Trapianti in Italia: 2025 anno record, ma aumentano i “no” sulla carta d’identità

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno

Data articolo – 25 Marzo, 2026

carta d'identità in tasca

Il 2025 si chiude con numeri senza precedenti per il sistema trapiantologico italiano. Secondo il report preliminare del Centro nazionale trapianti (CNT), presentato agli Stati Generali della Rete a Roma, donazioni e interventi hanno raggiunto livelli mai registrati prima. 

Accanto ai risultati positivi, però, emerge un dato che preoccupa: cresce il numero di opposizioni alla donazione, soprattutto tra i più giovani.

Numeri record per donazioni e trapianti in Italia

Il bilancio del 2025 conferma un trend in costante crescita. Le donazioni di organi hanno raggiunto quota 2.164, con un aumento del 3,2% rispetto al 2024, mentre i trapianti eseguiti sono stati 4.697 (+1,2%). 

Si tratta dei numeri più alti mai registrati nel nostro paese, che si colloca così ai vertici europei con circa 30 donatori per milione di abitanti. 

Non solo organi: il report evidenzia un incremento anche nelle attività legate a tessuti e cellule staminali emopoietiche (cioè cellule del midollo osseo capaci di rigenerare il sangue), confermando il ruolo dell’Italia come eccellenza nella medicina rigenerativa. 

Secondo Giuseppe Feltrin, direttore generale del CNT, questi risultati sono possibili grazie alla collaborazione tra ospedali, istituzioni e cittadini: un sistema complesso ma sempre più efficiente.

Un sistema sanitario tra i più avanzati in Europa

Il modello italiano dei trapianti è coordinato dal Centro nazionale trapianti, l’organismo che regola e monitora tutte le attività di donazione e trapianto nel Servizio sanitario nazionale. 

Negli ultimi anni, l’Italia ha consolidato una posizione di rilievo in Europa, seconda solo alla Spagna per tasso di donazione. 

I progressi riguardano anche l’organizzazione della rete: miglior coordinamento tra regioni, maggiore efficienza nelle rianimazioni (dove si individuano i potenziali donatori) e sviluppo di tecniche innovative, come la donazione a cuore fermo, che amplia il numero di organi disponibili.

Opposizione alla donazione di organi: cresce il “no” registrato con la carta d’identità

Accanto ai risultati positivi, emerge però un segnale critico. Cresce infatti il numero di cittadini che si oppongono alla donazione degli organi, soprattutto tra i più giovani. 

In particolare, il rifiuto viene spesso espresso al momento del rinnovo della carta d’identità elettronica, uno dei principali strumenti attraverso cui si registra il consenso o il diniego alla donazione. 

Alcune stime indicano che i “no” potrebbero riguardare una quota significativa della popolazione, con percentuali che in alcuni casi si avvicinano al 40%. Secondo gli esperti, le cause sono diverse:

  • scarsa informazione sul tema; 
  • timori legati agli aspetti etici o religiosi; 
  • sfiducia nelle istituzioni sanitarie. 

Il Ministro della Salute ha sottolineato l’importanza di rafforzare le campagne di sensibilizzazione, soprattutto rivolte ai più giovani, per promuovere una scelta consapevole.

Cosa significa per la salute dei pazienti

I trapianti rappresentano una terapia salvavita per migliaia di persone. In Italia, ogni anno, molte persone sono in lista d’attesa per ricevere un organo, come rene, fegato o cuore.

Un aumento delle donazioni significa:

  • riduzione dei tempi di attesa; 
  • maggiore probabilità di sopravvivenza; 
  • miglioramento della qualità di vita dei pazienti. 

Al contrario, un aumento delle opposizioni può tradursi in meno interventi possibili e, quindi, in meno opportunità di cura.

È fondamentale specificare che la donazione avviene solo dopo l'accertamento della morte con criteri neurologici (la cosiddetta "morte cerebrale", ovvero la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo) o con criteri cardiaci (morte a cuore fermo) e che l'Italia osserva 20 minuti di osservazione per la morte cardiaca (DCD), a differenza dei 5 minuti di molti altri Paesi UE. 

Informazione e consapevolezza: le raccomandazioni degli esperti

Gli esperti sottolineano che una corretta informazione è fondamentale per aiutare i cittadini a prendere decisioni consapevoli, tra i consigli più diffusi troviamo:

  • informarsi attraverso fonti ufficiali, come il Ministero della Salute o il CNT; 
  • parlare con i familiari della propria scelta; 
  • chiarire eventuali dubbi con il proprio medico. 

Comprendere cosa significa donare, e come funziona il processo, può ridurre paure e pregiudizi.


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Le sfide future: più informazione e coinvolgimento dei giovani

Il 2025 segna un traguardo importante, ma anche un punto di partenza. Il futuro della rete trapiantologica italiana dipenderà dalla capacità di mantenere alti i livelli di donazione e, allo stesso tempo, di contrastare l’aumento delle opposizioni.

Le istituzioni stanno già lavorando a campagne informative mirate, soprattutto nelle scuole e tra i giovani adulti, per promuovere una cultura della donazione più diffusa e consapevole.

In un sistema che funziona grazie alla solidarietà, ogni scelta individuale può fare la differenza: informarsi e riflettere sul tema è il primo passo per contribuire, anche indirettamente, a salvare vite.

Fonti

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