato poi sottoposto a giorni di stretta osservazione. Nelle ultime ore è uscito dalla terapia intensiva e, secondo i medici, avrebbe superato la fase più critica. La prognosi, però, non è stata ancora sciolta.

Il caso ha riportato l’attenzione su un rischio che, soprattutto nelle aree boschive e di media montagna, non può essere sottovalutato. Le punture di zecca spesso non provocano dolore e possono passare inosservate, ma quando il parassita è infetto possono trasmettere malattie anche gravi.

Che cos’è l’encefalite da zecca

La condizione del settantenne è riconducibile all’encefalite da zecca, conosciuta anche come Tbe. Si tratta di un’infezione virale che può colpire il sistema nervoso centrale e, nei casi più seri, richiedere il ricovero urgente.

Non tutte le punture di zecca portano a conseguenze gravi. Molti morsi non trasmettono alcuna infezione. Il problema nasce quando la zecca è portatrice di agenti patogeni, che possono causare malattie diverse. Tra queste ci sono l’encefalite da zecca e la malattia di Lyme, un’infezione batterica che può manifestarsi anche con eruzioni cutanee e che, se non riconosciuta, può avere complicazioni.


Potrebbe interessarti anche:


Nel Bellunese, dall’inizio dell’anno, sono già stati registrati 10 casi di malattie trasmesse dalle zecche: 7 di encefalite e 3 di malattia di Lyme. Il territorio è considerato dall’Organizzazione mondiale della sanità una delle aree più endemiche d’Italia, con una presenza significativa di zecche nei boschi e nelle zone di media montagna.

Il Bellunese resta un’area da monitorare

Rispetto al 2025, quando erano stati segnalati 39 casi, il dato attuale mostra un lieve calo. Gli esperti, però, invitano a non abbassare la guardia. La diffusione delle zecche dipende da diversi fattori, tra cui ambiente, clima, presenza di animali selvatici e frequentazione delle aree verdi.

Con l’arrivo dell’estate, aumentano le escursioni, le passeggiate nei boschi e le attività all’aperto. Cresce quindi anche la probabilità di entrare in contatto con questi parassiti, soprattutto se ci si muove nell’erba alta, tra cespugli o lungo sentieri poco battuti.

La prevenzione resta la misura più importante. Dal 2019, il vaccino contro la Tbe è gratuito per i residenti della provincia di Belluno, mentre per gli altri ha un costo di 25 euro a dose. La copertura vaccinale è oggi al 22,7%, un dato in crescita lenta ma ancora considerato insufficiente in alcune zone, come Agordino e Feltrino.

Come proteggersi dalle zecche

Proteggersi dalle zecche significa adottare alcune precauzioni semplici, soprattutto quando si frequentano boschi, prati, sentieri di montagna e aree umide. Gli esperti raccomandano di restare sui sentieri ufficiali, evitando di camminare nell’erba alta o tra la vegetazione fitta quando non necessario.

È utile indossare abiti chiari, perché permettono di individuare più facilmente eventuali zecche sui vestiti. Anche pantaloni lunghi, calze alte e scarpe chiuse possono ridurre il contatto diretto con la pelle. I repellenti possono essere usati sia sulle persone sia sugli animali domestici, seguendo le indicazioni dei prodotti.

Il controllo al rientro è un passaggio fondamentale. Dopo una passeggiata, è bene osservare con attenzione pelle, vestiti e cuoio capelluto, soprattutto nelle zone più calde e umide del corpo. Le zecche possono attaccarsi senza provocare dolore, quindi non sempre ci si accorge subito della puntura.

Perché la rimozione rapida è importante

Nel caso della malattia di Lyme, la rimozione tempestiva della zecca è l’unico intervento che riduce il rischio di trasmissione. Per questo, se si trova una zecca attaccata alla pelle, è importante rimuoverla correttamente il prima possibile, evitando manovre improvvisate.

Non bisogna schiacciarla, bruciarla o coprirla con sostanze irritanti. La rimozione deve essere fatta con attenzione, preferibilmente usando strumenti adatti, afferrando il parassita il più vicino possibile alla pelle e tirando con movimento lento e costante. Dopo la rimozione, la zona va disinfettata e monitorata nei giorni successivi.

Se compaiono febbre, malessere, eruzioni cutanee, mal di testa intenso, rigidità, disturbi neurologici o altri sintomi sospetti, è necessario rivolgersi al medico. Non tutte le infezioni si manifestano allo stesso modo, e il riconoscimento precoce può fare la differenza.

Allarme anche in Trentino Alto Adige

Il Bellunese non è l’unico territorio sotto osservazione. Una situazione analoga viene segnalata anche in Trentino Alto Adige, dove nel mese di giugno sono stati registrati 4 nuovi casi di encefalite da zecca.

Due uomini, di 60 e 73 anni, sono stati ricoverati all’ospedale Santa Chiara di Trento. Uno dei due è ancora sotto osservazione, anche se le sue condizioni non sarebbero gravi. Complessivamente, dall’inizio dell’anno, i casi in Trentino Alto Adige sono saliti a 12, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato conferma che la presenza delle zecche e delle malattie trasmesse da questi parassiti resta un tema sanitario da seguire con attenzione, soprattutto nelle aree alpine e prealpine più frequentate durante la stagione calda.

Fonti:

la Repubblica - Finisce in coma un uomo morso da una zecca: è allarme nel Bellunese. Ecco come proteggersi

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
ragazza con l'ansia
Una sostanza comune nella plastica collegata ad ansia duratura in un nuovo studio

Uno studio presentato a ENDO 2026 collega l'esposizione precoce al DEHP, un plastificante molto diffuso, a comportamenti ansiosi persistenti nei ratti maschi adulti. Servono ulteriori conferme nell'uomo.