Sei anni dopo il Covid: il rapporto OMS che nessuno vuole sentire

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Mattia Zamboni
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Data articolo – 20 Maggio, 2026

Personale sanitario in tuta protettiva e mascherina mentre misura la febbre a un uomo con un termometro a infrarossi davanti a un'ambulanza

A sei anni dallo shock globale provocato dal Covid-19, il mondo continua a muoversi su un terreno fragile: le cicatrici lasciate dalla pandemia sono ancora evidenti nei sistemi sanitari, nelle economie e nella fiducia collettiva verso le istituzioni, ma secondo gli esperti internazionali le lezioni apprese non sarebbero bastate a costruire una reale protezione contro le future emergenze sanitarie.

L’allarme arriva dal nuovo rapporto del Global Preparedness Monitoring Board (GPMB), organismo indipendente sostenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal Gruppo Banca Mondiale, presentato durante la 79esima Assemblea mondiale della sanità in corso a Ginevra. Il documento traccia uno scenario preoccupante: le epidemie infettive stanno diventando più frequenti, più rapide nella diffusione e più pesanti nelle conseguenze sociali ed economiche.

Secondo il report, il rischio pandemico sta crescendo più velocemente della capacità dei governi di investire nella prevenzione. In altre parole, mentre aumentano le minacce legate ai virus emergenti, la cooperazione internazionale rallenta, i finanziamenti diminuiscono e le tensioni geopolitiche rendono più difficile una risposta coordinata.

Ebola, mpox e nuove minacce: il sistema globale resta vulnerabile

Il documento ripercorre gli ultimi dieci anni di emergenze sanitarie internazionali dichiarate dall’Oms: dall’epidemia di Ebola in Africa occidentale al Covid-19, fino ai recenti focolai di mpox. L’analisi mostra come molte delle criticità emerse durante la pandemia da coronavirus non siano state realmente risolte.

Tra i punti più critici c’è ancora l’accesso diseguale a vaccini, test diagnostici e terapie. Il rapporto evidenzia, per esempio, che i vaccini contro mpox sono arrivati nei Paesi più poveri quasi due anni dopo l’inizio dell’epidemia, con tempi persino peggiori rispetto a quelli registrati durante il Covid.

Un ritardo che, secondo gli esperti, fotografa un problema strutturale: i Paesi economicamente più fragili continuano ad avere accesso tardivo agli strumenti sanitari salvavita, aumentando il rischio che le epidemie si trasformino in crisi globali.


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Nel frattempo, proprio nelle ore dell’apertura dell’Assemblea mondiale della sanità, è stata dichiarata una nuova emergenza sanitaria internazionale legata all’Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Le autorità sanitarie monitorano centinaia di casi sospetti e decine di decessi, mentre cresce l’attenzione anche nei Paesi confinanti, come l’Uganda.

“Il mondo non è più sicuro”

Il messaggio centrale del rapporto è netto: il pianeta oggi non sarebbe più preparato di quanto lo fosse prima del Covid-19. Anzi, alcuni indicatori mostrano un peggioramento.

Gli esperti del GPMB sottolineano che il contesto internazionale è diventato più instabile rispetto a dieci anni fa. Guerre, polarizzazione politica, crisi economiche, cambiamenti climatici e riduzione degli aiuti internazionali stanno erodendo la capacità di risposta globale.

A pesare è anche la perdita di fiducia nelle istituzioni scientifiche e nei governi, fenomeno che durante il Covid si è amplificato attraverso disinformazione, tensioni sociali e risposte politiche spesso frammentate. Secondo il report, questa erosione della fiducia rischia di diventare uno degli ostacoli principali nella gestione delle future emergenze.

Le conseguenze non riguardano soltanto la salute pubblica: una nuova pandemia, spiegano gli esperti, potrebbe colpire un mondo più indebitato, economicamente fragile e meno resiliente, con effetti potenzialmente ancora più pesanti rispetto a quelli visti nel 2020.

L’intelligenza artificiale può aiutare, ma non basta

Nel rapporto trova spazio anche il tema delle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali vengono considerati una risorsa importante per migliorare il monitoraggio delle minacce infettive e individuare più rapidamente nuovi focolai.

Tuttavia, il documento invita alla cautela. Senza regole condivise e sistemi di governance efficaci, le tecnologie rischiano di ampliare ulteriormente le disuguaglianze tra Paesi ricchi e poveri, replicando gli squilibri già emersi durante la pandemia da Covid-19.Operatore sanitario in tuta protettiva bianca e guanti azzurri mentre maneggia un tampone per test medico

Per questo, il GPMB individua tre priorità considerate fondamentali: creare un sistema permanente e indipendente di monitoraggio del rischio pandemico, garantire un accesso equo ai vaccini e rafforzare i finanziamenti destinati alla preparazione sanitaria globale.

La sfida dell’Oms dopo il Covid

Sul tavolo dell’Assemblea mondiale della sanità c’è anche il futuro dell’Oms stessa. L’agenzia sta attraversando una fase delicata dopo l’uscita degli Stati Uniti dal ruolo di principale sostenitore economico, una situazione che ha costretto l’organizzazione a una profonda ristrutturazione interna.

Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha assicurato che il processo di riorganizzazione è stato completato e che l’agenzia avrebbe raggiunto una fase di maggiore stabilità finanziaria. Restano, però, ancora aperte questioni legate ai fondi necessari per sostenere le attività future e rafforzare la preparazione globale contro nuove emergenze.

Nel frattempo, i governi lavorano alla definizione dell’Accordo pandemico internazionale promosso dall’Oms, considerato uno degli strumenti chiave per evitare che la prossima crisi sanitaria trovi il mondo nuovamente impreparato.

Secondo gli esperti del GPMB, però, il tempo per intervenire si sta riducendo. Il rischio non è soltanto quello di una nuova epidemia, ma di affrontarla in un contesto globale ancora più fragile, diviso e vulnerabile rispetto al passato.

Fonti:

GPMB – 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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