Vaccino antinfluenzale 2026: cosa cambia dopo i 60 anni e perché il cuore c’entra più di quanto si pensi

Dr. Marcello Agosta
Revisionato da Dr. Marcello Agosta — Chirurgo Generale, Medico Generale
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 12 Ottobre, 2026

signora con sintomi influenzali seduta sul divano

Le Regioni stanno avviando la campagna con calendari diversi, ma le date sono solo una parte della storia. Quest’anno cambia una regola importante e la ricerca ha aggiunto dati che vanno oltre l’idea di evitare qualche giorno di febbre.

Cosa cambia nella campagna 2026-2027

La circolare del Ministero della Salute del 23 giugno 2026, elaborata con l’Istituto Superiore di Sanità e le Regioni, raccomanda di avviare le campagne a inizio ottobre e di offrire il vaccino in qualsiasi momento della stagione. La vaccinazione è indicata a partire dai 6 mesi di età.

La novità principale riguarda i vaccini potenziati (adiuvati o ad alto dosaggio): la soglia di età raccomandata scende da 65 a 60 anni. L’AIFA ha autorizzato nove vaccini per la stagione, tutti trivalenti, con composizione aggiornata sulle indicazioni dell’OMS di febbraio.

Le date: ogni Regione ha il suo calendario

Secondo i comunicati regionali, la Lombardia è partita il 1° ottobre con le categorie prioritarie e dal 12 ottobre offre il vaccino a tutta la popolazione. Nei centri vaccinali, però, gli adulti potranno accedere dal 26 ottobre. In Emilia-Romagna e Calabria la campagna parte oggi, 12 ottobre.

In Piemonte vaccinano i pediatri dall’8 ottobre, mentre dal 13 ottobre iniziano medici di famiglia e farmacie. Il Friuli-Venezia Giulia parte il 14. In Toscana si è iniziato il 7 ottobre dalle RSA: dal 14 toccherà a bambini tra 6 mesi e 6 anni e a chi ha più di 60 anni, dall’11 novembre a tutti gli altri. In Liguria l’offerta si estende a tutta la popolazione dal 15 novembre.

Per giorni e modalità di prenotazione conviene consultare il sito della propria Regione o ASL.

Chi dovrebbe vaccinarsi

In Italia non c’è obbligo, ma il Ministero raccomanda e offre gratuitamente il vaccino a:

  • persone dai 60 anni in su;
  • donne in gravidanza e nel post partum;
  • persone con malattie croniche o con difese immunitarie ridotte;
  • operatori sanitari e socio-sanitari, forze di polizia, vigili del fuoco;
  • lavoratori a contatto con animali e donatori di sangue;
  • bambini tra 6 mesi e 6 anni.

Quando l’influenza arriva al cuore

L’influenza non è solo un problema respiratorio: la circolare ricorda tra le possibili complicanze polmonite, miocardite ed encefalite. Sul fronte cardiovascolare, una meta-analisi pubblicata su JAMA Network Open nel 2022 (Behrouzi e colleghi) ha riunito sei studi randomizzati con 9.001 pazienti. 

Entro un anno gli eventi cardiovascolari maggiori hanno interessato il 3,6% dei vaccinati contro il 5,4% dei non vaccinati: una riduzione relativa del rischio del 34%, pari a circa 1,8 punti percentuali in termini assoluti. Il calo saliva al 45% in chi aveva avuto di recente una sindrome coronarica acuta. La riduzione della mortalità cardiovascolare (26%) non ha invece raggiunto la significatività statistica.

Dose standard o potenziata?

Il confronto tra vaccino ad alto dosaggio e dose standard è oggetto di studio. Nel trial danese DANFLU-2, pubblicato sul New England Journal of Medicine, 332.438 persone con almeno 65 anni sono state assegnate in modo casuale all’una o all’altra formulazione.

L’obiettivo principale, i ricoveri per influenza o polmonite, non ha mostrato una riduzione statisticamente significativa. Le analisi secondarie suggeriscono però meno ricoveri per cause cardiorespiratorie con la dose alta, e un’analisi combinata con lo studio spagnolo GALFLU (103.169 persone tra 65 e 79 anni) ha confermato questo segnale.

Due elementi da tenere presenti: DANFLU-2 è stato finanziato da Sanofi, e entrambi gli studi hanno coinvolto persone dai 65 anni, quindi non misurano direttamente l’effetto nella fascia 60-64 anni, a cui la nuova raccomandazione italiana si estende.


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In gravidanza protegge anche il neonato

Nei primi sei mesi di vita i bambini non possono essere vaccinati, ma ricevono anticorpi dalla madre vaccinata durante la gravidanza. Una revisione sistematica pubblicata su Vaccine (Warricker e colleghi, 2020) ha stimato una riduzione del 34% dei casi di influenza confermata in laboratorio nei lattanti (intervallo di confidenza 15-50%). Non è emerso invece alcun effetto sulle sindromi simil-influenzali in generale.

Il vero nodo: chi si vaccina

Il problema resta l’adesione. Secondo gli ultimi dati definitivi pubblicati dal Ministero della Salute, nella stagione 2024-2025 la copertura tra gli over 65 si è fermata al 52,5% (53,3% l’anno prima), lontana dall’obiettivo minimo del 75% e da quello ottimale del 95%. Nella popolazione generale è stata del 19,6%.

Il vaccino non azzera il rischio di ammalarsi, ma riduce quello di forme gravi e complicanze. Igiene delle mani e buone pratiche restano un complemento utile. Per scegliere il vaccino più adatto ci si può rivolgere al medico di famiglia, al pediatra o al centro vaccinale.

Fonti

  • AIFA - Influenza: 9 i vaccini autorizzati per la stagione 2026-2027
  • PubMed - Association of Influenza Vaccination With Cardiovascular Risk: A Meta-analysis
  • Ministero della Salute - Dati coperture vaccinali Influenza
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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