San Valentino, l’amore protegge il cuore? Parla la cardiologia

Alessandra Familari | Autrice e divulgatrice informazione sanitaria
A cura di Alessandra Familari
Autrice e divulgatrice informazione sanitaria

Data articolo – 12 Febbraio, 2026

Una coppia a San Valentino con tanti cuori.

In occasione di San Valentino, la scienza offre una prospettiva che supera la retorica romantica e atterra sulla salute: le relazioni affettive stabili possono proteggere il cuore? In effetti, l'amore può incidere in modo concreto sulla salute cardiovascolare

A sottolinearlo è Nicola Maurea, direttore della Struttura complessa di Cardiologia dell’Istituto dei Tumori di Napoli, che richiama l’attenzione sul legame tra equilibrio emotivo e prevenzione cardiaca.

Ma vediamo in che modo e in quali casi l'amore può davvero proteggere quello che é il benessere del muscolo più importante del corpo umano.

San Valentino: relazioni stabili e riduzione dei rischi per il cuore

Le evidenze scientifiche mostrano che chi vive relazioni affettive solide e reciprocamente supportive presenta un rischio cardiovascolare inferiore rispetto a chi sperimenta isolamento o instabilità emotiva. Si tratta di un meccanismo biologico.


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In presenza di un legame stabile avvengono alcuni meccanismi biologici benefici. Vediamo quali:

  • diminuiscono i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress;
  • migliora la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), indice dell’equilibrio tra sistema nervoso simpatico e parasimpatico;
  • aumenta l’aderenza alle cure mediche;
  • si consolidano abitudini di vita più sane e regolari.

La riduzione dello stress cronico comporta infatti minore infiammazione sistemica e minore sovraccarico per il sistema cardiovascolare. Il supporto emotivo si traduce, dunque, in una protezione indiretta ma misurabile per il cuore.

“Le relazioni stabili funzionano come un vero fattore di prevenzione cardiovascolare" - spiega Maurea - affiungendo che "chi si sente sostenuto emotivamente risponde meglio alle terapie e affronta anche la malattia con maggiori risorse interiori”.

San Valentino e salute del cuore: il “batticuore” ha basi biologiche reali?

Il batticuore dell’innamoramento non è una semplice metafora. Infatti, durante le prime fasi dell’amore si attiva quello che é un complesso dialogo tra cervello, sistema nervoso autonomo e apparato cardiovascolare.

Aumentano adrenalina, dopamina e ossitocina; la frequenza cardiaca accelera; la pressione può salire temporaneamente; la percezione del tempo e del corpo si modifica. Nella maggior parte delle persone sane, si tratta di cambiamenti fisiologici transitori e innocui.


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Questa attivazione è paragonabile a una risposta di “attivazione positiva”: il sistema nervoso simpatico si attiva, ma senza generare danni strutturali in un organismo sano.

San Valentino, quando l'amore fa male al cuore?

Tuttavia, il quadro si modifica se l’intensità emotiva si trasforma in agitazione persistente. Insonnia, paura dell’abbandono, ipercoinvolgimento o ansia continua possono mantenere il sistema nervoso in uno stato di allerta prolungato.

In queste condizioni:

  • possono comparire palpitazioni persistenti;
  • possono manifestarsi tachicardie o senso di affanno;
  • possono peggiorare condizioni cardiache già presenti;
  • aumenta il carico infiammatorio e lo stress ossidativo.

Particolare attenzione va riservata alle persone fisicamente fragili, come chi soffre di anemia, disidratazione, disturbi d’ansia o è sottoposto a terapie cardiotossiche. In questi casi, anche uno stimolo emotivo intenso può accentuare sintomi cardiovascolari.

Non si tratta, nella maggior parte dei casi, di eventi pericolosi, ma di segnali che meritano valutazione clinica. Palpitazioni persistenti, capogiri o affanno non dovrebbero essere ignorati, soprattutto se associati a condizioni di salute già compromesse.

L'amore fa bene al cuore? Il segreto é equilibrio come prevenzione

Non occorre evitare l’innamoramento in virtù di evitare potenziali rischi, piuttosto occorre che lo si viva con consapevolezza ed equilibrio. Le relazioni autentiche, reciprocamente sostenute e prive di stress cronico rappresentano un fattore protettivo per cuore e mente.

Dunque l’amore può incarnare sia segno di vitalità sia, in alcune circostanze, campanello d’allarme. La differenza sta nella qualità del legame e nella capacità di mantenere un equilibrio emotivo

Coltivare relazioni sane non rappresenta una mera una scelta affettiva, ma può trasformarsi in una strategia concreta di prevenzione cardiovascolare.


Fonti:

Ansa - San Valentino, quando l'amore protegge il cuore

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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