Tubercolosi in Piemonte, i casi aumentano: Torino supera la media regionale

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
Seguici su Google Discover Aggiungici alle Fonti Preferite di Google

Data articolo – 20 Marzo, 2026

Medico con radiografia toracica

Negli ultimi anni la tubercolosi (TB) è tornata a crescere anche in Italia. In Piemonte, secondo l’ultimo report del Servizio di epidemiologia regionale (SeREMI), nel 2024 sono stati registrati 321 nuovi casi, con un ritorno ai livelli pre-pandemici. 

Torino si conferma l’area più colpita, con un’incidenza superiore alla media regionale.

Cosa emerge dai dati: numeri in crescita dopo la pandemia

Il rapporto “La tubercolosi in Piemonte 2024” evidenzia un’inversione di tendenza dopo il calo osservato tra il 2020 e il 2021. Nel 2024 si contano 321 casi complessivi, con un’incidenza di 7,5 casi ogni 100.000 abitanti, il valore più alto degli ultimi cinque anni .

Torino rappresenta il principale focolaio regionale: nella città si registrano circa 99 casi, con un’incidenza che supera gli 11 casi per 100.000 abitanti, ben oltre la media piemontese . Complessivamente, l’area torinese raccoglie circa la metà delle segnalazioni regionali.


Per rimanere aggiornato sulle ultime news di salute, seguici su Google Discover


Un dato importante riguarda la distribuzione della malattia: circa il 59% dei casi interessa persone nate all’estero . Tuttavia, gli esperti sottolineano che la tubercolosi non è una “malattia degli stranieri”, ma una patologia legata a condizioni socioeconomiche e sanitarie.

Cos’è la tubercolosi e come si trasmette

La tubercolosi è un’infezione causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis. Colpisce soprattutto i polmoni (forma polmonare), ma può interessare anche altri organi.

La trasmissione avviene per via aerea: il batterio si diffonde attraverso minuscole goccioline emesse con tosse, starnuti o parlando. Non basta un contatto occasionale per contagiarsi: il rischio aumenta in ambienti chiusi e affollati o in caso di esposizione prolungata.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i paesi con meno di 10 casi per 100.000 abitanti sono considerati a bassa incidenza. Il Piemonte resta sotto questa soglia, ma alcune aree urbane come Torino la superano.

Chi è più a rischio: fattori sociali e sanitari

L’aumento dei casi non indica una vera emergenza, ma segnala criticità da monitorare. I fattori di rischio principali includono:

  • condizioni socioeconomiche svantaggiate, come sovraffollamento abitativo
  • sistema immunitario indebolito, ad esempio per HIV, diabete o terapie immunosoppressive
  • età avanzata, soprattutto tra gli italiani
  • provenienza o soggiorni in Paesi ad alta endemia

Il report evidenzia due profili distinti: tra gli italiani la malattia colpisce più spesso gli anziani, mentre tra gli stranieri riguarda soprattutto giovani adulti .

Un altro elemento da considerare è il possibile ritardo diagnostico durante la pandemia: molte infezioni potrebbero essere state individuate in ritardo, contribuendo all’aumento recente dei casi.

Rischi, prevenzione e raccomandazioni degli esperti

La tubercolosi è una malattia curabile, ma richiede diagnosi precoce e terapie antibiotiche prolungate. Se non trattata, può diventare grave e contagiosa.

Gli esperti raccomandano:

  • screening mirati nelle persone a rischio
  • diagnosi tempestiva, soprattutto in presenza di tosse persistente, febbre o perdita di peso
  • aderenza alle cure, per evitare ricadute o resistenze ai farmaci
  • miglioramento delle condizioni abitative e sanitarie, soprattutto nelle comunità più vulnerabili

Fondamentale è anche il controllo dei focolai: nel 2024 sono stati segnalati 11 piccoli cluster di contagio, a conferma dell’importanza della sorveglianza epidemiologica .


Potrebbe interessarti anche:


Cosa aspettarsi nei prossimi anni

Il ritorno della tubercolosi ai livelli pre-pandemici non deve generare allarmismo, ma invita a non abbassare la guardia. Gli specialisti sottolineano la necessità di rafforzare la prevenzione, migliorare l’accesso ai servizi sanitari e promuovere campagne informative.

Per i cittadini, il consiglio è semplice: non sottovalutare sintomi persistenti e rivolgersi al medico in caso di dubbi. La tubercolosi oggi si può curare efficacemente, ma la chiave resta la diagnosi precoce.

In un contesto globale in cui la mobilità è elevata, la salute pubblica passa anche dalla capacità di individuare e trattare rapidamente le infezioni, proteggendo sia i singoli sia la collettività.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Un tecnico che pulisce un condizionatore
L'aria condizionata fa ammalare? Cosa dice davvero la scienza

L'aria condizionata fa ammalare davvero? Ecco cosa dice la scienza su raffreddore, mal di gola, legionella e come usare il climatizzatore in sicurezza.