Il talco è tornato al centro dell’attenzione dopo una serie di cause legali avviate nel Regno Unito e Stati Uniti contro aziende produttrici di polveri cosmetiche. Le accuse riguardano un possibile legame tra l’uso prolungato di talco e lo sviluppo di tumori, in particolare ovarici e polmonari.
Cosa emerge quindi dagli studi scientifici?
Cos’è il talco e come viene utilizzato
Il talco è un minerale naturale composto principalmente da silicato di magnesio. Viene estratto in diverse aree del mondo ed è impiegato in ambito industriale e cosmetico.
Nelle polveri per il corpo e nei cosmetici, il talco viene utilizzato per assorbire l’umidità, ridurre l’attrito sulla pelle e migliorare la texture dei prodotti. Alcune persone lo applicano anche nella zona genitale per limitare irritazioni o sudorazione.
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Il problema sanitario non riguarda il talco in sé, ma la possibile contaminazione con amianto (asbesto), una sostanza classificata come cancerogena certa per l’uomo.
Talco e amianto: il nodo della contaminazione
Talco e amianto sono minerali che possono trovarsi in prossimità geologica. Durante l’estrazione, esiste quindi il rischio che il talco venga contaminato da fibre di amianto.
L’amianto è associato in modo chiaro a patologie polmonari, tra cui mesotelioma e carcinoma polmonare, soprattutto in caso di inalazione prolungata in ambito lavorativo.
A partire dagli anni Settanta, i produttori hanno dichiarato di aver adottato processi di purificazione per eliminare l’amianto dal talco destinato all’uso cosmetico. Tuttavia, la verifica sistematica e continuativa dell’assenza di contaminanti nel corso dei decenni è uno degli aspetti oggetto di discussione.
Nel 2023 Johnson & Johnson ha annunciato la sostituzione del talco con amido di mais nei propri prodotti a livello globale. Altri produttori continuano invece a utilizzare talco nelle formulazioni.
Il legame con il tumore polmonare
Per quanto riguarda i polmoni, il rischio è chiaramente documentato quando il talco è contaminato da amianto e viene inalato in modo significativo, come può accadere in ambito minerario o industriale.
Diversa è la situazione per l’uso cosmetico domestico: in questo caso l’esposizione per via inalatoria è generalmente limitata e gli studi non hanno evidenziato un aumento significativo del rischio di tumore polmonare associato all’uso abituale di talco puro.
Il possibile legame con il tumore ovarico
Il tumore ovarico è la patologia più discussa in relazione all’uso di talco applicato nella zona genitale.
Alcuni studi osservazionali hanno riportato un aumento del rischio tra le utilizzatrici abituali, mentre altri non hanno trovato associazioni statisticamente significative. Le difficoltà metodologiche sono numerose:
- ricostruzione retrospettiva dell’uso del prodotto (frequenza, durata, marca)
- possibili errori di memoria
- esclusione di casi non documentati
Le analisi che confrontano le utilizzatrici frequenti con le non utilizzatrici indicano un incremento di rischio definito “debole” o “modesto” per alcune forme di tumore ovarico. Questo significa che l’aumento assoluto del rischio è contenuto, e non che esista una relazione forte o inevitabile.
Non sono invece emerse evidenze convincenti di un aumento del rischio per tumore dell’utero o della cervice.
La posizione dell’OMS
Nel 2024 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato il talco come “probabilmente cancerogeno per l’uomo” (Gruppo 2A).
Questa categoria indica un livello di evidenza limitata negli studi sull’uomo ma sufficiente negli studi sperimentali o meccanicistici. È una classificazione che segnala una possibile associazione, non una certezza paragonabile a quella dell’amianto o del fumo di sigaretta.
Cosa significa per chi utilizza il talco
Alla luce delle evidenze attuali:
- il talco contaminato da amianto è associato a un chiaro rischio oncologico, in particolare per i polmoni
- per l’uso cosmetico del talco puro, il rischio di tumore ovarico appare, secondo le revisioni disponibili, debole e non completamente chiarito
- non risultano associazioni solide con altri tumori ginecologici
Chi utilizza talco e desidera ridurre ogni possibile fattore di rischio può limitarne l’uso o optare per alternative prive di talco. Come per molte esposizioni ambientali, la valutazione riguarda un equilibrio tra probabilità di rischio e modalità di utilizzo.
La ricerca resta in evoluzione e ulteriori studi saranno necessari per chiarire definitivamente l’entità dell’associazione e i possibili meccanismi biologici coinvolti.
Fonti:
- American Cancer Society - Talcum Powder and Cancer
- Ovarian Cancer Action - Talcum Powder and ovarian cancer: What’s the story?
- Science Alert - Two Cancers Have Links With Talc. An Expert Explains The Science.