Pelle secca e spenta d'estate? Il nutriente che manca nella dieta di quasi tutti (e non è l'acqua)

Dr. Marcello Agosta Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Marcello Agosta, Chirurgo Generale, Medico Generale |
A cura di Emanuela Spotorno
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Data articolo – 12 Giugno, 2026

donna col cappello da sole, ride

Con l'arrivo del caldo, l'attenzione si concentra quasi sempre sulla crema solare. Eppure, la barriera cutanea combatte su un altro fronte altrettanto critico: l'idratazione. Sudorazione intensa, esposizione ai raggi UV e temperature elevate accelerano la perdita di acqua dalla cute, compromettendone elasticità e funzione protettiva. Gli esperti sono concordi: la difesa più efficace parte dall'interno, non dal tubetto del doposole.

Cosa succede alla pelle quando fa caldo

Il derma, lo strato più profondo della pelle, contiene tra il 70 e l'80% di acqua. In caso di disidratazione corporea, è proprio questa "riserva" a essere intaccata per prima, riducendo il supporto strutturale dell'intera cute. 

A questo si aggiunge un meccanismo fisiologico noto come TEWL (Trans Epidermal Water Loss): una perdita media di 300-400 ml di acqua al giorno attraverso la pelle, che può aumentare sensibilmente in presenza di fattori ambientali come il caldo secco.

Il risultato visibile è una pelle che appare più secca, meno tonica e più vulnerabile alle irritazioni. Le temperature estive modificano anche la secrezione sebacea e la perdita di acqua transepidermica, con un impatto diretto sulla barriera cutanea. 

Quanta acqua bere, secondo le indicazioni ufficiali

Secondo l' European Food Safety Authority (EFSA) , il fabbisogno idrico giornaliero è di circa 2 litri per le donne e 2,5 litri per gli uomini. In estate, con la sudorazione aumentata, questi valori tendono a salire. 

L'errore più comune è aspettare lo stimolo della sete: quando si avverte, la disidratazione è già in corso. Bere in modo regolare durante tutta la giornata è la strategia raccomandata dagli specialisti.

Ma l'idratazione non passa solo dal bicchiere. Una parte importante dell'apporto idrico quotidiano arriva dagli alimenti, e in estate la natura offre una gamma eccezionale di cibi con alto contenuto di acqua.

I carotenoidi: la protezione che si mangia

Anguria, melone, albicocche, carote, pomodori e peperoni non sono solo alleati dell'idratazione per via dell'acqua che contengono. Studi condotti sull'uomo con diete ricche di carotenoidi hanno dimostrato effetti fotoprotettivi sulla pelle, in particolare una riduzione della sensibilità all'eritema da raggi UV, oltre a miglioramenti dell'elasticità, dell'idratazione e della struttura cutanea. 

I carotenoidi si accumulano nell'epidermide attraverso la dieta, frutta, verdura e prodotti ittici ne sono le fonti principali, e agiscono come scudo naturale contro lo stress ossidativo indotto dal sole.

I grassi "buoni" che trattengono l'umidità

Un errore diffuso è pensare che l'idratazione cutanea dipenda solo dall'acqua. Gli acidi grassi essenziali, in particolare gli omega-3, aiutano a mantenere l'integrità della barriera cutanea, riducendo la perdita di umidità e contribuendo a una risposta infiammatoria più equilibrata. Le fonti più ricche sono pesce azzurro (salmone, sgombro, sardine), semi di lino, noci e semi di chia

In uno studio, donne che hanno assunto circa 2,5 ml al giorno di olio di semi di lino ricco di omega-3 hanno registrato un incremento del 39% dell'idratazione cutanea dopo 12 settimane, con una pelle meno ruvida e meno sensibile rispetto al gruppo placebo.

Gli antiossidanti che frenano l'invecchiamento da UV

Vitamina C e vitamina E favoriscono rispettivamente la sintesi del collagene e l'elasticità cutanea, contrastando i processi infiammatori e la degradazione delle fibre che compongono la struttura della pelle. 

Anche minerali come zinco, rame e selenio contribuiscono al mantenimento di un'epidermide sana. Frutti di bosco, agrumi, verdure a foglia verde e frutta secca sono tra le fonti alimentari più indicate.

Le abitudini che completano il quadro

L'alimentazione è determinante, ma non agisce da sola. La disidratazione cutanea può aprire la strada a infezioni batteriche e virali della pelle, e può peggiorare condizioni come dermatite o psoriasi. Dormire a sufficienza, evitare fumo e alcol in eccesso, limitare l'esposizione nelle ore di picco solare e non abusare dell'aria condizionata, che riduce l'umidità ambientale, sono comportamenti che incidono sulla salute della barriera cutanea tanto quanto la dieta.

La pelle è, in fondo, lo specchio di ciò che accade all'interno dell'organismo. E in estate, più che in qualsiasi altra stagione, quello che si porta in tavola fa la differenza.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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