Statine, il colesterolo scende ma il dolore ai muscoli resta: ecco perché

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 05 Agosto, 2026

uomo avverte dolori muscolari alla schiena

Chi assume statine lo sa bene: gli esami del sangue migliorano, il colesterolo scende, il rischio cardiovascolare si riduce. Eppure, in molti casi, i muscoli continuano a far male. Per anni si è pensato che questo fosse semplicemente il prezzo da pagare per un farmaco così efficace. 

Uno studio pubblicato su Science Advances dimostra che non è così: il dolore muscolare e l'abbassamento del colesterolo nascono da due meccanismi completamente diversi, e questo cambia le prospettive di cura.

Il colesterolo scende, ma il dolore non c'entra con quello

Il dato più sorprendente della ricerca, condotta da un team della McMaster University in Canada, è proprio questa separazione. Uno degli aspetti più interessanti della scoperta è che il meccanismo alla base dei disturbi muscolari appare distinto da quello che riduce il colesterolo, ha spiegato Jonathan Schertzer, docente di Biochimica e senior author dello studio. 

In altre parole, il farmaco fa il proprio lavoro sul fegato e sul sangue con un percorso, e provoca danno muscolare con un altro, indipendente dal primo.

Un problema che riguarda fino a 1 persona su 3, ma con una precisazione

Nella pratica clinica, i sintomi muscolari legati alle statine, dolore, debolezza, crampi, vengono riportati da una quota di pazienti compresa tra il 7% e il 29%, secondo i dati raccolti da studi osservazionali e registri clinici

Un intervallo così ampio riflette in parte l'eterogeneità degli studi disponibili: quando la prevalenza viene misurata nei trial randomizzati e controllati con placebo, il metodo più affidabile per isolare l'effetto reale del farmaco, il tasso attribuibile alle statine si riduce sensibilmente, complice anche il cosiddetto effetto nocebo, per cui chi si aspetta di avvertire dolore tende a segnalarlo più spesso, anche assumendo un placebo. 

Resta comunque un fenomeno reale per una parte consistente dei pazienti, ed è proprio da qui che è partita l'indagine: se il colesterolo scende regolarmente ma il dolore compare comunque, in alcuni casi la causa deve trovarsi altrove.

Cosa succede nella cellula muscolare mentre il colesterolo migliora

Lavorando su cellule muscolari in laboratorio e su modelli animali, il gruppo di ricerca ha osservato che le statine alterano il modo in cui le cellule muscolari producono energia, innescando una risposta immunitaria che finisce per danneggiare il tessuto. Nello specifico, il farmaco riduce la prenilazione proteica, una modifica chimica necessaria ad alcune proteine cellulari, e questo attiva un sensore d'allarme interno chiamato inflammasoma NLRP3. 

È questo meccanismo, e non il calo del colesterolo, a scatenare l'infiammazione che danneggia il muscolo. Lo studio ha individuato anche il coinvolgimento di una seconda via molecolare, chiamata YAP, legata al mantenimento delle fibre muscolari e anch'essa alterata dal farmaco. 

La prova decisiva: si può bloccare il dolore senza toccare il colesterolo

Il passaggio più importante della ricerca arriva quando i ricercatori intervengono direttamente sul meccanismo individuato. Bloccando l'inflammasoma NLRP3, oppure ripristinando gli isoprenoidi, le molecole che vengono a mancare per effetto della ridotta prenilazione, il danno alle cellule muscolari si riduce in modo marcato, sia in laboratorio sia negli animali. 

Un dato conferma la separazione tra i due meccanismi: ripristinare semplicemente il colesterolo non ha alcun effetto protettivo sui muscoli. Il farmaco continua a fare il suo lavoro sul cuore, mentre il danno muscolare dipende da un percorso completamente diverso.


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Si tratta ancora di risultati ottenuti su cellule e animali: prima di parlare di statine di nuova generazione, o di farmaci da associare a quelli esistenti per proteggere selettivamente il muscolo, servono studi clinici sull'uomo. 

Gli stessi autori invitano alla prudenza. Per chi già assume statine il messaggio non cambia: non bisogna sospendere la terapia in autonomia in caso di dolori muscolari, ma parlarne con il medico, che può valutare un cambio di dose o di molecola. I benefici delle statine nella prevenzione di infarto e ictus restano tra i più solidi dell'intera farmacologia cardiovascolare.

Per la prima volta, però, la scienza ha capito perché il colesterolo può scendere regolarmente mentre il dolore muscolare resta. Ed è da qui, di norma, che iniziano le terapie del futuro.

Fonti

  • Science Advances - Statins promote muscle metabolic danger and NLRP3-mediated myopathy via lower protein-prenylation and YAP
  • European Heart Journal - Statin-associated muscle symptoms: impact on statin therapy—European Atherosclerosis Society Consensus Panel Statement on Assessment, Aetiology and Management
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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