Orecchio bionico invisibile: primo impianto a Piacenza

Dr. Marcello Agosta
Revisionato da Dr. Marcello Agosta — Chirurgo Generale, Medico Generale
A cura di Salvatore Privitera
Seguici su Google Discover Aggiungici alle Fonti Preferite di Google

Data articolo – 18 Ottobre, 2026

orecchio di una donna in primo piano

Un impianto cocleare totalmente invisibile dall’esterno, progettato per funzionare in maniera continuativa durante le normali attività quotidiane. È la tecnologia utilizzata lunedì 12 ottobre all’ospedale di Piacenza su una paziente affetta da sordità grave e profonda, nell’ambito di un progetto pilota che coinvolge Emilia-Romagna e Toscana.

La principale differenza rispetto agli impianti cocleari tradizionali riguarda la posizione delle componenti: l’intero dispositivo viene collocato sotto la cute, compresi i microfoni incaricati di rilevare i suoni. Non è quindi presente il processore esterno normalmente visibile dietro l’orecchio.

Nello stesso giorno un intervento analogo è stato eseguito all’ospedale di Siena. Le due procedure rappresentano, secondo quanto riferito, le prime applicazioni in Italia di questa nuova generazione di impianti cocleari totalmente impiantabili.

Come funziona l’impianto cocleare completamente sotto pelle

Il dispositivo è stato progettato per rilevare i suoni anche attraverso la cute. I microfoni impiantati raccolgono il segnale acustico, che viene elaborato e convertito in impulsi elettrici destinati a stimolare la coclea. Da qui l’informazione può raggiungere il cervello attraverso il nervo uditivo.

È lo stesso principio generale alla base degli impianti cocleari, ma cambia soprattutto il modo in cui il sistema viene indossato e utilizzato. Negli impianti tradizionali una parte della tecnologia rimane all’esterno della testa e deve essere rimossa in alcune circostanze. Nel nuovo sistema, invece, tutte le componenti rimangono sotto la pelle, riducendo la necessità di gestire apparecchi esterni durante la giornata.

L’impianto è inoltre resistente all’acqua e può restare attivo anche durante il sonno, offrendo una continuità di ascolto che i dispositivi con componenti esterne non sempre consentono nelle stesse condizioni.

La batteria si ricarica senza rimuovere il dispositivo

Anche la ricarica è stata progettata per funzionare attraverso la cute. La batteria può infatti essere ricaricata appoggiando un apposito caricatore sopra la zona dell’impianto, senza bisogno di accedere direttamente al dispositivo.

Durante la ricarica non è neppure necessario spegnere il sistema, che può quindi continuare a funzionare. Questo aspetto elimina anche alcuni dei problemi pratici collegati ai componenti esterni, che possono essere rimossi, dimenticati, persi o accidentalmente danneggiati.

L’obiettivo della tecnologia è quindi rendere l’impianto cocleare il più possibile integrato nella vita quotidiana della persona, mantenendo il sistema disponibile 24 ore su 24.

L’intervento eseguito dall’équipe di Domenico Cuda

A Piacenza l’operazione è stata realizzata dall’équipe di otorinolaringoiatria diretta da Domenico Cuda. L’ospedale dispone di una lunga esperienza nel settore degli impianti cocleari e tratta sia pazienti adulti sia bambini, compresi casi clinicamente complessi.

Ogni anno vengono effettuati circa 140 interventi di impianto cocleare e, secondo i dati riportati, circa l’80% dei pazienti arriva da altre regioni. L’attività del centro in questo campo prosegue da oltre vent’anni e ha permesso alla struttura di costruire una casistica particolarmente ampia.

Il nuovo intervento si inserisce ora in un’esperienza pilota condivisa tra Emilia-Romagna e Toscana, che punta a introdurre progressivamente questa tecnologia anche nel sistema sanitario italiano.

Altri nove impianti previsti a Piacenza entro il 2027

L’intervento del 12 ottobre non dovrebbe restare un caso isolato. La Regione Emilia-Romagna ha infatti acquistato altri nove impianti cocleari totalmente impiantabili, che dovrebbero essere utilizzati a Piacenza entro la fine del 2027.

I dispositivi saranno finanziati dalla Regione nell’ambito del progetto sperimentale. Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi hanno sottolineato come l’introduzione della tecnologia rappresenti un esempio dell’investimento pubblico nella ricerca e nell’innovazione sanitaria.

Secondo la direttrice generale dell’Azienda Usl di Piacenza, Paola Bardasi, l’intervento conferma inoltre il ruolo costruito dal centro piacentino nel campo della chirurgia degli impianti cocleari.

Cosa cambia rispetto a un impianto cocleare tradizionale

Il valore pratico del nuovo dispositivo riguarda soprattutto la possibilità di eliminare le componenti esterne normalmente necessarie per utilizzare un impianto cocleare.

Per una persona con sordità grave o profonda questo può significare una maggiore continuità nell’accesso ai suoni durante attività nelle quali il processore esterno sarebbe normalmente rimosso.

Il sistema non modifica però il principio fondamentale dell’impianto cocleare: il suono viene trasformato in impulsi elettrici che stimolano direttamente il sistema uditivo, permettendo alle informazioni sonore di essere trasmesse al cervello. La novità riguarda soprattutto la completa integrazione del dispositivo sotto la pelle e la possibilità di utilizzarlo con meno interruzioni nella vita quotidiana.

Con gli interventi eseguiti contemporaneamente a Piacenza e Siena, l’Italia entra così nella fase iniziale di sperimentazione clinica di una tecnologia ancora poco diffusa a livello internazionale, che nei prossimi anni verrà utilizzata anche su altri pazienti selezionati.

Fonte

AUSL Piacenza - A Piacenza e Siena i primi impianti cocleari totalmente impiantabili

Ultimo aggiornamento – 15 Ottobre, 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
dispositivo-per-udito
Un dispositivo acustico guidato dal cervello può isolare una voce nel rumore

Uno studio della Columbia University mostra per la prima volta che un sistema controllato dai segnali cerebrali può riconoscere la voce su cui una persona sta concentrando l’attenzione e amplificarla in tempo reale. I dettagli.