Il “freezing of gait” (FoG), o blocco della marcia, è uno dei sintomi più complessi e invalidanti della malattia di Parkinson.
Chi ne soffre descrive la sensazione come se i piedi fossero “incollati al pavimento”, proprio nel momento in cui si vorrebbe iniziare a camminare o cambiare direzione.
Non si tratta di un semplice rallentamento motorio, ma di una vera e propria interruzione improvvisa e involontaria del movimento, spesso breve ma sufficiente a compromettere autonomia e sicurezza.
La letteratura scientifica degli ultimi vent’anni ha cercato di chiarire alcuni aspetti fondamentali: perché accade, quando si manifesta e quali strategie possono ridurne l’impatto.
Cos’è il freezing of gait secondo la ricerca
Il freezing of gait, in ambito neurologico, viene definito come una serie di episodi brevi di incapacità a generare efficacemente il passo, nonostante l’intenzione di camminare.
Una delle revisioni più citate descrive il fenomeno come un disturbo tipico delle fasi intermedie e avanzate del Parkinson, strettamente legato a disfunzioni nei circuiti fronto-striatali e nella pianificazione motoria.
La prevalenza del blocco di marcia varia a seconda dello stadio della malattia e dei criteri diagnostici utilizzati negli studi.
Le evidenze indicano che:
- nelle fasi iniziali colpisce circa il 20/30% dei pazienti;
- nelle fasi avanzate può arrivare fino al 70/80%.
Potrebbe interessarti anche:
- Parkinson: come allenarsi in sicurezza? Risponde il Dr. Cosimo Linguetta
- Parkinson: nuove cure e ricerca, a che punto siamo davvero oggi?
- Parkinson, i segnali possono arrivare molto prima del tremore: ansia, depressione e sonno agitato sotto osservazione
Il rischio della comparsa aumenta con:
- durata della malattia;
- compromissione motoria globale;
- presenza di disfunzioni cognitive.
Il freezing of gait non è solo un sintomo motorio, ma ha un impatto significativo su:
- rischio di cadute
- autonomia domestica
- ansia anticipatoria (paura del blocco)
- riduzione della mobilità sociale
Molti pazienti sviluppano strategie di evitamento, riducendo progressivamente la propria attività quotidiana.
In quali momenti si manifesta il blocco della marcia?
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca è che il freezing non avviene in modo casuale, ma tende a presentarsi in situazioni specifiche.
Tra i trigger più documentati:
Cambi di direzione
Girare su sé stessi o svoltare in spazi stretti aumenta il rischio di blocco.
Attraversamento di passaggi ristretti
Porte, corridoi o ostacoli visivi possono interferire con la pianificazione motoria.
Avvio del movimento
Il momento in cui si inizia a camminare è uno dei più critici.
Stress e doppio compito cognitivo
Quando il cervello deve gestire contemporaneamente movimento e un compito mentale (ad esempio, parlare o pensare intensamente), il rischio aumenta.
Blocco e cadute
Circa il 38% delle persone affette da Parkinson cade ogni anno: le cadute correlate al Parkinson si verificano principalmente quando ci si gira o si cambia direzione e sono spesso associate a un episodio di blocco motorio:
- l'imprevedibilità del blocco motorio, unita agli sforzi, pur benintenzionati, di accompagnatori che cercano di costringere la persona affetta da Parkinson a muoversi, può causare perdita di equilibrio e cadute;
- non tutte le persone affette da Parkinson manifestano episodi di blocco motorio, ma coloro che li sperimentano corrono un rischio molto più elevato di cadute;
- il congelamento crea un pericolo di caduta perché l'inizio e la fine di un episodio di congelamento sono imprevedibili.
Perché accade: le ipotesi neuroscientifiche
Non esiste una singola causa del freezing of gait.
Le evidenze attuali suggeriscono un modello multifattoriale.
Disfunzione dei circuiti motori
Il Parkinson compromette i circuiti dopaminergici tra gangli della base e corteccia motoria, riducendo la fluidità del movimento.
Problemi di “programmazione del passo”
Il cervello fatica a generare automaticamente la sequenza motoria del cammino.
Interferenza cognitiva
Il controllo del movimento diventa più “cognitivo” e meno automatico, rendendo il sistema vulnerabile al sovraccarico.
Ruolo delle reti frontali
Studi di neuroimaging mostrano un coinvolgimento delle aree prefrontali, legate all’attenzione e al controllo esecutivo.
Strategie terapeutiche supportate da evidenze
Non esiste una cura definitiva per il blocco della marcia, ma diverse strategie hanno mostrato efficacia variabile.
Segnali sensoriale
L’uso di stimoli esterni aiuta a “riattivare” il movimento:
- segnali visivi (linee sul pavimento);
- stimoli uditivi (metronomo);
- stimoli tattili.
Fisioterapia e training del cammino
Programmi strutturati migliorano:
- stabilità;
- velocità del passo;
- riduzione degli episodi.
Allenamento su tapis roulant
L’allenamento su tapis roulant può migliorare la regolarità del passo e ridurre il freezing in alcuni pazienti.
Approccio cognitivo-comportamentale
Tecniche per ridurre ansia e migliorare il focus attentivo durante la camminata stanno emergendo come supporto utile.
Nonostante i progressi della ricerca, il blocco della marcia rimane uno dei sintomi meno spiegati del Parkinson.
Le evidenze convergono su un punto: non è solo un problema motorio, ma una complessa interazione tra movimento, attenzione e ambiente.
Per questo motivo, gli approcci più efficaci oggi sono multidisciplinari, combinando neurologia, riabilitazione e strategie comportamentali.
Come superare un episodio di blocco?
Esistono alcune tecniche da utilizzare quando si viene colpiti da un episodio di freezing of gait:
- accendere la musica e camminare a ritmo: se ci si blocca spesso, può essere utile camminare con il dispositivo in tasca. Se non si può ascoltare la musica quando si è bloccati, provare a canticchiare, cantare o contare;
- immaginare una linea da scavalcare o concentrarsi su un bersaglio sul pavimento su cui poggiare il piede. Considerare l'utilizzo di un dispositivo laser portatile per creare una linea immaginaria da superare;
- marcia o passo dell'oca: sollevare la gamba in alto e parallela al terreno con le ginocchia bloccate;
- girare percorrendo mezzo cerchio o mezzo quadrato invece di effettuare una rotazione su perno.
Invece, per aiutare un amico o un familiare che sta avendo a che fare con un episodio può essere utile:
- invogliare la persona amata a respirare e provare a marciare o a contare, oppure a mettere in pratica alcuni degli altri suggerimenti menzionati in precedenza;
- se la persona cara rimane immobile, provare a cullarla delicatamente da un lato all'altro;
- attendere pazientemente qualche secondo per vedere se l'episodio si risolve.
Non bisogna avere fretta né spingere la persona durante un episodio di blocco motorio.
Se la persona non è in grado di muoversi senza aiuto, provare a posizionare il proprio piede perpendicolarmente a lei e chiederle di scavalcarlo potrebbe essere un esercizio utile.
Fonti:
- Parkinson’s Foundation – Freezing
- The Lancet Neurology – Freezing of gait: moving forward on a mysterious clinical phenomenon
- Movement Disorders – Sensorimotor integration in movement disorders
- Science Direct – Freezing of gait: moving forward on a mysterious clinical phenomenon
- Parkinsonism & Related Disorders – A pathophysiological model of freezing of gait in Parkinson's disease
- Science Direct – Effects of external cues on gait parameters of Parkinson's disease patients: A systematic review
- Movement Disorders – What is the impact of education on Huntington's disease?
- PubMed – Barriers in access to healthcare services for chronic patients in times of austerity: an empirical approach in Greece
- PubMed – Cognitive Contributions to Freezing of Gait in Parkinson Disease: Implications for Physical Rehabilitation