Sigarette elettroniche, i gusti “ghiaccio” potrebbero avere effetti nascosti sul cuore

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 16 Giugno, 2026

Una persona che svapa da una sigaretta elettrica

Per anni, quando si è parlato di sigarette elettroniche, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla nicotina. Il tema principale era la dipendenza, poi si è aggiunta la preoccupazione per gli effetti del vaping sui polmoni e sull’apparato respiratorio. Gli aromi, invece, sono stati spesso considerati un elemento secondario: qualcosa che rendeva il prodotto più gradevole, ma non necessariamente centrale dal punto di vista sanitario.

Negli ultimi tempi, però, la prospettiva sta cambiando. Man mano che si accumulano nuove evidenze, i ricercatori stanno iniziando a chiedersi se alcune sostanze usate per aromatizzare le e-cig possano avere effetti propri sull’organismo, indipendenti dalla nicotina. Tra i composti finiti sotto osservazione ci sono il mentolo e gli agenti rinfrescanti sintetici, responsabili della sensazione fresca tipica dei gusti “ice”, oggi molto diffusi.

Questi ingredienti non compaiono solo nei prodotti alla menta. Sono presenti anche in liquidi alla frutta, al gusto caramella o ispirati a bevande, dove servono a dare quella sensazione fredda che molti consumatori associano a un’esperienza più morbida e meno fastidiosa per la gola.

Come funziona la sensazione di freddo

La sensazione rinfrescante non dipende da un reale abbassamento della temperatura dell’aerosol inalato. In altre parole, l’aria che arriva nei polmoni non diventa davvero più fredda. Il meccanismo è diverso: sostanze come il mentolo o composti sintetici ispirati al mentolo, tra cui WS-3 e WS-23, attivano un recettore chiamato TRPM8.

Questo recettore è considerato uno dei sensori del freddo del corpo. Quando viene stimolato, il cervello interpreta il segnale come una sensazione di freschezza, anche se la temperatura effettiva non è cambiata. È un effetto sensoriale molto efficace, perché può rendere il vaping meno irritante e più facile da tollerare.


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Proprio questa maggiore “morbidezza” potrebbe però avere un effetto indiretto importante: spingere alcune persone a inalare più profondamente o a usare la sigaretta elettronica con maggiore frequenza. Il problema, quindi, non riguarda solo l’aroma in sé, ma anche il modo in cui cambia l’esperienza d’uso.

Il recettore TRPM8 non si trova solo nel sistema sensoriale

Per molto tempo si è pensato che questi composti agissero quasi esclusivamente sui meccanismi della percezione sensoriale. Oggi, però, si sa che i recettori TRPM8 sono presenti in diverse parti del corpo. Questo ha aperto una nuova domanda: se vengono attivati da sostanze inalate con le e-cig, potrebbero produrre effetti anche al di fuori della semplice sensazione di freddo?

Una recente ricerca condotta sui topi ha rilevato che gli aerosol di sigarette elettroniche contenenti mentolo possono aumentare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Lo studio ha osservato anche un incremento dei battiti ventricolari prematuri, irregolarità del ritmo cardiaco di solito considerate innocue, ma che possono indicare uno stress sul sistema elettrico del cuore.

Non solo. Nei topi esposti sono stati riscontrati livelli più alti di epinefrina, l’ormone associato alla risposta di “lotta o fuga”. Alcuni effetti sono continuati anche dopo la fine dell’esposizione, con alterazioni nella regolazione del ritmo cardiaco ancora rilevabili settimane più tardi.

Possibili effetti anche sui vasi sanguigni

I ricercatori stanno ora cercando di capire se gli stessi composti possano influire anche sui vasi sanguigni. Le pareti interne dei vasi sono rivestite da cellule che contribuiscono a regolare il flusso del sangue, l’infiammazione e la coagulazione. Quando queste cellule vengono danneggiate, l’equilibrio cardiovascolare può risentirne.

Studi di laboratorio suggeriscono che alcune sostanze usate per aromatizzare le sigarette elettroniche possano danneggiare queste cellule, aumentando infiammazione, stress cellulare e probabilità di morte cellulare. Alcuni di questi effetti sono stati osservati anche in assenza di nicotina, un dettaglio importante perché indica che il problema potrebbe non dipendere solo dalla sostanza più nota e discussa del vaping.

Il danno alle cellule che rivestono i vasi sanguigni è considerato uno dei segnali iniziali delle malattie cardiovascolari. Per questo motivo, l’attenzione verso gli agenti rinfrescanti è aumentata: non potrebbero riguardare soltanto il cuore, ma l’intero sistema circolatorio.

Il nodo degli agenti rinfrescanti sintetici

La preoccupazione cresce anche perché i produttori usano sempre più spesso agenti sintetici capaci di generare una forte sensazione di freddo senza dare necessariamente un sapore di menta. Questo permette di creare liquidi alla frutta, dolci o ispirati a bevande con un effetto “ghiacciato”, anche quando il gusto principale è molto diverso.

Il punto critico è che gli effetti sulla salute di alcuni di questi composti sono ancora poco compresi. Una sostanza considerata sicura da ingerire non è automaticamente sicura da inalare. L’assorbimento attraverso i polmoni è diverso: le sostanze possono raggiungere il sangue in modo molto più diretto, e nuove formulazioni possono arrivare sul mercato prima che siano disponibili studi completi sulla loro sicurezza.

Questo non significa che i gusti “ice” siano già stati dimostrati come causa di malattie cardiache. Per arrivare a una conclusione del genere servirebbero studi più ampi sugli esseri umani. Tuttavia, i dati disponibili suggeriscono che questi composti non siano biologicamente inattivi come si pensava in passato.

Una questione ancora aperta

La ricerca sugli aromi delle sigarette elettroniche sta quindi assumendo un significato più ampio. Non riguarda più soltanto la gradevolezza del prodotto o il rischio che certi gusti attirino nuovi consumatori. Riguarda anche il modo in cui singole sostanze, come mentolo, WS-3 e WS-23, possono interagire con l’organismo.

Al momento, il quadro non è definitivo. Gli studi sugli animali e quelli condotti in laboratorio non possono essere trasferiti automaticamente agli esseri umani, ma servono a individuare possibili segnali di rischio. E i segnali, secondo i ricercatori, meritano attenzione.

Gli agenti rinfrescanti rendono l’esperienza più piacevole e meno irritante, ma potrebbero anche modificare il modo in cui il corpo reagisce all’aerosol inalato. Per capire quanto questo incida davvero sulla salute cardiovascolare serviranno ulteriori studi, soprattutto su larga scala e nell’uomo.

Fonti:

ScienceAlert - Popular 'Ice' Vape Flavors May Have a Hidden Effect on Your Heart

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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