Proteina da zecca offre nuove speranze contro infiammazione, sclerosi multipla e cancro

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Mattia Zamboni
Seguici su Google Discover

Data articolo – 12 Aprile, 2026

Primo piano di un operatore sanitario che sostiene con cura il braccio e la mano di un paziente vicino a un deambulatore.

La ricerca biomedica ha compiuto un passo storico nella comprensione e potenziale trattamento delle malattie infiammatorie e autoimmuni, tra cui sclerosi multipla (MS), artrite reumatoide (RA) e persino alcuni tumori.

Un gruppo di scienziati del Monash Biomedicine Discovery Institute (BDI) ha identificato una molecola unica, derivata dalla saliva delle zecche, capace di neutralizzare segnali infiammatori chiave nel nostro sistema immunitario.

Scopriamo di più.

Zecche: parassiti ma anche fonte di ispirazione terapeutica

Il nostro sistema immunitario utilizza piccole proteine chiamate chemochine per indirizzare le cellule immunitarie verso i siti di lesioni o infezioni.

In condizioni normali, questa comunicazione protegge l’organismo attivando la risposta infiammatoria quando necessario.

Tuttavia, quando queste molecole vengono iperattivate, possono causare infiammazione cronica, un processo alla base di molte malattie autoimmuni e di diversi tipi di cancro. 

Sebbene le zecche siano note soprattutto come parassiti ematofagi, la loro saliva contiene proteine immunomodulanti chiamate evasine.


Potrebbe interessarti anche:


Queste molecole consentono alle zecche di nutrirsi di sangue senza scatenare reazioni infiammatorie nell’ospite, bloccando le chemochine prima che possano attivare il sistema immunitario

Finora, le evasine conosciuti erano specifici per un solo tipo di chemochina, ma il nuovo studio pubblicato ha identificato una variante naturale, denominata EVA‑ATL1001, in grado di legarsi a due principali classi di chemochine (CC e CXC), superando una limitazione chiave delle molecole precedenti. 

EVA‑ATL1001: unica nel suo genere

La molecola EVA‑ATL1001 è stata caratterizzata per la sua capacità duale di neutralizzare sia chemochine CC che CXC, grazie a una particolare struttura molecolare che comprende:

  • un nucleo idrofobico poco profondo in grado di ospitare diversi tipi di chemochine; 
  • contributi strutturali dalla regione N-terminale e dalla zona β1‑β2 della proteina. 

Questa capacità duale rappresenta un salto in avanti significativo nella ricerca di agenti capaci di contenere risposte immunitarie eccessive, un fattore critico nella progressione di molte patologie croniche. 

La ricerca suggerisce che le evasine di zecca come EVA‑ATL1001 potrebbero fornire il modello per nuovi immunoterapici capaci di modulare l’infiammazione in modo mirato, con potenziali applicazioni in malattie dove l’infiammazione è un meccanismo chiave, inclusi:

  • sclerosi multipla (MS), dove le chemochine stimolano attacchi autoimmuni al sistema nervoso;
  • artrite reumatoide (RA), con danni articolari causati dall’infiammazione persistente;
  • alcuni tumori in cui l’infiammazione promuove la progressione cancerosa. 

Vantaggi di evasine ad ampio spettro

Una caratteristica cruciale di EVA‑ATL1001 rispetto ad altri evasine è la sua ampia capacità di bloccare diverse famiglie di chemochine.Una ricercatrice in camice bianco osserva un campione al microscopio in un laboratorio, con colleghi sfocati sullo sfondo.

Fino a poco tempo fa, le evasine identificati erano limitati a una sola classe di chemochine, mentre questo nuovo evasin funge da inibitore ad ampio spettro. 

Questo significa che un singolo composto potrebbe:

  • ridurre più percorsi infiammatori simultaneamente; 
  • offrirsi come base per farmaci con potenziale uso clinico su molte patologie
  • minimizzare la necessità di combinazioni di farmaci. 

Gli autori sottolineano che questa scoperta non è solo una curiosità biologica, ma un punto di partenza concreto per sviluppare nuove terapie anti‑infiammatorie e immunomodulanti, con un enorme potenziale clinico. 

In particolare, le ricerche future punteranno a:

  • ingegnerizzare versioni di evasine ottimizzate per uso umano; 
  • valutare sicurezza ed efficacia in modelli animali e studi clinici; 
  • esplorare applicazioni in malattie dove l’attivazione incontrollata delle chemochine è dannosa. 

La possibilità di modulare l’infiammazione attraverso agenti derivati da proteine naturali apre la porta a nuovi trattamenti per condizioni che oggi hanno opzioni terapeutiche limitate.

Questo include non solo malattie autoimmuni, ma anche malattie croniche infiammatorie e cancro, dove la dysregulation delle chemochine gioca un ruolo significativo. 

Fonti:

  • Science DirectDiscovery of an evolutionarily distinct evasin with dual CC and CXC chemokine inhibitory activity
  • Monash UniversityHow the canny tick could help prevent disease like MS and cancer

Ultimo aggiornamento – 08 Aprile, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
ragazza seduta alla scrivania, assonnata
Sempre stanchi in primavera? Ecco cosa succede davvero al nostro corpo

Stanchezza, sonnolenza e calo di energia in primavera: scopri cause, sintomi e consigli utili per affrontare il cambio di stagione.