Obesità, in Italia +39% in 25 anni: l’allarme degli esperti sul junk food

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 04 Marzo, 2026

dolci junk food in un vassoio

In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, i dati diffusi dalla Fondazione Aletheia accendono i riflettori su un fenomeno in forte crescita anche in Italia. Negli ultimi 25 anni l’obesità è aumentata del 39%, con conseguenze importanti per la salute pubblica. 

Tra le principali cause individuate dagli esperti c’è l’aumento del consumo di cibi ultra-processati e junk food, spesso ricchi di zuccheri, grassi e sale. Comprendere il legame tra alimentazione e salute è fondamentale per contrastare una condizione che oggi coinvolge milioni di persone.

Obesità in crescita: i numeri in Italia

Secondo i dati diffusi dalla Fondazione Aletheia in occasione del World Obesity Day, l’obesità rappresenta una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo. In Italia, negli ultimi decenni, il numero di persone con obesità è cresciuto in modo significativo, con un incremento del 39% negli ultimi 25 anni.

L’obesità è una malattia cronica caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, che può compromettere il normale funzionamento dell’organismo. In termini clinici viene generalmente valutata attraverso l’indice di massa corporea (BMI), un parametro che mette in relazione peso e altezza.


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Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’obesità è associata a un rischio più elevato di numerose patologie, tra cui:

  • diabete di tipo 2;
  • malattie cardiovascolari;
  • ipertensione;
  • alcune forme di tumore;
  • problemi articolari e respiratori.

Negli ultimi anni l’aumento riguarda anche le fasce più giovani della popolazione, segnale di cambiamenti nello stile di vita e nelle abitudini alimentari.

Il ruolo del junk food e dei cibi ultra-processati

Tra i fattori che contribuiscono alla diffusione dell’obesità, gli esperti indicano il crescente consumo di junk food, termine utilizzato per descrivere alimenti ad alta densità calorica ma poveri di nutrienti.

Si tratta spesso di prodotti ultra-processati, come snack confezionati, bevande zuccherate, fast food e prodotti industriali ricchi di additivi. Questi alimenti tendono a contenere:

  • elevate quantità di zuccheri aggiunti;
  • grassi saturi o trans;
  • sale;
  • poche fibre e micronutrienti.

Secondo numerosi studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali, tra cui The Lancet e BMJ, un consumo frequente di alimenti ultra-processati è associato a un aumento del rischio di obesità e di altre malattie metaboliche.

Il problema non riguarda solo le calorie, ma anche il modo in cui questi alimenti influenzano il senso di sazietà, portando spesso a mangiare più del necessario.

Perché l’obesità è un problema di salute pubblica

L’obesità non è soltanto una questione estetica, ma una condizione medica complessa che coinvolge fattori biologici, ambientali e sociali.

Secondo gli esperti, la diffusione di diete ricche di alimenti ultra-processati si combina con altri elementi dello stile di vita moderno, tra cui:

  • riduzione dell’attività fisica;
  • maggiore sedentarietà;
  • ritmi di vita che favoriscono pasti veloci e poco equilibrati.

Questo insieme di fattori contribuisce all’aumento del peso corporeo nel lungo periodo.

Le conseguenze possono essere significative: l’obesità è infatti considerata uno dei principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari, che rappresentano ancora oggi una delle prime cause di morte in Europa.

Cosa fare: le raccomandazioni degli esperti

In occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, le organizzazioni sanitarie sottolineano l’importanza della prevenzione attraverso uno stile di vita sano.

Le principali raccomandazioni includono:

  • ridurre il consumo di junk food e bevande zuccherate;
  • privilegiare una dieta ricca di frutta, verdura, legumi e cereali integrali;
  • scegliere fonti di proteine magre, come pesce e legumi;
  • limitare gli alimenti ultra-processati;
  • mantenere una regolare attività fisica.

Il modello alimentare più spesso indicato dagli esperti è la dieta mediterranea, considerata uno dei regimi nutrizionali più equilibrati e sostenibili dal punto di vista della salute.

Anche l’educazione alimentare, soprattutto nelle scuole, viene considerata una strategia importante per prevenire l’obesità nelle nuove generazioni.


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Le prospettive future nella lotta all’obesità

La crescita dei casi di obesità dimostra che il problema richiede interventi coordinati tra istituzioni, sistema sanitario e società. Molti Paesi stanno già adottando politiche per ridurre il consumo di alimenti poco salutari, come etichette nutrizionali più chiare o campagne di sensibilizzazione.

Secondo gli esperti, migliorare l’accesso a informazioni corrette sull’alimentazione e promuovere stili di vita più sani può contribuire a invertire la tendenza.

La Giornata Mondiale dell’Obesità rappresenta quindi un’occasione per ricordare quanto le scelte quotidiane a tavola possano influenzare la salute nel lungo periodo. Ridurre il consumo di junk food e adottare un’alimentazione più equilibrata è uno dei primi passi per proteggere il benessere individuale e collettivo.

Fonti

  • BMJ - Ultra-processed food exposure and adverse health outcomes: umbrella review of epidemiological meta-analyses
  • The Lancet - Ultra-processed foods and human health: the main thesis and the evidence
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