Visite gratuite per le donne dal 22 al 29 aprile: oltre 250 ospedali aderiscono all’iniziativa

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 16 Aprile, 2026

dottore visita ragazza

Torna anche nel 2026 la settimana dedicata alla prevenzione al femminile: dal 22 al 29 aprile, più di 250 ospedali italiani apriranno le porte con visite ed esami gratuiti. 

L’iniziativa, promossa da Fondazione Onda ETS, punta a facilitare l’accesso ai servizi sanitari e a diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione, con un’offerta che quest’anno si arricchisce di nuove aree specialistiche.

Una settimana per la prevenzione: cosa succede

L’(H) Open Week si svolge in concomitanza con la Giornata nazionale della salute della donna, celebrata il 22 aprile in ricordo della scienziata Rita Levi Montalcini. Per una settimana, gli ospedali con Bollino Rosa, riconoscimento assegnato alle strutture più attente alla medicina di genere, offriranno gratuitamente visite, esami diagnostici, consulenze telefoniche e incontri informativi.

Secondo quanto sottolineato da Fondazione Onda ETS, l’iniziativa non è solo un’occasione per accedere a prestazioni gratuite, ma rappresenta anche un progetto culturale volto a promuovere un approccio alla salute che tenga conto delle differenze tra uomini e donne.

I servizi disponibili possono essere consultati online e variano da struttura a struttura, con prenotazione obbligatoria nella maggior parte dei casi.

Quali sono le specialità coinvolte (e le novità 2026)

L’offerta sanitaria copre numerose aree fondamentali per la salute femminile, tra cui:

  • cardiologia 
  • ginecologia e ostetricia 
  • endocrinologia 
  • neurologia 
  • oncologia (ginecologica e medica) 
  • senologia 
  • reumatologia 
  • psichiatria 
  • nutrizione 
  • percorsi dedicati alla violenza di genere 

A queste si aggiungono alcune novità introdotte nel 2026, che riflettono l’evoluzione dei bisogni sanitari: l’oculistica, la medicina del dolore e la pediatria. Si tratta di ambiti in cui l’attenzione alle differenze di genere sta acquisendo sempre più importanza, sia nella prevenzione sia nella gestione delle patologie. 

Il dolore femminile non deve più essere un  destino silenzioso o sottovalutato, ma una condizione da accogliere e curare con percorsi specifici

Perché è importante per la salute delle donne

La prevenzione resta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di malattia e migliorare la qualità della vita. In Italia, alcune patologie continuano a incidere in modo significativo sulla popolazione femminile.

Le malattie cardiovascolari, ad esempio, rappresentano ancora la principale causa di mortalità tra le donne, secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Allo stesso tempo, tumori come quello al seno restano molto diffusi: i dati dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica indicano oltre 55.000 nuove diagnosi ogni anno.

Nonostante questi numeri, molte donne tendono a rimandare controlli e screening. In questo senso, iniziative come la Open Week contribuiscono a ridurre le barriere all’accesso e a intercettare precocemente eventuali problemi di salute.

Un approccio “su misura”: dalle giovani alla menopausa

Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa è l’approccio multidisciplinare. Le prestazioni non sono pensate solo per singole patologie, ma anche per accompagnare le donne nelle diverse fasi della vita.

Ad esempio, particolare attenzione viene dedicata a momenti delicati come la menopausa, durante la quale possono emergere problematiche che coinvolgono più ambiti: metabolismo, salute cardiovascolare, benessere psicologico. In questi casi, il confronto con più specialisti, dal ginecologo al nutrizionista, fino allo psicologo, permette una valutazione più completa.

Allo stesso modo, vengono promossi percorsi integrati che affiancano prevenzione “mirata” (come una mammografia) a un approccio più ampio e trasversale.

I numeri dell’iniziativa e il ruolo del network Bollino Rosa

Il progetto si inserisce all’interno del network Bollino Rosa, attivo dal 2007 e oggi composto da circa 370 ospedali in tutta Italia. Negli ultimi anni, la partecipazione è cresciuta in modo significativo: si è passati da poco più di 130 strutture nel 2020 a oltre 250 nel 2025.

Anche il numero di prestazioni offerte è aumentato: dalle circa 2.200 del 2020 alle oltre 13.000 del 2025, tra visite, esami e attività informative. Numeri che evidenziano una domanda crescente di prevenzione e servizi accessibili.

Consigli pratici e cosa sapere prima di prenotare

Gli esperti ricordano che queste iniziative rappresentano un primo passo, ma non sostituiscono un percorso di cura continuativo. Per sfruttarle al meglio è utile:

  • prenotare con anticipo, verificando i servizi disponibili nella propria zona 
  • portare con sé eventuali esami precedenti 
  • utilizzare la visita per chiarire dubbi o sintomi spesso trascurati 

È importante anche considerare che, in caso di necessità, sarà fondamentale proseguire con ulteriori accertamenti e controlli periodici.


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Uno sguardo al futuro della medicina di genere

La crescente attenzione verso la medicina di genere sta contribuendo a rendere i servizi sanitari più mirati ed efficaci. Comprendere come le malattie si manifestano nelle donne, e come rispondono ai trattamenti, è oggi una priorità per il sistema sanitario.

Iniziative come la Open Week rappresentano un tassello importante di questo percorso: non solo facilitano l’accesso alle cure, ma aiutano a diffondere una cultura della prevenzione più consapevole. Un’opportunità concreta per prendersi cura della propria salute, oggi e nel lungo periodo.

La Giornata nazionale della salute della donna è il 22 aprile, ma la consapevolezza dura tutto l'anno: prenota il tuo controllo e fai della prevenzione una sana abitudine.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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