Rigidità mattutina e dolore alle mani possono essere sintomi di artrite psoriasica: parla la specialista

Redazione
A cura di Redazione
Seguici su Google Discover

Data articolo – 11 Maggio, 2026

persona-con-artrite-psoriasica

L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica che può interessare articolazioni, tendini, entesi e colonna vertebrale, spesso in associazione alla psoriasi cutanea o ungueale. Non sempre, però, i sintomi vengono riconosciuti subito: rigidità mattutina, dolore alle mani o ai piedi, gonfiore di un dito, dolore al tallone o alla schiena possono essere segnali iniziali facilmente sottovalutati, ma importanti da intercettare precocemente.

Una diagnosi tempestiva è fondamentale per prevenire danni articolari permanenti, dolore cronico e limitazioni funzionali. Allo stesso tempo, l’artrite psoriasica non riguarda solo le articolazioni: può avere un impatto più ampio sulla salute cardiovascolare, metabolica, intestinale e psicologica, rendendo necessario un approccio multidisciplinare e personalizzato.

Per approfondire cause, sintomi, esami utili, possibili rischi e ruolo dello stile di vita, abbiamo intervistato la Dott.ssa Elisa Rossi, della UOC di Medicina Interna ad indirizzo reumatologico ASL-AOSP IRCCS Policlinico di S. Orsola, Bologna, in collaborazione con APIAFCO, Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza.

Che cos’è l’artrite psoriasica e a quale età può iniziare a manifestarsi?

“L’artrite psoriasica è una patologia infiammatoria cronica articolare, mediata dal sistema immunitario, correlata alla psoriasi cutanea o delle unghie. Può coinvolgere le articolazioni, i tendini, le entesi (i punti di inserzione di legamenti e tendini sull’osso) e la colonna vertebrale. è caratterizzata da dolore, tumefazione articolare e limitazione funzionale della parte colpita e deve essere adeguatamente e prontamente trattata per evitare danni permanenti articolari, il dolore cronico e le disabilità motorie.


Potrebbe interessarti anche:


La malattia è presente in circa un terzo dei pazienti affetti da psoriasi o da familiarità di 1° grado per psoriasi (genitori, fratelli e sorelle), maschi e femmine sono colpiti in eguale misura (nei maschi è più frequente il coinvolgimento vertebrale). Nell’85% dei casi la psoriasi cutanea compare prima dell’artrite, nel 5-10 % esordiscono insieme e nel 5-10% l’artrite viene prima.

I dati di prevalenza dell’artrite psoriasica nella popolazione generale oscillano tra lo 0.5 e l’1%. Può manifestarsi ad ogni età, ma più comunemente insorge tra i 30 e i 50 anni. Può comunque presentarsi in qualsiasi periodo della vita, anche in età pediatrica o dopo i 60 anni.

Non esiste una correlazione diretta tra l’attività della psoriasi e quella dell’artrite, quindi la malattia articolare può presentarsi in zone del corpo non colpite dalla psoriasi e manifestarsi in pazienti con psoriasi modesta o minima o addirittura assente.”

Quali sono i primi sintomi della patologia?

“La malattia psoriasica è una condizione multiforme, che comprende una varietà di manifestazioni cliniche, tra cui l’artrite, cioè l’infiammazione delle articolazioni, che si presentano gonfie e doloranti, spesso in modo asimmetrico (ad esempio ginocchio destro e due dita della mano sinistra), l’entesite (l’infiammazione dei tendini vicino alle ossa), la dattilite (un dito dei piedi o delle mani tumefatto, cosiddetto “dito a salsicciotto”), la psoriasi cutanea e ungueale, la spondilite (l’infiammazione della colonna vertebrale e del bacino), le manifestazioni extrareumatologiche e extradermatologiche come l’uveite (l’infiammazione degli occhi) e la malattia infiammatoria intestinale, ma anche comorbidità come le malattie cardiovascolari e condizioni psicosociali come i disturbi del sonno, ansia e depressione, un’immagine negativa del proprio corpo.

I primi sintomi sono spesso subdoli e possono essere sottostimati, quelli più precoci sono:

  • Rigidità mattutina maggiore di 30 minuti in particolare a mani e piedi che migliora con il movimento
  • Dolore e gonfiore di una o due dita (dattilite), magari solo un dito del piede e della mano, caldo e dolente
  • Dolore e gonfiore di una o più piccole articolazioni delle mani, in particolare le articolazioni interfalangee distali (l’ultima articolazione della mano subito sotto all’unghia), con difficoltà ad abbottonarsi la camicia, a chiudere le mani a pugno, ad allacciarsi le scarpe.
  • Improvviso dolore e tumefazione di un ginocchio. La monoartrite di ginocchio rappresenta una delle più frequenti manifestazioni di esordio dell’artrite psoriasica.
  • Dolore al tallone o alla pianta dei piedi. L’entesite del tendine di Achille o della fascia plantare porta ad avere dolore in particolare al mattino ai primi passi.
  • Dolore lombare notturno. La lombalgia infiammatoria porta ad avere dolore e rigidità alla parte bassa della schiena a riposo, durante la notte e al risveglio con necessità di alzarsi dal letto e muoversi per ridurre l’intensità del dolore, spesso insorge prima dei 40 anni.
  • Spossatezza sproporzionata, che non passa con il riposo, legata all’infiammazione.
  • Alterazioni delle unghie: piccoli buchini (pitting), unghia che si solleva, ispessimento. Queste alterazioni sono presenti nell’80% dei pazienti psoriasici che sviluppano l’artrite.”

Quali sono i rischi dell’artrite psoriasica?

“Se non viene diagnosticata e trattata per tempo, l’artrite psoriasica può dare complicanze sia articolari sia sistemiche (che coinvolgono altri organi e tessuti dell’organismo).

A livello articolare l’artrite attiva persistente può portare ad erosioni della cartilagine e dell’osso e a deformità dell’articolazione con sviluppo di danni irreversibili e limitazioni funzionali già nei primi anni dalla comparsa dei sintomi.

In alcuni casi l’artrite può associarsi a patologie infiammatorie dell’occhio come l’uveite, cioè un’infiammazione interna dell’occhio che causa dolore, arrossamento, fotofobia (eccessiva sensibilità degli occhi alla luce) e se trascurata può portare a danni permanenti della vista.

I pazienti affetti da artrite psoriasica presentano, inoltre, una maggiore incidenza di sindrome metabolica (sovrappeso, ipertensione arteriosa, aumento della glicemia dell’uricemia) e di patologie cardiovascolari (infarto del miocardio e ictus cerebrale). Le malattie cardiovascolari rappresentano la più importante causa di mortalità e morbilità nei pazienti con malattia psoriasica. Il coinvolgimento del sistema vascolare è stato attribuito alla disfunzione/danno della parete dei vasi sanguigni causato dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolari (fumo di sigaretta, inattività fisica, obesità, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete), dall’infiammazione cronica e dai cambiamenti del sistema immunitario legati all’artrite e alla psoriasi che possono accelerare il processo di aterosclerosi. Quindi la valutazione cardiologica è raccomandata in tutti i pazienti con malattia psoriasica per valutare il rischio cardiovascolare e trattare eventuali alterazioni metaboliche come la dislipidemia e l’iperuricemia. Controllare bene l’infiammazione articolare e cutanea riduce anche il rischio cardiovascolare e metabolico.

Nei pazienti con artrite psoriasica il rischio di avere anche una malattia infiammatoria cronica intestinale (Morbo di Crohn o colite ulcerosa) è aumentato rispetto alla popolazione generale, con prevalenza di 1-2%. Se compaiono diarrea cronica, dolore addominale, sangue nelle feci, calo di peso è indicata una valutazione gastroenterologia.

La malattia psoriasica non colpisce solo articolazioni e pelle, ha un peso forte anche su umore, relazioni, lavoro e spesso è l’aspetto meno visibile dall’esterno. Fino al 30-40% dei pazienti ha sintomi depressivi clinicamente significativi. Il dolore cronico, le lesioni cutanee visibili, l’affaticamento e l’imprevedibilità delle riacutizzazioni logorano, l’infiammazione stessa aumenta i livelli di proteine che influenzano l’umore. Il dolore notturno, la rigidità, prurito cutaneo possono provocare disturbi del sonno e peggiorare stanchezza e aumentare l’irritabilità.”

Quali esami e accertamenti bisogna fare per individuare la patologia?

La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire danni articolari permanenti e migliorare significativamente la qualità della vita del paziente.

La diagnosi di artrite psoriasica si basa sulla storia clinica del paziente e sulla valutazione clinica di segni e sintomi. Non esiste un singolo esame che “faccia diagnosi”, il reumatologo valuta i sintomi che il paziente presenta e chiede esami di laboratorio e radiologici. 

Gli esami del sangue servono ad escludere altre malattie, nessuno è specifico per l’artrite psoriasica. Gli indici di infiammazione (VES e Proteina C Reattiva) possono essere alti, ma nel 40% dei casi sono normali. La ricerca dell’antigene HLA-B27 (marcatore genetico) è positiva nel 20-30% dei casi, soprattutto se c’è coinvolgimento della colonna vertebrale. Il Fattore Reumatoide e antiCCP (anti peptidi citrullinati) sono negativi, se positivi fanno pensare di all’artrite reumatoide. È poi necessario valutare l’uricemia per escludere la gotta, che può imitare l’artrite psoriasica. 

Gli esami di imaging più richiesti sono la radiografia, l’ecografia e la risonanza magnetica. La radiografia tradizionale del distretto coinvolto ci permette di individuare la presenza di erosioni articolari e di periostite (produzione di nuovo tessuto osseo), che sono segni tardivi di artrite, cioè compaiono dopo mesi o anni di malattia non adeguatamente trattata e rappresentano un danno permanente dell’articolazione. L’indagine ecografica, invece, permette di esplorare la presenza di infiammazione articolare anche lieve, iniziale o di monitorare l’efficacia della terapia, perché è capace di individuare anche le infiammazioni cosiddette subcliniche, quelle che il paziente non percepisce ancora come dolore o impaccio funzionale. È, quindi, un esame fondamentale, non invasivo, utilissimo per valutare il grado di infiammazione articolare, tendinea e la presenza di piccole erosioni. Inoltre, è un accertamento che può essere eseguito in sede di visita e aiuta il reumatologo a fare la scelta terapeutica più opportuna per il paziente. La risonanza magnetica rappresenta l’accertamento più sensibile e specifico per stabilire la presenza di artrite della colonna vertebrale e delle sacroiliache, mostra l’edema osseo/infiammazione mesi prima che compaia il danno sulla radiografia.

Una volta fatta la diagnosi si controllano la pressione arteriosa, il colesterolo, la glicemia, le transaminasi (ci danno indicazioni sullo stato del fegato), la creatinina (studia la funzione dei reni) e l’emocromo per la valutazione del rischio cardiovascolare, gli anticorpi contro il virus dell’epatite B e dell’epatite C e il test quantiferon (positivo in caso  di pregressa malattia tubercolare) in previsione di iniziare una terapia immunosoppressiva (solitamente methotrexato e/o farmaci biologici) specifica per spegnere l’infiammazione e il dolore articolare.”

Artrite psoriasica e stile di vita: quali accorgimenti?

“Nella malattia psoriasica i farmaci sono indispensabili per spegnere l’infiammazione, prevenire le limitazioni funzionali permanenti e ridurre/eliminare il dolore. Lo stile di vita sano e attivo contribuisce a mantenere in buona salute le articolazioni, aiuta la terapia farmacologica a funzionare meglio e prolunga i suoi benefici.

Il movimento, inteso come attività fisica costante e moderata, è considerata terapia indispensabile per prevenire le malattie degenerative come l’artrosi, che spesso si associano all’artrite con l’avanzare dell’età.

Il reumatologo consiglia esercizio fisico regolare e a basso impatto come ginnastica in acqua e nuoto, bicicletta o cyclette, camminata veloce, almeno 3-4 volte alla settimana (circa 200 minuti a settimana). La regola principale è quella di muoversi anche tutti i giorni, ma di rispettare il dolore e quindi rallentare o fermarsi quando si inizia ad avere dolore articolare.

Per quanto riguarda l’alimentazione “antinfiammatoria”, è importante osservare i seguenti accorgimenti:

  • Dieta mediterranea: tanta verdura di stagione, frutta fresca, legumi, pesce azzurro, olio extravergine di oliva, frutta secca, farine non raffinate, meglio se macinate a pietra. Riduce i livelli di Proteina C Reattiva, riduce il rischio cardiovascolare, favorisce l’apporto di calcio.
  • Omega-3: salmone, sgombro, sardine, da assumere 2-3 volte alla settimana. Possono ridurre dolore e infiammazione articolare.
  • Limitare il consumo di zuccheri, alcol, carni rosse/lavorate, fritti, bevande gassate e zuccherate. Favoriscono l’infiammazione e peggiorano anche la psoriasi.
  • Glutine: se non si ha una diagnosi di celiachia confermata con biopsia non bisogna eliminarlo, ma un consumo eccessivo, nelle persone sensibili e predisposte, può portare ad un aumento dello stress ossidativo e ad un’infiammazione intestinale di basso grado che può peggiorare la qualità di vita dei pazienti con malattia psoriasica. Pertanto è preferibile usare farine di farro, segale, orzo, avena che hanno un minor contenuto di glutine, da alternare con farine di riso, mais, grano saraceno, legumi che sono prive di glutine.
  • Latticini: latte, yogurt, parmigiano contengono peptidi bioattivi, lattoferrina, vitamina D, calcio che hanno effetti antiossidanti e antinfiammatori.

Stile di vita sano significa anche smettere di fumare. Il fumo di sigaretta, infatti, peggiora sia la psoriasi che l’artrite, aumenta il rischio cardiovascolare e rende i farmaci meno efficaci.

Per quanto riguarda il consumo di alcol, in caso di terapia con methotrexato è consigliabile non assumerlo proprio per il rischio di tossicità epatica. In generale, l’alcol aumenta il rischio di riacutizzazioni cutanee e interagisce con i farmaci, si raccomanda di non assumere più di un bicchiere di vino o birra al giorno e di evitare i superalcolici.

Infine, molto importante è la gestione dello stress, perché infiammazione e stress si alimentano a vicenda. Stress psico-fisici sono fattori scatenanti della psoriasi e dell’artrite, praticare quotidianamente la mindfulness, esercizi di respirazione, avere tempo per dedicarsi ai propri hobby e una buona qualità e quantità di sonno aiutano a prevenire i danni provocati dello stress. 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati