A causare maggiori danni alla pelle è il sole o la luce artificiale dei lettini solari?
Secondo un nuovo studio, è proprio l’abbronzatura artificiale a provocare effetti più profondi e duraturi, fino a modificare il DNA della pelle.
La ricerca, pubblicata su Science Advances, ha riportato che i lettini solari, non si limitano a scurire la pelle, ma possono provocare mutazioni genetiche diffuse sull’intera superficie cutanea.
Ma cosa significa davvero? E quali sono le conseguenze per la salute?
Sole o lettini solari: cosa fa davvero più male alla pelle secondo il nuovo studio
Lo studio, condotto da team della Northwestern Medicine e dell’Università della California di San Francisco, ha analizzato i dati di circa 6.000 persone, confrontando chi utilizzava regolarmente i lettini con chi non ne faceva uso.
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Cosa è emerso? Un dato senz’altro in grado di cambiare la percezione del rischio: il rischio di sviluppare un melanoma è risultato quasi triplo nei soggetti esposti.
In particolare, il tumore è stato diagnosticato nel 5,1% degli utilizzatori contro il 2,1% del gruppo di controllo.
Lettini solari: mutazioni più diffuse rispetto al sole naturale
Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda l’estensione del danno. Mentre l’esposizione al sole colpisce prevalentemente le aree scoperte del corpo, i lettini solari determinano mutazioni su quasi tutta la pelle.
Analizzando il DNA delle cellule cutanee, i ricercatori hanno osservato:
- un carico mutazionale quasi doppio rispetto ai non esposti;
- alterazioni distribuite su gran parte della superficie corporea;
- mutazioni associate allo sviluppo del melanoma.
Questo significa che l’impatto dell’abbronzatura artificiale può essere più ampio e sistemico rispetto a quello della luce solare naturale.
Perché i lettini solari sono più dannosi del sole?
La spiegazione sta nel tipo di radiazioni emesse. I lettini utilizzano prevalentemente raggi UVA, che penetrano più in profondità nella pelle e agiscono attraverso lo stress ossidativo, danneggiando le cellule nel tempo.
A differenza dell’esposizione solare, che combina diverse lunghezze d’onda, i lettini concentrano l’irradiazione in modo più intenso e uniforme, aumentando il rischio biologico.
Non a caso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica i lettini abbronzanti come cancerogeni di gruppo 1, la stessa categoria di sostanze come il fumo di sigaretta e l’amianto.
Il cuore del problema risiede nella fisica della luce. Mentre il sole emette uno spettro bilanciato, i lettini solari sono progettati per massimizzare l'abbronzatura rapida, sbilanciando l'emissione verso i raggi UVA, che hanno una lunghezza d'onda più lunga. Penetrano fino al derma profondo.
Non causano una scottatura immediata, ma generano specie reattive dell'ossigeno (ROS). Queste molecole instabili danneggiano il DNA in modo "indiretto" ma pervasivo, colpendo anche le cellule staminali della pelle.
Giovani sì, ma “vecchi” nel DNA: ecco perchè
Un dato particolarmente allarmante riguarda l’età biologica delle cellule. Ed è proprio questo il punto più critico emerso dallo studio. Vediamo perché.
I soggetti tra i 30 e i 40 anni che utilizzavano lettini presentavano un numero di mutazioni simile - o superiore - a quello di persone molto più anziane.
Poiché le mutazioni del DNA sono irreversibili, il danno accumulato nel tempo può aumentare significativamente il rischio di sviluppare tumori cutanei, soprattutto prima dei 50 anni.
Il mito della “preparazione al sole”: perché i lettini non proteggono davvero
Molti utilizzano i lettini pensando di “preparare” la pelle all’esposizione estiva. In realtà, questa pratica non offre una protezione reale.
La melanina prodotta durante le sedute artificiali non è infatti nuova, ma deriva dall’ossidazione di quella già presente: un effetto temporaneo che non protegge dai danni dei raggi UV.
Sole o lettini solari: cosa fare per proteggere la pelle
Alla luce dei dati, gli esperti raccomandano prudenza, soprattutto per chi ha fatto uso frequente di lettini.
Ma cosa si intende per lettini solari?
Quando si parla di lettini solari (tanning beds) all’interno dello studio, si includono tutte le apparecchiature per abbronzatura artificiale che emettono raggi UV, quindi:
- lettini orizzontali (classici “lettini”);
- docce solari verticali;
- cabine abbronzanti;
- lampade UV estetiche usate nei centri
Vediamo ora le principali misure di prevenzione:
- evitare l’esposizione ai raggi UV artificiali;
- sottoporsi a controlli dermatologici periodici;
- monitorare eventuali cambiamenti nei nei;
- proteggere la pelle anche durante l’esposizione al sole naturale.
È evidente: la scienza ci ricorda che l’abbronzatura artificiale non è un’alternativa sicura al sole. Al contrario, può rappresentare un rischio concreto, ed ulteriore, per la salute della pelle, con effetti che sorpassano la questione meramente estetica.
Fonti:
Repubblica - I lettini solari modificano il Dna della pelle (molto più del sole)