Vivere nella stessa regione, seguire le stesse abitudini, condurre uno stile di vita sovrapponibile: eppure la qualità del liquido seminale può risultare quasi dimezzata da un'area geografica all'altra.
È quanto emerge da uno studio prospettico multicentrico spagnolo, presentato al 42° congresso della European Society of Human Reproduction and Embryology (ESHRE) a Londra e pubblicato sulla rivista Human Reproduction.
Lo studio: 386 uomini, quattro aree, un solo fattore diverso
La ricerca, condotta tra giugno 2024 e dicembre 2025, ha coinvolto 386 uomini sottoposti a valutazione della fertilità in sette centri di procreazione assistita in Spagna. Per ciascun partecipante sono stati raccolti dati su residenza, indice di massa corporea, storia medica, attività fisica, esposizione a sostanze chimiche, uso di farmaci, fumo, alcol, droghe e caffè, oltre ai parametri seminali completi.
I campioni sono stati poi confrontati tra quattro aree del Paese, Nord, Sud, Sud-est e Centro, per verificare se le differenze di qualità del seme potessero dipendere da fattori legati allo stile di vita o al livello socio-demografico.
Il risultato più sorprendente non riguarda le differenze in sé, ma la loro causa: gli stili di vita sono risultati sostanzialmente sovrapponibili in tutte le aree, eppure le distanze tra i gruppi restano marcate, con gli uomini della regione più performante che arrivano quasi a raddoppiare la conta totale di spermatozoi mobili rispetto a quelli dell'area con i valori più bassi.
L'ipotesi ambientale
Secondo la professoressa Rocío Núñez-Calonge, coordinatrice dello studio, la diffusione dell'inquinamento atmosferico in molti contesti urbani rende necessario approfondire i suoi possibili effetti sulla fertilità maschile. La studiosa sottolinea che le implicazioni potrebbero non limitarsi alla Spagna, dato che variazioni regionali significative nella qualità del seme sono state osservate anche in altri Paesi, e che servono ricerche più ampie per chiarire il legame tra esposizione ambientale e parametri seminali.
Sul piano istituzionale, Karen Sermon, past chair di ESHRE, ha aggiunto che se è ormai consolidato il ruolo protettivo di uno stile di vita sano, l'effetto dei fattori ambientali, che sfuggono al controllo del singolo, richiede una risposta a livello politico e normativo, chiamando in causa la responsabilità dei regolatori nazionali ed europei.
Non solo Spagna: il dato italiano
Anche in Italia esistono evidenze in questa direzione, raccolte dal progetto FAST (Fertilità, Ambiente, Stili di Vita), promosso dal Ministero della Salute e coordinato dal dottor Luigi Montano, uroandrologo dell'ASL di Salerno, con la partecipazione di Istituto Superiore di Sanità, Università di Brescia, Milano e Napoli Federico II, CNR ed ENEA.
Il progetto ha coinvolto giovani uomini tra i 18 e i 22 anni, sani e non fumatori, residenti da almeno cinque anni in tre aree ad alta pressione ambientale: Brescia-Caffaro, la Valle del Sacco nel Frusinate e la Terra dei Fuochi in Campania.
Anche qui sono emerse differenze geografiche misurabili nella qualità del liquido seminale, pur senza un semplice gradiente Nord-Sud. I risultati, pubblicati su European Urology Focus, hanno inoltre dimostrato come un intervento mirato, dieta mediterranea e attività fisica regolare per quattro mesi, sia in grado di migliorare significativamente i parametri seminali anche nei giovani residenti nelle aree più inquinate, segno che i danni ambientali non sono del tutto irreversibili.
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Un altro tassello nel puzzle dell'infertilità
Un ulteriore filone di ricerca presentato allo stesso congresso, condotto su oltre 2.000 uomini negli Stati Uniti, suggerisce che l'esposizione a miscele di inquinanti atmosferici durante la spermatogenesi potrebbe alterare la metilazione del DNA spermatico, con possibili ripercussioni sui geni coinvolti nello sviluppo degli spermatozoi. Un meccanismo ancora da chiarire, ma che rafforza l'ipotesi di un legame diretto tra qualità dell'aria e salute riproduttiva.
Resta un dato di fondo, confermato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: circa una persona su sei nel mondo sperimenta l'infertilità nel corso della propria vita, con una prevalenza sostanzialmente simile tra Paesi ad alto e basso reddito. L'ambiente in cui si vive - aria, acqua, esposizione a sostanze chimiche - sembra pesare più di quanto finora ipotizzato, indipendentemente dalle scelte individuali di vita.
Fonti
- European Society of Human Reproduction and Embryology - Study links geography to significant differences in sperm quality
- Istituto Superiore di Sanità - Dieta mediterranea e attività fisica riducono i danni da inquinamento sulla fertilità maschile
- WHO - 1 in 6 people globally affected by infertility